Liberazione anticipata dei canali DTT: poche idee, ma confuse

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Sta facendo discutere l’Avviso del Mise a riguardo della liberazione anticipata delle frequenze DTT. Non solo, come per primo aveva evidenziato NL, coloro che decidessero di sottoscrivere la richiesta lo farebbero all’oscuro delle modalità di calcolo degli indennizzi, effettuando un vero e proprio salto nel buio, ma addirittura sulla base di indicazioni e formulazioni che cambiano in corso d’opera.

Modelli che vanno, modelli che vengono

Basta osservare la formulazione del fac-simile cambiato dal Ministero dello Sviluppo Economico a distanza di poche ore dalla pubblicazione, come rappresentato dal confronto che pubblichiamo in apertura.
Si esamini, a riguardo, la preoccupante scomparsa della frase “richiede l’indennizzo di cui all’articolo 1, comma 1039 lettera b), legge n. 205/2017″, unita all’estensione temporale dello spegnimento impiantistico (prima previsto dal 20/05/2020 al 30/05/2020 e poi esteso dal 04/05/2020 al 30/05/2020).

Manifestazione d’interesse o impegno vincolante?

Non è chiaro poi se la richiesta sia vincolante o meno (la formulazione è a cavallo tra la manifestazione d’interesse – per sua natura non vincolante – e l’impegno formale alla dismissione).

I presupposti, questi sconosciuti…

Infine, cosa più grave di tutte, per la prima volta si parla di valutazione dei “presupposti” all’indennizzo.
Cosa si intende per presupposto?
La possibilità, per esempio, che l’indennizzo non venga riconosciuto?
Oppure che possa essere ridotto, magari per mancato (e documentato) sfruttamento del diritto d’uso nella sua completa estensione?
Meglio passare a Defcon 3….

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