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Radio. Terremoto Cumulus/iHeart: bancarotta dei due colossi non scalfisce solidità dell’industria radiofonica. Radio locale tiene botta

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iHeartMedia, radio locale

La radio locale negli USA architrave del sistema. La caduta di Cumulus e iHeartMedia, i due colossi radiofonici mondiali da qualche settimana in bancarotta, ha sollevato un enorme polverone, considerando la mole di affari che li interessa (insieme controllano un totale di circa 1300 stazioni radio sparse negli Usa).
Il clamoroso crack delle due società potrebbe far pensare che l’industria radiofonica classica stia attraversando una fase di estrema difficoltà finanziaria. Di fatto, sia Cumulus che iHeart erano indubbiamente soffocate dai debiti, accumulati a causa di una cattiva gestione che all’evidenza aveva sottovalutato una situazione col tempo divenuta irreparabile. Il regime di bankruptcy previsto dal Chapter 11 della legge fallimentare statunitense, di cui abbiamo scritto su queste pagine, costituisce in realtà un’importante opportunità per il risanamento dei bilanci dei due gruppi e per l’apertura di una nuova fase di rinnovato impegno sia verso gli investitori, sia verso gli stessi ascoltatori.
Tali vicende hanno inevitabilmente catalizzato l’attenzione dei media e degli operatori del settore di tutto il mondo, destando perplessità sul reale stato di salute dell’industria radiofonica e sugli scenari futuri.

In realtà, pur esigendo la questione opportune riflessioni, il mercato della radio sembra tuttora in ottima salute, riuscendo ad attirare milioni di utenti, anche e soprattutto attraverso il comparto delle locali che, a differenza che da noi, costituisce un business importante; un mercato ancora vivo e, soprattutto, finanziariamente solido, quantomeno negli USA.
Il giornale online Radio Ink riporta alcune testimonianze provenienti dai rappresentanti di alcune emittenti locali americane, che si esprimono con toni (forse anche troppo) entusiasti sul riscontro di pubblico delle loro stazioni.
J. Chapman di Woof Boom Radio, on air nelle cittadine di Anderson, Mincie e Lafayette (nell’Indiana), ha dichiarato: “La radio funziona quando ci si focalizza sulla comunità e sugli investitori. Le nostre stazioni hanno una buona ricezione e sono fondamentali per la comunità. Stiamo crescendo e, di conseguenza, stiamo assumendo nuovo personale”.

Una prerogativa di queste piccole ma importanti realtà è quella di connettere gli investitori agli utenti radiofonici, creando offerte e messaggi promozionali che siano efficaci e vicini alla realtà in cui gli stessi utenti vivono quotidianamente. Possiamo fare tanto per diffondere e promuovere tali messaggi. Per questo i nostri partner commerciali trovano le nostre radio locali di valore inestimabile” ha dichiarato Becky White di WSLM Radio, attiva a Salem (Indiana).
Le caratteristiche della radio locale sono tali da consentire la predisposizione di campagne pubblicitarie geo-localizzate, che possano rivolgersi agli ascoltatori tenendo in considerazione le specifiche caratteristiche sociali e demografiche di una determinata area di trasmissione.
In un panorama per sua natura fortemente eterogeneo come quello americano (anche per via del federalismo strutturale), il dualismo tra player nazionale e radio locale che si stempera nel rapporto di syndication, che a differenza che in Italia, ha sempre caratterizzato la declinazione territoriale del mezzo radiofonico, costituisce tuttora un punto di forza della Radio. (A.C. per NL)