Nel convegno promosso dall’Associazione Stampa Ferrara, tenutosi sabato 11 aprile 2026 nella splendida cornice di Casa Cini, nel centro storico di Ferrara, istituzioni, giornalisti e operatori del settore hanno ribadito il ruolo strategico della tv locale.
Sullo sfondo, la crisi di Telestense e la necessità di preservarne l’eredità in un contesto segnato dalla trasformazione digitale e dall’impatto dell’intelligenza artificiale.
Sintesi
Il convegno promosso dall’Associazione Stampa Ferrara, tenutosi l’11 aprile 2026 a Ferrara, ha ribadito il ruolo centrale della televisione locale nel sistema informativo territoriale, in un contesto segnato dalla crisi di Telestense.
Il Premio Stampa Ferrara 2026, assegnato all’emittente, ha rappresentato non solo un riconoscimento storico, ma anche un gesto di vicinanza concreta ai lavoratori, alla luce della liquidazione giudiziale della società editrice REI s.r.l.
All’evento hanno partecipato le principali autorità cittadine e il mondo dell’informazione, confermando il valore sociale dell’emittente.
Il convegno ha ripercorso cinquant’anni di evoluzione del settore, dalla sentenza 202/1976 alla legge Mammì fino all’intelligenza artificiale.
Gli interventi hanno evidenziato il passaggio da un modello “libero” a uno industriale, segnato da selezione di mercato e trasformazioni tecnologiche.
Ampio spazio è stato dedicato all’I.A., vista come opportunità ma anche come fattore critico per diritto d’autore, lavoro giornalistico e controllo dei contenuti.
Nel dibattito è emersa la necessità di preservare l’eredità di Telestense, auspicando nuovi soggetti editoriali capaci di colmare il vuoto informativo, soprattutto per il pubblico adulto legato alla tv lineare.
Centrale anche il tema dell’informazione di prossimità, da rafforzare integrando l’innovazione tecnologica.
Il convegno ha quindi unito memoria e prospettiva, evidenziando la necessità di rinnovare il ruolo delle tv locali, considerate ancora essenziali per il pluralismo e per il sistema democratico dell’informazione.

Premio Stampa 2026: un premio simbolico in un passaggio delicato
Si è svolta sabato 11 aprile 2026, presso la Casa Cini di Ferrara, la cerimonia del Premio Stampa Ferrara 2026, conferito alla tv locale Telestense dall’Associazione Stampa Ferrara (ASFe), sezione territoriale dell’Aser. Un riconoscimento che ha assunto un significato particolare alla luce della recente apertura della liquidazione giudiziale della REI s.r.l., società editrice dell’emittente, disposta dal Tribunale di Ferrara lo scorso 13 marzo.
Vicinanza concreta
Il premio è stato quindi non solo celebrazione di cinquant’anni di attività, ma anche atto di vicinanza concreta ai giornalisti, tecnici e operatori che hanno costruito nel tempo un presidio informativo di riferimento per il territorio.
Ampia partecipazione istituzionale e del mondo dell’informazione
All’evento hanno preso parte le principali autorità cittadine, tra cui il Prefetto, rappresentanti del Comune, il vescovo della Diocesi e gli organi di pubblica sicurezza, oltre naturalmente alle rappresentanze dei giornalisti e allo staff – passato e presente – di Telestense. Una presenza trasversale che ha confermato il valore riconosciuto all’emittente nel tessuto sociale e informativo locale.
Il convegno: cinquant’anni di tv tra pluralismo e innovazione
La giornata si è articolata in un corso di formazione dell’Ordine dei Giornalisti Emilia-Romagna sul tema: “Dalla libertà d’antenna all’intelligenza artificiale: cinquant’anni di informazione TV tra pluralismo, trasformazioni professionali e tecnologiche, nuovi aspetti deontologici”.
Dalla sentenza 202/1976 della Corte Costituzionale alla I.A. passando per la Mammì (L. 223/1990)
Dopo i saluti istituzionali e l’introduzione dei vertici associativi (i giornalisti Antonella Vicenzi, presidente dell’Associazione Stampa Ferrara, Paolo Maria Amadasi, presidente dell’Associazione Stampa Emilia Romagna, Alberto Lazzarini, vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia Romagna), il primo intervento è stato quello dell’avvocato e giornalista Massimo Lualdi, direttore di questo periodico, che ha tracciato un percorso evolutivo del sistema mediatico italiano dalla sentenza 202/1976 della Corte Costituzionale fino alle più recenti applicazioni dell’intelligenza artificiale, passando dalla legificazione della L. 223/1990 (cd. Legge Mammì).
