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Radio 4.0. Podcast: gli sviluppi Apple potrebbero modificare ancora gli equilibri del mercato. Nel frattempo, quello italiano e’ al quinto posto

sviluppi

Fino a poco tempo fa non si poteva parlare di un vero e proprio mercato dei podcast, ma oggi – visti gli sviluppi nel settore – è diventato, in tempi brevi, un comparto che ha attirato l’attenzione di investitori e produttori.
Negli USA si parla di un volume d’affari, tra produzione e commercializzazione, di circa 100 mln di dollari. L’Italia non può lamentarsi: sono ben 3,5 mln gli ascoltatori e, conseguentemente, è il quinto mercato del mondo, dopo USA, UK, Canada e Australia.
Un business che, fino a 10 anni fa, era dominato dalle piattaforme indipendenti ed ora, dopo l’espansione di Spotify con l’acquisto di Gimlet Media, Anchor e Parcast, si prepara a subire un’ulteriore rivoluzione con l’annuncio di importanti investimenti da parte di colossi del settore hi-tech.

Questa forma di intrattenimento, infatti, se sfruttata in tutte le sue potenzialità, può solo continuare a crescere. Ne sono un esempio i podcast di news e di informazione che – come era stato reso noto dai dati Voxnest – sono ascoltati maggiormente nelle fasce orarie 8, 18 e 21, e cominciano a costituire, di fatto, una vera alternativa al classico telegiornale.
Di recente, Apple ha comunicato di voler produrre più contenuti originali e che possibili sviluppi saranno visibili entro la fine dell’estate: elemento non irrilevante per gli altri operatori. Questo perché sulla maggior parte delle piattaforme che consentono la produzione e diffusione di podcast è possibile acquistare licenze per esportare i contenuti su altri canali, come ad esempio proprio Apple iTunes.
Quello che gli addetti ai lavori temono è il verificarsi, anche in questo settore, dello stesso effetto che la piattaforma della mela ha avuto sulla musica: maggior visibilità dei contenuti e, quindi, l’inevitabile presa in considerazione di Apple tra i canali preferenziali per l’ascolto.

Con le future mosse della compagnia fondata da Steve Jobs, potrebbero quindi cambiare le abitudini sia di coloro che sono rimasti affascinati da questo comparto, sia di quanti lo alimentano. Quello che, lato produttori, non bisogna smettere di fare e che costituisce un dato imprescindibile – visti gli sviluppi di nuovi metodi di analisi – è proprio il monitoraggio delle abitudini di ascolto, dal quale si desumono dati affidabili per poter meglio comprendere in che direzione si sposta la frontiera dell’audio. (D.D. per NL)