TV. Ecco cosa sta dietro all’operazione Sciscione/Netweek. Podcast Media Monitor del 07/05/2022 con M.Sciscione e A. Laurenzano

Fusione gruppo Sciscione

Marco Sciscione (GMH): Siamo sempre all’ascolto del mercato, pronti a valutare ancora nuove opportunità. HbbTV?  È il dopodomani, troppo pochi TV compatibili.
Laurenzano (Netweek): La crescita ricomincia dalla TV.
Con il nuovo piano industriale contiamo di portare il titolo Netweek dagli attuali valore da penny stock a un livello “di equilibrio”.
I nostri 90 giornalisti permetteranno al gruppo un’offerta informativa senza paragoni.

Fusione gruppo Sciscione e Netweek S.p.A.

In occasione dell’annunciata fusione tra le attività editoriali del gruppo Sciscione e Netweek NL ha avuto l’opportunità d’intervistare Marco Sciscione, esponente del gruppo tv di famiglia ed Alessio Laurenzano, amministratore delegato di Netweek.
Nell’intervista, disponibile nella sua interezza nella versione podcast, abbiamo cercato di capire le strategie future di un agglomerato che conta decine di brand, nonché di fare qualche ipotesi sul futuro del titolo in borsa.

L’intervista

(Newslinet) – Un aggiornamento sul gruppo Sciscione.
(Marco Sciscione) – Noi operiamo a livello locale e nazionale. A livello nazionale abbiamo 25 emittenti televisive, mentre a livello locale siamo presenti in quasi tutta l’Italia (escluso Veneto Puglia e Basilicata).
(NL) – Odeon è un prestigioso esempio di network  nazionale.
(M.S.) – Certo, un marchio nazionale, anzi circuitale.

Economie di scala

(NL) – Esiste un’economia di scala nel vostro gruppo, servizi comuni editoriali o commerciali?
(M.S.) – Mah, non esiste una vera regola, dipende anche dal fatto che la TV abbia una sede locale o la messa in onda sia fatta da Roma. Ogni emittente ha la sua storia.

Buyer sempre attivi

Chiunque vuole vendere un’emittente può chiamarci: se siamo interessati facciamo la trattativa e se opportuno chiudiamo la transazione. Ogni caso è a se stante.

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Marco Sciscione

Il bando

(NL) – Domanda per Alessio. Voi avete partecipato al bando FSMA subito prima dell’accordo con il gruppo Sciscione….
(Alessio Laurenzano) – Sì, noi operiamo su aree complementari e a volte coincidenti con quelle del gruppo Sciscione. Da tempo volevamo affiancare alla nostra offerta di media cartacea e digitali – 60 giornali cartacei e 44 portali locali – qualche canale televisivo. Avevamo già fatto degli esperimenti con delle WebTV ma la forza del DTT e’ diversa, motivo per cui abbiamo colto l’opportunità del bando. Ci sono stati assegnati tre canali, Liguria, Lombardia, Valle d’Aosta e…..
(M.S.) – …. e Piemonte!
(A.L.) – … e Piemonte. È un esperimento che ovviamente prende forza con l’integrazione con il gruppo Sciscione.

Posizionamento nella LCN

(NL) – Gli slot che vi hanno assegnato vi soddisfano?
(A.L.) – Beh, noi partivamo come new entry, quindi avevamo la consapevolezza di partecipare per una LCN bassa (nel senso di numeri alti N.d.R.), che pero’ con quasi 90 giornalisti sul territorio riteniamo possa permetterci di vincere la competizione con gli altri canali.

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L’importanza del brand Prima

(NL) – A livello di brand, cosa pensate di fare ?
(A.L.) – La value proposition deve valorizzare meglio le notorietà che già esistono sul territorio. Per ora abbiamo assegnato a queste LCN la desinenza Prima, quella che designa i nostri portali e li rende facilmente riconoscibili: abbiamo ad esempio Prima Merate, Prima Monza, Prima Lecco. Alla luce dell’integrazione con il gruppo Sciscione faremo comunque una riflessione più approfondita.

Breaking News

Venerdì sera, il giorno dopo la registrazione del podcast, abbiamo scoperto che il canale 180 della Lombardia ospita già “Prima News Lombardia“. Un’immagine di quanto attualmente in onda è visibile nella foto di copertina.

L’accordo

(NL) – Potete descrivere il perimetro del vostro accordo? 
(A.L.) – Si tratta di una fusione per incorporazione in Netweek delle due realtà che fanno capo alla famiglia Sciscione: la Media Group – la società che detiene le emittenti regionali e 16 LCN – e GMH acquisita nel 2019 dal gruppo tedesco Home Shopping Europe. Quest’ultima, fin’ora autonoma, punta a entrare con una proposition commerciale che possa essere d’interesse anche per i clienti di Netweek.

