Tv locali, Di Maio (Mise) su contributi: misure essenziali per sopravvivenza, ma disporremo controlli per scongiurare abusi. Mercato richiederà forme aggregazione tra emittenti

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Le emittenti televisive e radiofoniche locali rivestono un ruolo importante per la garanzia del pluralismo informativo”, ha esordito, a riguardo del tema dei contributi governativi alle stazioni radio-tv locali, il 26 luglio scorso il ministro allo Sviluppo Economico Luigi Di Maio nella sua audizione alla Commissione Trasporti della Camera circa le linee programmatiche in materia di poste e telecomunicazioni del suo dicastero.
Di Maio ha spiegato che “sono ora affidate al MiSE le funzioni amministrative prima svolte dai Corecom regionali (istruttoria delle domande del contributo, relativi controlli e adozione del provvedimento di determinazione della graduatoria), con l’obiettivo di semplificazione e riduzione dei tempi. È stata creata una apposita piattaforma telematica (il Sistema Informativo per i Contributi alle Emittenti locali – SICEM) per consentire di digitalizzare la presentazione delle domande di contributo e di ridurne i tempi di concessione”.


Tra le prime azioni del nuovo Governo, il 12 luglio è stata pubblicata on line sul sito del MiSE la graduatoria per la ripartizione dei contributi dell’annualità 2016 per le emittenti televisive a carattere commerciale. Le risorse da assegnare ammontano a oltre 78 milioni di euro, in quanto la restante quota dei complessivi 97 milioni da assegnare è stata già destinata alle radio locali e alle tv a carattere comunitario (senza scopo di lucro e con limitazioni alla vendita di spazi pubblicitari)”.
Di Maio ha sottolineato di voler accelerare l’erogazione dei contributi relativi alle annualità 2017-2018 “comprendendo che, allo stato attuale, tali contributi sono determinanti per la sopravvivenza di molte realtà radiotelevisive locali”.
Tuttavia, ha spiegato il ministro allo Sviluppo Economico, “al contempo, intendiamo rafforzare i controlli sull’utilizzo dei contributi concessi e favorire processi di trasformazione tecnologica da parte degli operatori radiotelevisivi locali nella consapevolezza che il mercato richiederà forme di aggregazione tra emittenti locali, una digitalizzazione dei servizi e la garanzia della qualità dei contenuti, anche informativi, offerti ai cittadini da queste importanti realtà”. (E.G. per NL)

foto antenna di Floriano Fornasiero

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