Dalla libertà d’antenna all’I.A.: i punti chiave dell’intervento Lualdi
Nel suo intervento, Lualdi ha evidenziato come la storia dei media italiani sia caratterizzata da cicli ricorrenti di innovazione, crisi e riequilibrio, a partire dalla liberalizzazione dell’etere locale nel 1976, che ha dato origine alla stagione delle tv e radio locali come laboratori professionali e culturali.
Dal modello libero a quello industriale e strutturato
Il direttore di questo periodico ha quindi sottolineato il progressivo passaggio da un modello “libero” a uno industriale e strutturato, con la selezione del mercato e la perdita parziale dell’identità originaria delle emittenti locali, fino all’impatto della digitalizzazione e dello streaming.
L’avvento della I.A.
Particolare attenzione è stata dedicata all’intelligenza artificiale, descritta come strumento al contempo abilitante e critico: capace di aumentare produttività e possibilità espressive, ma anche di porre interrogativi rilevanti su diritto d’autore, modelli di lavoro e controllo dei contenuti.
Clonazione vocale
Tra gli esempi più significativi, quello della clonazione vocale, vista come opportunità per i professionisti dell’audio (è stata presentata la Società Italiana per la Tutela della Voce), ma anche come terreno di nuove sfide giuridiche e deontologiche.

Telestense come presidio irrinunciabile di informazione locale
Nel dibattito emerso nel corso dell’incontro, tutte le parti intervenute hanno convenuto sull’importanza di una televisione locale capace di fare informazione, quale elemento essenziale del pluralismo. È stato quindi auspicato che, all’esito della procedura di liquidazione giudiziale, l’eredità editoriale e il marchio identitario di Telestense possano essere raccolti da nuovi soggetti, in grado di colmare l’attuale vuoto informativo.
La tv lineare soprattutto per il pubblico adulto
Un’esigenza particolarmente rilevante per il pubblico adulto, meno incline all’uso delle piattaforme digitali e ancora fortemente legato alla fruizione televisiva tradizionale (lineare).
Informazione di prossimità e sfida dell’intelligenza artificiale
Sul piano più generale, il confronto ha riportato al centro la necessità di un’informazione di prossimità, capace di valorizzare il radicamento territoriale e la conoscenza diretta delle comunità.
Intelligenza artificiale, leva da governare
In questo scenario, l’intelligenza artificiale non è stata interpretata come fattore da subire, ma come leva da governare, integrandola nei processi editoriali senza rinunciare a qualità, affidabilità e responsabilità professionale.
Coniugare innovazione tecnologica e funzione sociale del giornalismo
La sfida, condivisa dai relatori e dai partecipanti, è quella di coniugare innovazione tecnologica e funzione sociale del giornalismo, evitando che la trasformazione digitale produca una disintermediazione non controllata dell’informazione.
Tra memoria e prospettiva
Il convegno ferrarese – che ha avuto pregevoli interventi anche di Elena De Vincenzo (giornalista RAI-TG1) sulla tv di prossimità (e sulle opportunità, ma anche sui limiti della “giusta distanza” dal fatto) e di Matteo Naccari (segretario aggiunto della FNSI) sulle peculiarità dei contratto di lavoro nelle tv locali -, ha dunque rappresentato un momento di riflessione che ha unito memoria storica e visione prospettica.
Preservare e rinnovare il ruolo delle tv territoriali
Se da un lato il riconoscimento a Telestense ha celebrato mezzo secolo di informazione locale, dall’altro ha posto con chiarezza il tema del futuro: preservare e rinnovare il ruolo delle tv territoriali in un ecosistema mediatico sempre più complesso.
La sfida per il sistema democratico dell’informazione
Una sfida che, come emerso a Ferrara al Premio Stampa 2026, non riguarda solo gli operatori del settore, ma l’intero sistema democratico dell’informazione.
Podcast
Qui per ascoltare il podcast dell’intervento dell’avvocato Massimo Lualdi nella serie Newslinet Media Monitor. (E.G. per NL)



































