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OTT. Nicita (Agcom): per regolare il digitale serve Superautorita’ comunicazioni e privacy che abbia potere contrattuale e moral suasion verso piattaforme globali

Nicita

Secondo il commissario dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni Antonio Nicita, da sola, Agcom non ha le armi per contrastare nella propria giurisdizione lo strapotere degli over the top del web.
Un’unica authority di regolazione per il digitale che nasca dalla fusione paritetica di Agcom e del Garante per la privacy e che permetta di esercitare un maggior potere ‘contrattuale’ e di moral suasion nei confronti delle piattaforme globali.
È quanto propone il Commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Antonio Nicita nel corso del Convegno “Verso un nuovo codice delle comunicazioni elettroniche. Il ruolo di Agcom, organizzato dall’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Fatta eccezione per l’intervento antitrust che ha una sua specificità ed autonomia”, continua Nicita, “man mano che il dato diventa il ‘prodotto’ al centro dei modelli di business della comunicazione digitale, il campo regolatorio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e quello del Garante per la protezione dei dati personali appaiono sempre più sovrapponibili.”

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“La regolazione privata esiste già ed è il dominio degli algoritmi”, spiega il Commissario Nicita. Il tema, aggiunge, è quello di comprendere “se sia necessaria una nuova regolazione pubblica e indipendente, ancorata al benessere sociale, volta a prevenire posizioni dominanti durature, a garantire forme di pluralismo nel web, a restituire la piena proprietà del dato agli utenti, anche facendone emergere il valore nella transazione economica relativa”.
In questo contesto, rileva il Commissario, “il proliferare di competenze diverse ad authority distinte non è certo d’aiuto, non solo perché possono sempre manifestarsi obiettivi diversi tra le varie autorità indipendenti, ma soprattutto perché questi obiettivi potrebbero essere segmentati o addirittura confliggenti”. Per questo motivo, rimarca Nicita, “sarebbe auspicabile una fusione di Agcom e Garante per la privacy, le cui competenze, sancite a livello europeo, resterebbero intatte e costituirebbero un importante tassello nel percorso per la costruzione di un mercato regolato dell’uso del dato, che va affidata al legislatore”. (E.G. per NL)