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Tv. RAI: dopo polemiche su servizio Predappio, Farnè si dimette da caporedattore TGR Emilia-Romagna. Interim a Maggiolini

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farnè

Si conclude con le dimissioni del caporedattore del Tgr dell’Emilia-Romagna Antonio Farnè (nella foto) una settimana di polemiche in casa Rai e nel mondo politico in generale, che avevano fatto seguito ad un servizio messo in onda nelle due edizioni principali (14 e 19.30) del Tgr di Bologna di domenica scorsa.
Il resoconto giornalistico in questione era imperniato su una manifestazione di nostalgici fascisti al cimitero di Predappio, in occasione del 74° anniversario della morte di Benito Mussolini (c’era anche la nipote del Duce Edda, una delle due figlie di Annamaria Mussolini e del valido presentatore Tv Nando Pucci Negri, scomparso alcuni anni fa e a lungo noto nelle Tv dell’Emilia-Romagna, e non solo).

Il servizio non era oggettivamente apologetico rispetto al fascismo, a mio parere, ma trattava il tema con una freddezza impressionante, quasi riferisse di una manifestazione politica qualsiasi (e tale invece non era, evidentemente), oltre a dare voce a diversi dei nostalgici presenti, che onoravano tutti la memoria di Mussolini e del suo regime, senza alcuna presa di distanza del giornalista (Paolo Pini del Tgr Rai dell’Emilia-Romagna), mentre solo uno dei molti intervistati parlava di ‘luci e qualche ombra’ di Mussolini. In chiusura, urlo collettivo di ‘presente!’ e saluto romano di prammatica.
Le polemiche, considerato che il servizio arrivava a tre soli giorni dal 25 aprile, sono scoppiate fortissime e sono divampate in sede locale e anche nazionale, ad opera anche di Michele Anzaldi del PD, segretario della Vigilanza e da anni specialista in materia di polemiche sulle trasmissioni Tv in genere. Molte le dichiarazioni politiche di condanna, mentre lo stesso direttore del Tgr Rai Alessandro Casarin (pure ‘gradito’ alla Lega) si affrettava a prendere le distanze, ricordando che la testata ha come punti di riferimento la Costituzione e l’antifascismo. Lo stesso AD Rai Fabrizio Salini pare sia andato su tutte le furie.

Come abbia potuto essere trasmesso, con sostanziale indifferenza, un servizio siffatto è un po’ un piccolo mistero a Bologna. Le discussioni nel Tgr Rai dell’Emilia-Romagna non sarebbero mancate ma alla fine il caporedattore Antonio Farnè (il Tg nazionale non può certo seguire ogni giorno le singole edizioni di ogni regione) avrebbe deciso per la messa in onda, probabilmente non rendendosi conto che quello non era certo uno dei resoconti politici ‘di routine’ nei quali è spesso impegnato il già citato Paolo Pini. Un infortunio che sembra strano per un professionista come Farnè, che era a capo del Tgr bolognese da circa due anni (nominato quando ancora il PD era al Governo) ma che ha anche un’esperienza ventennale alle spalle, al punto da essere stato per alcuni anni anche a capo dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna, con apprezzamento generale.

Dopo le durissime polemiche dei giorni scorsi, la posizione di Farnè si era fatta delicata (all’interno del Tgr dell’Emilia-Romagna l’atmosfera non è idilliaca, il Cdr aveva protestato e un ex come Filippo Vendemmiati aveva parlato di ‘vergogna’) e la Rai aveva aperto un’‘inchiesta interna’. Puntuali sono così arrivate le dimissioni dalla carica di Farnè, sabato 4 maggio, accettate con grande prontezza da Casarin.
La Rai probabilmente, in giorni pre-elettorali come questi, non poteva reggere ulteriori polemiche (Salvini, intanto, per dirne una, non vuol andare da Fazio e lo attacca in continuazione, mentre i Cinquestelle si sono fatti invece vedere regolarmente a ‘Che tempo che fa’ su Rai1) e c’era bisogno che ci fosse una ‘conseguenza eclatante’ dell’infortunio del Tgr (che molti giornali, fra l’altro, dopo tanti anni, continuano a chiamare Tg3, altro errore da matita rossa, verrebbe da dire).

La sostituzione provvisoria ad interim di Farnè è stata adesso affidata a Ines Maggiolini, già caporedattrice Tgr a Milano, che si era occupata del Tgr di Bologna anche in occasione di un precedente avvicendamento e oggi è vice direttrice Tgr con delega sulle redazioni di Emilia-Romagna (appunto) e Sardegna, oltre che responsabile delle Rubriche della testata.
Nei prossimi giorni l’azienda avvierà le procedure per individuare il nuovo responsabile della redazione del Tgr di Bologna e si scaldano così i muscoli i possibili successori, da Ivan Epicoco (indicato come ‘grande rivale’ di Farnè) a Gabriele Pasini (figlio del non dimenticato Piero e a sua volta notissimo nell’ambito sportivo). Antonio Farnè invece resterà a disposizione del direttore Casarin per un nuovo incarico nell’ambito dello stesso Tgr. (M.R. per NL)