Una sat-web tv in Cina per raccontare l’omosessualità

Svolta importante a livello sociale per la Repubblica popolare: nel 2001 l’omosessualità era ancora considerata una malattia mentale


L’omosessualità raccontata, descritta, spiegata, ad un popolo che troppo a lungo è stato educato a stimarla come una devianza, una cosa innaturale, una “malattia mentale”. In effetti, ancora nel 2001, in Cina, l’omosessualità era considerata una “malattia mentale” e le persone omosessuali non erano minimamente tutelate, sia a livello legale che sociale. Oggi, a sei anni di distanza, parte la prima trasmissione interamente dedicata al mondo gay e lesbo, dal titolo “Buongiorno camerati!” (“camerata”, in gergo cinese è il termine con il quale si identificano le persone omosessuali). A presentarla sarà Didier Zheng, docente di psicologia dell’educazione all’università Sorbona di Parigi e noto attivista nelle battaglie contro l’Aids. L’obiettivo della trasmissione è quello, certamente, di sensibilizzare la gente verso la tematica, ma anche di mostrare una sorta di apertura mentale del popolo cinese, strada necessaria da percorrere verso una totale affermazione come superpotenza economica e non solo a livello planetario. La trasmissione andrà in onda su Phoenix Tv, un’emittente satellitare che la manderà in diretta su cinque differenti siti web e gli ospiti, fissi e non, saranno personaggi noti al grande pubblico cinese, come la cantante lesbica Qiao Qiao, titolare del Bar Feng, uno dei locali per omosessuali più famosi di Pechino, o Chen Jianqi, modella transessuale, il cui scopo, all’interno della trasmissione, sarà quello di andare alla ricerca dell’anima gemella. La struttura del programma, inoltre, prevede un contatto diretto tra gli ospiti ed il pubblico del web, che porrà quesiti, chiederà spiegazioni, intavolerà discussioni, sul mondo gay. (Giuseppe Colucci per NL)

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