Spagna, Telecinco: sentenza di assoluzione per Berlusconi

Il deposito della Corte spagnola riguarda la sentenza sulla vicenda Telecinco emessa nel luglio scorso. Di fatto il premier non fu tra gli assolti perché il processo contro di lui, in pratica, non si è mai svolto


ANSA.It
MILANO – “E’ stato depositato in Spagna il provvedimento della Corte di Cassazione con cui si è sancita la definitiva assoluzione di Silvio Berlusconi per la vicenda Telecinco”. Lo rende noto l’on. Niccolò Ghedini (Pdl), consigliere giuridico e avvocato del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il deposito della Corte spagnola riguarda la sentenza sulla vicenda Telecinco emessa nel luglio scorso. Di fatto il premier non fu tra gli assolti perché il processo contro di lui, in pratica, non si è mai svolto.
Il procedimento nei suoi confronti venne sospeso nel 1999 per l’immunità di cui godeva come deputato europeo prima e come presidente del Consiglio poi. Nel settembre 2006 Garzon aveva annunciato la riapertura del procedimento contro Berlusconi che però, nel frattempo, era diventato membro del Consiglio d’Europa. “Dopo l’assoluzione per la totale insussistenza dei fatti di tutti gli altri protagonisti del processo, anche per Silvio Berlusconi, la cui posizione era stata stralciata poiché in Spagna vige l’immunità del capo di Stato estero durante l’ espletamento del suo mandato – sottolinea Ghedini – vi è stata la conferma della piena assoluzione perché il fatto non sussisté”.
“Oltre dieci anni di calvario mediatico-giudiziario, ingenerato dalla Procura di Milano che aveva inviato gli atti in Spagna, e che provano ancora una volta come, nonostante la pervicacia accusatoria di certi magistrati, alla fine emerge in modo incontrovertibile la totale correttezza di comportamento di Silvio Berlusconi e del Gruppo Fininvest – continua Ghedini -. Ma nessuno potrà ripagare Silvio Berlusconi della campagna mediatica falsa e calunniosa che si è sviluppata sulla vicenda Telecinco”. “Nei dieci anni – prosegue Ghedini – si sono susseguiti migliaia di articoli diffamatori, faziose trasmissioni televisive, indecenti interventi di politici che cercavano di affermarsi facendo leva sugli ingiusti processi intentati contro il presidente Berlusconi. Oggi, che tutto questo è terminato, in molti dovrebbero chiedere scusa. Nessuno lo farà”.
L’avvocato parlamentare spiega che “saranno intentate tutte le opportune azioni legali perché almeno questi professionisti della falsità restituiscano un po’ di quel denaro, che verrà devoluto ovviamente in beneficenza, che illegittimamente hanno guadagnato”. “Ciò che è risultato per Telecinco, per il caso Sme e per tutte le altre vicende processuali di Silvio Berlusconi – conclude Ghedini – dovrebbe far capire come anche i due processi ancora pendenti a Milano sono il frutto di teoremi accusatori infondati ed insostenibili e non potranno che concludersi positivamente. Tali processi, nonostante la loro totale inconsistenza, sono ancora artificiosamente tenuti in vita dai magistrati milanesi e sono utilizzati dalla politica come strumento di lotta nei confronti del nemico ideologico e politico Silvio Berlusconi”.

ROTONDI; ENNESIMA ASSOLUZIONE, SCUSE A BERLUSCONI – “Un’ennesima assoluzione per il presidente Berlusconi e un’ennesima soddisfazione. Chi nella politica si era fatto giudice prima di questa sentenza quantomeno deve chiedere scusa. Per fortuna esiste ancora un giudice a Berlino. Pardon, in Spagna”: così il segretario della DcA-PdL e ministro per l’Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi.

CICCHITTO, E’ STOP A OPERAZIONE GIUSTIZIALISTA – “Con la sentenza definitiva in Spagna di assoluzione di Silvio Berlusconi sul caso ‘Telecinco’ viene smontata l’ennesima operazione giustizialista costruita fra la procura di Milano e l’omologo spagnolo Garzon. Su questa vicenda una parte della sinistra ed alcuni insigni opinionisti per anni hanno inzuppato il pane. Adesso viene smentita anche questa operazione, ma purtroppo anche il veto su Pecorella dimostra che il giustizialismo costituisca ancora il retroterra culturale con precise ricadute politiche nello stesso Pd”. Così il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto.

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