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DTT. Sony lascia il DTT: i canali 45 e 55 a Mediaset. Sul 55 un marchio/palinsesto “vicino” a Canale 5?

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Anche questa volta ci avevamo visto giusto: ad inizio anno avevamo anticipato la possibilità che i canali 45 e 55 di Sony Pictures Television andassero a finire al Biscione per potenziare l’offerta del DTT, nel tentativo di reggere l’offensiva sempre più difficile da sostenere degli OTT dello streaming video on demand, come Netflix.
Il deal non risolverà certo la crisi del vecchio provider tv italiano, ma intanto il rafforzamento dell’offerta in chiaro potrà spostare un po’ più in là l’inevitabile resa dei conti.
Sta di fatto che il canale 45 (area Bambini/Ragazzi, finché Agcom deciderà di non abrogare l’ormai inutile divisione degli LCN per generi tematici, come abbiamo anticipato qualche tempo fa) andrà a Turner Broadcasting System (ironia della sorte, lo stesso acronimo della TBS di Costantino Federico, gruppo Retecapri, che lo aveva ceduto a Sony solo due anni fa) in joint venture con Mediaset, mentre il 55 sarà acquisito direttamente dal gruppo di Cologno.Turner - DTT. Sony lascia il DTT: i canali 45 e 55 a Mediaset. Sul 55 un marchio/palinsesto "vicino" a Canale 5?
Ignota per ora la destinazione, anche se pare probabile che il doppio 5 del telecomando sarà appannaggio di un contenuto “vicino” a Canale 5, come il doppio 6 acquisito sempre da Retecapri è stato destinato (ancorché si dica temporaneamente) a Italia 2 (di rimando dal 6 di Italia 1). E’ infatti frequente che i telespettatori digitino per errore due volte lo stesso numero e quindi finiscano sull’11, sul 22, sul 33, sul 44, sul 55, ecc. assegnando quindi un valore aggiunto a tali doppie cifre.
Non sono note al momento le cifre dell’operazione che comunque è attualmente sottoposta a condizione sospensiva in attesa del parere delle Autorità competente (Agcm e Agcom).
Il disimpegno  di Sony dalla piattaforma terrestre consegue alla consapevolezza che il modello IP on demand di Netflix si è consolidato più velocemente del previsto, cambiando pesantemente la fruizione di film e fiction.

Abbiamo già scritto numerose volte che la possibilità di accedere ad un’offerta “cinema” enorme, di qualità, low cost e, soprattutto, quando si vuole e si può vedere quel che si preferisce senza dipendere dagli orari prefissati della tv lineare, sta inducendo tutti i player della tv tradizionale (quella via etere) a cambiare schemi di programmazione consolidata, nella direzione dell’informazione, dell’approfondimento, dello sport, dell’intrattenimento, della musica (visual radio in particolare) e dell’infotainment.
“Non c’è futuro per canali DTT di soli film e serie televisive: l’erosione dei servizi di streaming video on demand sarà progressiva ed inarrestabile e dal 2022, con l’introduzione del 5G e le smart tv potenzialmente connesse ad internet che costituiranno il 90% del parco tv, l’aggressione dell’IP sull’etere sarà insostenibile da parte degli attuali player del DTT – aveva commentato ai tempi della indiscrezione oggi confermata Giulia Cozzi della practice Radio-Tv 4.0 di Consultmedia (struttura di competenze a più livelli collegata a questo periodico). – Non devono quindi stupire i processi di disimpegno da canali tarati su un modello che presto i telespettatori considereranno anacronistico”.


Tuttavia, per un certo tipo di contenuto, come il real time, il DTT è tuttora imprescindibile ed è per questo che alla notizia della volontà di Sony di alienare gli asset del digitale tv terrestre si erano fatti avanti almeno quattro operatori.
I pretendenti per i canali 55 e 45 erano stati diversi: anzitutto Viacom, inizialmente considerata favorita perché già concessionaria della pubblicità dei due canali (attraverso Viacom Pubblicità & Brand Solutions), soprattutto per il canale 45 (il player vuole espandere l’attività nell’area visto il successo di Nicke­lodeon in esclusiva su Sky), LCN su cui aveva mostrato appetito anche De Agostini (già editore di Alpha su LCN 59 e Super! sul 47 in joint venture con Viacom), pure interessata al target bambini/ragazzi, ma anche Fox, che sotto il nuovo cappello della Disney (che sta lanciando il proprio servizio di SVOD in aperta competizione con Netflix) ha il core sulla stessa tipologia di pubblico.
Tuttavia ad essere arrivata ad un punto conclusivo delle negoziazioni è stata Mediaset. (E.G. per NL)