Editoria. News Corp, trimestrale deludente: ricavi -4%, male la pubblicità

La News Corp, gruppo editoriale statunitense (nato dallo scorporo delle attività editoriali di News Corporation nel 2013) del magnate australiano Rupert Murdoch, cui fanno capo le maggiori emittenti TV e quotidiani a livello mondiale, riporta dati ufficiali che per nulla rasentano la sufficienza fiscale, annunciando risultati che sicuramente non rincuorano gli investitori.

I ricavi sono infatti diminuiti del 4% (2,01 mld di dollari contro i 2,08 mld di dollari delle stime) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mettendo a segno il terzo trimestre di regresso consecutivo. Sembra che la colpa del rovinoso declino sia da imputare soprattutto alla raccolta pubblicitaria, ma anche alle fluttuazioni dei tassi di cambio con il dollaro, considerando che il 55% delle attività della News Corp si svolge fuori dagli Stati Uniti. Il gruppo media editore del New York Post, del Wall Street Journal, e proprietario di HarperCollins, ha registrato un margine operativo lordo di 165 mln di dollari contro i 194 mln precedenti (-15%), mentre, facendo riferimento agli utili ha toccato 175 mln di dollari (30 cent per azione) contro 65 mln di dollari (11 cent per azione) dello stesso periodo dell’anno precedente. Il mercato auspicava 36 cent per azione. Robert Thomson, AD del colosso News Corp, ha ammesso che, nel trimestre, “abbiamo fatto i conti con varie sfide sul fronte dei ricavi, particolarmente nella divisione news and information services”, da cui derivano ben due terzi dei ricavi di gruppo e che ha visto un calo del 9% del fatturato (1,353 mld). In particolare, gli introiti da pubblicità per i giornali controllati in Usa, Australia e Regno Unito sono calati del 12%, i ricavi derivanti dagli abbonamenti e diffusione sono scesi del 6%, a detta di Thomson causati da “una contrazione delle attività dell’informazione professionale in Dow Jones e volumi di diffusione più bassi per la carta stampata, fattori parzialmente controbilanciati da prezzi da abbonamento superiori e volumi di abbonamenti digitali in crescita”. Il top manager, tuttavia, ha utilizzato parole incoraggianti per il futuro, dichiarando che l’azienda “è sulla strada giusta e i segnali sono positivi per una crescita annuale dell’ebitda” nel trimestre in corso. (S.F. per NL)

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