B2B e B2C

Noi deteniamo una concessionaria di pubblicità che si è occupata per ora di raccolta d’inserzioni e comunicazioni: ma oggi possiamo anche proporre la vendita di questi prodotti dei nostri clienti, offrendo un servizio a 360 gradi. A volte in ottica B2C a volte in ottica B2B.

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Alessio Laurenzano

La compagine

(NL) – Se capiamo bene  il comunicato stampa, nel nuovo gruppo il 69,1 % appartiene alla famiglia Sciscione, mentre il 30,9% resta in borsa…
(A.L.) – No, il 30,9% è la quota degli attuali azionisti, di cui la maggioranza è detenuta dalla famiglia Farina, una storica famiglia d’imprenditori del settore editoriale e tipografico. Molto editori di quotidiani che non hanno un proprio centro stampa utilizzano infatti il centro stampa quotidiani di Litosud. Questa quota viene ora diluita e…

Trenta del trenta

(NL) – …. ma il flottante a quanto ammonta, facendo 100 il 30,9%?
(A.L.) – In questo momento il flottante è circa il 30%, dunque più o meno il 30 del 30, circa il 10% (30,9% * 30% = 9,27% N.d.R). Il 18/20% rimane in capo all’attuale azionista di maggioranza e il 10/12% sara’ il flottante. In realtà l’aumento di capitale in denaro connesso con questa fusione nasce anche con l’obiettivo di ripristinare un flottante più adeguato. Noi riteniamo che l’aumento di capitale serva da un lato per favorire lo sviluppo del piano, ma dall’altro per ricostituire un flottante e ridurre auspicabilmente la volatilità.

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Penny stock

(NL) – Anche perché il trend del titolo lo ha portato a essere un penny stock, per usare un termine anglosassone. Pensa si possa risollevare?
(A.L.) – Questa è una domanda per l’azionista!
(NL) – Non proprio: è una domanda per il mercato, è il mercato che decide non gli azionisti.
(A.L.) – Si, per gli azionisti. (…potenziali N.d.R). È evidente che la pressione al ribasso è stata guidata non solo dalla crisi del settore editoriale, ma anche dalla pandemia che ha scoraggiato gli investimenti. Io penso che sia ragionevolmente ipotizzabile una rimessa a punto su livelli di equilibrio, non fosse altro perché il bilancio 2020 e i dati preliminari 2021 confermano un trend di rilancio ormai confermato.

Netweek come service per le TV del gruppo

(NL) – Qualcuno dice che Netweek abbandonerà la carta stampata per concentrarsi sulle news online e fungerà da contributore informativo per le TV del gruppo Sciscione. C’è del vero?
(A.L.)  – Beh, io auspico che fungeremo da contributori per le informazioni per le televisioni  ma anche per le piattaforme commerciali del gruppo. Certamente la carta stampata continua e va difesa a spada tratta.

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Campagna acquisti

(NL) – Marco, la vostra campagna acquisti è terminata, o avete ancora qualcosa nel radar?
(M.S.) – No, noi abbiamo sempre qualcosa nel radar! Siamo sempe sul mercato, io e mio fratello Giovanni: sia sul locale che sul nazionale, è il nostro mestiere.

HbbTV

(NL) – A fine giugno la capacità trasmissiva nazionale si contrarrà con la dismissione di alcune frequenze dove oggi sono veicolati alcuni vostri marchi/palinsesti. Qualche brand si perderà per strada o verrà riconvertito in HbbTV? O si salveranno tutti?
(M.S.) – Nessun brand va a sparire, sarebbe un peccato. Nella peggiore delle ipotesi utilizzeremo l’HbbTV.

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Giovanni Sciscione

Troppi pochi TV compatibili (per ora)

(NL) – Credete nell’HBBTV?
(M.S.) – Ci vorrà un po’ di tempo perché tutti abbiano un televisore compatibile in casa. È un processo molto lungo, non è l’oggi e non è neanche il domani. Sara’ il dopodomani. In ogni caso non dipende da noi, ma il ministero ha tolto tante frequenze, quindi…

Only the big survive

(NL) – Risposta secca: il refarming ha migliorato o peggiorato il sistema TV italiano?
(M.S.) – Chi rimane sarà contento, chi non rimane…meno. Per quanto riguarda noi le locali rimangono accese, quelle che mancheranno sono le altre televisioni con perdita di pluralismo. Penso che spariranno le emittenti più piccole che hanno acceso magari negli anni ’70. Molte emittenti locali, soprattutto quelle del sud si sono trovate con troppe poche frequenze e questo è sbagliato.

Come ai tempi dell’analogico

In ogni caso chi resta magari guadagnerà di più, sarà un po’ come tornare all’epoca dell’analogico: poche emittenti per ciascuna regione. (M.H.B. per NL)

Nota:

8 maggio 2022: Completata la risposta alla domanda “Netweek come service per le TV del gruppo” con la parte relativa al futuro della carta stampata, omessa per errore nella prima versione di questo articolo.

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