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Tv. Discovery Italia in crescita, si riconferma al terzo posto dichiarando il 7% di ascolti. L’a.d. Araimo: “Crediamo tantissimo negli OTT”

Araimo

Nel primo semestre del 2019 (considerato il migliore di sempre del gruppo), Discovery, che riguardo all’audience si riconferma al terzo posto tra i broadcaster italiani, ha registrato una crescita degli ascolti televisivi importante. Il player ha dichiarato di aver ottenuto il 7% medio di share sul target individui nelle 24 ore (+7% sul 2018), il 9% di share sul target commerciale 25-54 anni e un +12% per la prima serata.
Il gruppo Discovery, con il suo a.d. Alessandro Araimo, punta molto sullo sviluppo di piattaforme OTT, sempre sostenute dai canali televisivi in chiaro – come Nove (9° canale nazionale) e Real Time, che per il prime time sono cresciuti rispettivamente del 12% e del 27% – e da quelli a pagamento, su tutti il network Eurosport.

“Siamo partner della piattaforma over the top di ProSiebenSat.1, – ha dichiarato Araimo – e teniamo sotto controllo questo comparto, poiché crediamo tantissimo negli OTT. Nel solo 2019 Discovery Italia ha lanciato due prodotti OTT a pagamento: GolfTv e Dplay Plus”. Queste due nuove piattaforme, assieme ad Eurosport Player, portano una base abbonati annua pari a centinaia di migliaia di persone. Il player gratuito Dplay, da solo, conta due milioni di utenti unici mensili, che hanno trascorso sulla piattaforma circa 5 milioni di ore nel primo semestre del 2019, portando a un aumento del 32% rispetto al 2018.
Durante la presentazione dei palinsesti autunnali del gruppo, è stato sottolineato che Discovery ha ottenuto tutti i diritti digitali in esclusiva delle Olimpiadi di Tokyo 2020 e che solo tramite l’offerta a pagamento di Eurosport Player (comunque visibile anche ai clienti Sky) saranno disponibili le 3500 ore di eventi live.

Il consolidamento di Discovery Italia avverrà non solo sul fronte interno, ma potrebbero anche essere valutate partnership e acquisizioni strategiche. A tal proposito, come riportato dal quotidiano Italia Oggi, l’a.d. ha così spiegato:“[…] non è semplice raggiungere almeno lo 0,5% di share, indispensabile per vendere quel canale pubblicitariamente. Guardo a buone numerazioni ai prezzi giusti”. Sempre su questo, in molti hanno pensato alla possibile acquisizione di La7 – essendo schiacciata tra i grandi gruppi tra cui Sky, Rai e Mediaset – ma Araimo ha così risposto: “Non credo che La7 sia veramente in vendita, e quindi il suo acquisto non è nei nostri piani”.
La raccolta pubblicitaria, che rappresenta la maggior parte degli incassi di Discovery, nel primi cinque mesi del 2019, secondo Nielsen, è in calo del 3,3% rispetto al 2018. Giuliano Cipriani, direttore generale della concessionaria Discovery media, ha così spiegato: “Il primo semestre lo chiuderemo in calo, ma il mese di giugno ha pareggiato i risultati dello stesso mese 2018. In luglio cresciamo bene. Quindi sono ottimista circa una ripresa nella seconda parte dell’anno”. (N.S. per NL)