Tv on demand. In crescita la visione in differita: nel 2019 è stata pari al triplo rispetto al 2012

tv lineare e differita

La tv lineare (live e generalista) perde rapidamente attrattiva ed è ormai chiaro che in futuro non muoverà più le grandi masse di oggi, dividendosi l’audience con una tv in differita in rapida crescita.
La visione in diretta dei programmi televisivi (mainstream) diventerà sempre più rara in futuro. I dati Auditel dal 2012 al 2019 mostrano l’1,81% di share per i programmi in differita, pari a circa il triplo del dato 2012 (0,67%).

Fox corre sulla differita

Se il dato generale risulta poco interessante, lo è di sicuro quello relativo ai singoli broadcaster: Sky è passata dal 4,8% del 2012 al 10% del 2019, Fox dal 6% al 18,4%. Mentre Rai non sembra aver curato molto questo aspetto, ottenendo solo lo 0,7%, Mediaset ha triplicato la sua incidenza, raggiungendo l’1,3%.

Questione di abitudine

È evidente che i principali fruitori della visione on demand siano coloro che dispongono di una smart tv (entro il 2022 le stime prevedono la presenza di tv IP ready nel 90% delle case) o di un decoder sat o soprattutto IP a seguito della sottoscrizione di abbonamenti specifici.
Su tutti, i clienti Sky sono ormai abituati da anni ad utilizzare i sistemi di visione in differita. Guardando ai dati di questa società, infatti, risulta che Sky Cinema 1+24 abbia avuto ascolti on demand per il 54% sul totale, Sky Atlantic per il 52%, Sky Sport 262 per il 50%, Fox Crime+2 poco sotto il 40%, Sky Uno poco sotto il 30%.

Le preferenze del pubblico

Dai dati emerge chiaramente che, quando vi è possibilità di scelta, il pubblico preferisca la visione on demand. Inoltre occorre incrociare i risultati con la diffusione di piattaforme digitali diverse dal televisore: proprio su questi device si fruisce maggiormente della visione differita (per nove stream in differita ve ne sarebbe uno live).
Per essere più precisi i contenuti Sky fruiti in differita con questo sistema sono stati pari al 95%, quelli Mediaset per l’87% e quelli Rai per il 76%.

Un fenomeno non solo italiano

Anche in Francia si è osservato lo stesso fenomeno di “migrazione” verso la televisione on demand. Tanto che, secondo i dati di Médiametrie, nel 2019 la fruizione di contenuti live è stata pari a 3 ore e 40 minuti medi al giorno, mentre la visione in differita 13 minuti.
In definitiva, ciò che si constata è la perdita di capacità attrattiva della televisione generalista, che, probabilmente, in futuro non muoverà più le grandi masse di oggi. Con l’inevitabile prospettiva di un calo degli introiti pubblicitari. (A.N. per NL)

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