Tv. Spagna: Telefonica offre 725 mln per il 56% di Canal+. Mediaset studia future mosse

Attualmente la situazione azionaria della televisione a pagamento spagnola vede Prisa in maggioranza con il 56% delle quote, a seguire Telefonica e Mediaset España che detengono ciascuna il 22%: presto si potrebbe concordare un cda per giungere ad un accordo definitivo sulla spartizione delle azioni.

Da tempo correvano voci circa una possibile uscita del principale azionista dal gruppo, allo scopo di ridurre il pesante indebitamento che supera i 3 mld – solo recentemente ristrutturato a seguito di un accordo con le banche che prevede una restituzione di 900 mln entro il prossimo anno e di altri 600 allo scadere del 2016 -. Telefonica, come ricorderanno i nostri attenti lettori, nei mesi scorsi aveva manifestato un certo scontento circa il possibile ingresso in società di partner stranieri (erano interessate all’iniziativa l’americana Liberty Media Corporation, Canal+ Francia e, in particolar modo la tv del Qatar Al Jazeera, che sta puntando gli occhi sul bacino del Mediterraneo). Ora l’offerta ufficiale – e, a quanto pare, potenzialmente definitiva – è arrivata: la principale compagnia di telefonia spagnola ha preso in contropiede gli avversari proponendo 725 milioni di euro per l’acquisizione del 56% di Canal+, valutando quest’ultima per un totale di 1.294 mln (46 volte il margine operativo lordo dello scorso anno, pari a 28 milioni di euro). Il gruppo di César Alierta, se si siglerà l’accordo, potrà così integrare la pay tv nella propria strategia commerciale, avendo accesso non solo ai contenuti grazie ai quali attrarre un maggior numero di clienti, ma anche agli 1,6 mln di abbonati di Canal+ (Telefonica possiede già una piattaforma tv, Movistar tv, che raggiunge però solamente 670 mila abbonati). Sembrerebbe inoltre che la cifra proposta da Telefonica superi di ben 125 milioni di euro quella fatta da Al Jazeera nelle scorse settimane: Prisa ha però spiegato che si riunirà per discutere sul da farsi, quindi non è scontato che la tv del Qatar sia del tutto fuori dai giochi. Intanto il gruppo della famiglia Berlusconi – che possiede il 22% di Canal+ – si trova nella situazione di dover decidere se mollare la presa sul suo totale azionario, incassando un bel bottino da reinvestire (magari nei diritti per la Serie A per continuare la sua battaglia con Sky dopo essersi aggiudicata l’esclusiva per la Champions League 2015-2018) oppure tener duro e lasciare lo zampino nella piattaforma spagnola. Lo scenario si mostra certamente complesso. Il vice presidente di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, però si è limitato a dire: "Abbiamo aperte tutte le possibilità" ma "la voglia e l’intenzione è quella, prima di tutto, di lavorare con Telefonica. La loro offerta era attesa da tempo". Questa non è l’unica preoccupazione del colosso di Cologno Monzese che in queste settimane è impegnato, come abbiamo riportato in un precedente articolo, nella creazione di una newco in cui potrebbero entrare la francese Canal Plus e Al Jazeera, per un’alleanza internazionale capace di scendere in campo contro l’impero Murdoch. (V.R. per NL)
 
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