Radio. Scompare il drive time. E le emittenti si adeguano ai nuovi comportamenti degli utenti in attesa di conoscere gli effetti sui dati TER

BMW, drive time

Con il 65% degli italiani chiusi in casa dal lunedì al venerdì ed il 95% nel week-end per l’emergenza Coronavirus, il drive time dell’ascolto radiofonico ha pressoché completamente perso il senso che aveva fino ad un mese fa.
E così, dopo l’esplosione degli ascolti in streaming (e pare anche in visual radio per quei soggetti certificati da Auditel), le radio disegnano nuovi layout editoriali che tengano conto del mutato quadro comportamentale degli utenti.

Attese pesanti alterazioni sul primo trimestre di TER 2020

D’altro canto dal primo trimestre TER 2020 ci si attendono profonde alterazioni sui dati d’ascolto, considerato che la radio è sin qui stato un medium con un ascolto prevalente (oltre il 70%) in auto.
E’ quindi possibile che nella nuova sessione venga premiato chi ha puntato con convinzione verso la multipiattaforma (in particolare IP e DTT) e che venga fortemente penalizzato chi è rimasto radicato prevalentemente al vettore FM, ormai relegato pressoché completamente alle quattro ruote (nelle case la presenza del ricevitore FM è ormai intorno al 35-40%, ma spesso chi ancora ce l’ha nemmeno lo usa, preferendo attingere da altri device, tv in testa).ascoltatori - Radio. Scompare il drive time. E le emittenti si adeguano ai nuovi comportamenti degli utenti in attesa di conoscere gli effetti sui dati TER

Palinsesti rivoluzionati

Sta di fatto che quasi tutti i network radiofonici, le superstation e le principali radio regionali stanno rivedendo i propri palinsesti, partendo dallo spostamento dell’inizio delle trasmissioni dalle 6,50 alle 7,45 per poi conseguentemente tarare le nuove fasce di ascolto più rilevanti mutate rispetto alla lunghissima epoca del drive time.

L’ascolto fuori casa perduto sarà recuperato all’interno?

Difficile prevedere se il sensibile aumento dell’ascolto stanziale possa compensare il crollo di quello in movimento, anche se gli analisti propendono per un saldo negativo, vista la storica preponderanza del secondo. E’ però vero che l’emergenza Coronavirus ha insegnato che la sopravvivenza delle regole previgenti non può mai essere data per scontata.

Informazioni preziose dai dati del traffico IP

Informazioni utilissime in questo momento arrivano dal monitoraggio dell’ascolto IP che, essendo sovente triplicato, quintuplicato o addirittura decuplicato comincia a costituire una massa rilevante su cui effettuare analisi.

Differenziazioni per vettori e luoghi

Anche in questo senso è altamente probabile che, cessata l’emergenza ma consolidate certe abitudini, le emittenti pongano in essere stabili modifiche sulla propria offerta.
Per esempio diversificandola attraverso offerte specifiche per vettori (broadcast e IP) e luogo (movimento e stanziale). (E.L. per NL)

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