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Tv locali, Toscana: la scomparsa di Gianfranco Duranti, fondatore e da decenni direttore di Teletruria

Gianfranco Duranti

È morto qualche giorno fa Gianfranco Duranti, fondatore e direttore responsabile dell’emittente televisiva Teletruria di Arezzo e decano del giornalismo aretino, oltre che nome noto nell’ambito dell’emittenza locale anche a livello nazionale.
Gianfranco Duranti aveva 74 anni e aveva fondato la prima versione dell’emittente (Teletruria 2000) nel lontano 1974, dunque davvero in epoca pionieristica, rimanendo poi sempre legato a questa Televisione, che ha continuato la sua attività per decenni e naturalmente la continua tuttora, ad Arezzo e in una bella fetta dell’Italia centrale, sempre con buoni ascolti.

C’era “tanta gente per l’ultimo saluto a Gianfranco Duranti, il direttore di Teletruria scomparso… dopo una lunga malattia – ha scritto l’edizione di Arezzo di La Nazione – . A rendergli l’estremo omaggio c’erano colleghi, autorità, amici che non hanno voluto lasciare solo Gianfranco Duranti nel viaggio di commiato a questa terra a cui lui aveva voluto così bene. C’era anche, accompagnato dalla famiglia, Benito Butali, lo storico editore dell’emittente Tv, che a Duranti era legato da un lunghissimo e affettuoso sodalizio”.
Teletruria - Tv locali, Toscana: la scomparsa di Gianfranco Duranti, fondatore e da decenni direttore di TeletruriaSoprannominato da un po’ tutti Ceppone, nomignolo che esprimeva allo stesso tempo affetto e rispetto, Duranti si era aggravato negli ultimi mesi ed era stato costretto per la prima volta ad allentare la sua presenza nella amatissima Teletruria, di cui ha vissuto l’intera parabola, da emittente semiclandestina a Tv fra le più seguite della Toscana, presente al 10 Lcn in una buona parte della sua regione e nelle zone limitrofe.
Sul finire degli anni ‘70, Gianfranco Duranti fu anzi protagonista, per Teletruria, di un’accesa battaglia legale che si concluse con il pieno riconoscimento del diritto all’esistenza dell’emittenza privata locale, in considerazione dei principi connessi alla libertà di stampa e di espressione sanciti dalla Costituzione. Fu anche tra i protagonisti del passaggio al sistema televisivo digitale e ha rivestito negli anni ‘80 anche la carica di presidente dell’Arezzo calcio.

Ma più ancora – continua La NazioneGianfranco è stato un protagonista dell’informazione cittadina nell’ultimo mezzo secolo, da quando quel panorama se lo dividevano due quotidiani e basta, che poi si erano ridotti a uno solo, allo scenario variegato e ricco di oggi: quotidiani, Tv locali, Radio, siti internet e quant’altro”.
Ricordando la storia di Teletruria, fin quasi dagli esordi, emerge la rapida creazione “di un palinsesto sempre più variegato, qualcuno destinato a durare nel tempo come il Caffè Bollente, talk show tutto aretino, o il programma con vari nomi sull’Arezzo calcio, di cui Teletruria si assicura i diritti di trasmissione delle partite”.
La Tv aretina in breve “fa gola anche ai grandi imprenditori. La scala Mario Lebole, che però ha bisogno della quota in possesso di Duranti. Gianfranco si assicura, grazie a quella, un ruolo determinante all’interno dell’emittente, che conserverà anche quando Teletruria entra nell’orbita della famiglia Butali. È anzi proprio Gianfranco a diventare presidente dell’Arezzo quando Benito Butali si disimpegna dalla società amaranto. Una breve parentesi ma significativa anche quella”.

Per seguire bene Teletruria Gianfranco Duranti si defila progressivamente da altre avventure editoriali. “È lui a volere nel Tg e nelle trasmissioni un’altra generazione di giornalisti, quella di adesso: Luigi Alberti, Barbara Perissi, Maddalena Pieroni, Luca Tosi, Luca Caneschi, che ne prenderà il posto di fatto alla direzione”.
Tutto è proseguito con assoluta continuità fino all’avvento del digitale, altra avventura in cui Teletruria è stata tra le prime a gettarsi, guadagnandosi infatti un’ottima numerazione, come detto. Accanto a Duranti, in questa fase, c’è “un collaboratore prezioso come Antonio Cherici, tecnico di grande valore”.

Sempre in tema di Tv toscane, segnaliamo che continua la fase di incertezza per Italia 7 (e il suo gruppo), l’importante emittente fiorentina (anche se da tempo non più rilevata da Auditel è considerata la più seguita in Toscana; la numerazione Lcn è 17) fallita nei mesi scorsi, come pubblicato da questo periodico.
Dopo che l’asta indetta dal curatore fallimentare Gino Mazzi per il 4 maggio è andata deserta (nonostante vi fosse stato qualche interessamento a livello di voci e dichiarazioni), come da avviso pubblicato in queste ore su questo sito, avrà luogo un nuovo tentativo di vendita il 20 giugno prossimo alle ore 12 dinanzi al notaio Vincenzo Gunnella, nel suo ufficio in Firenze via Masaccio n. 187. Si tratterà di una vendita con offerta irrevocabile ed eventuale gara.

Infine, non c’è ancora soluzione neppure per Antenna 5 di Empoli, che fa capo alla famiglia Falai ed è da tempo in difficoltà. Qui tuttavia almeno uno sviluppo positivo c’è stato, dato che non c’è più la devastante prospettiva di perdere i locali della sede per sfratto. Infatti, come pubblicato dal periodico gonews.it, “un primo aiuto alla famiglia Falai arriva dal piano di sotto dell’immobile di via Primo Maggio al Terrafino in cui trova sede dal 1991 l’emittente Tv… Patrizio Arrighi, designer e artista a tutto tondo che ha il suo studio proprio sotto gli studi Tv, ha deciso di dare una proroga a tempo indeterminato per evitare che vadano alle ortiche 40 anni di lavoro in Tv”.antenna 5 empoli - Tv locali, Toscana: la scomparsa di Gianfranco Duranti, fondatore e da decenni direttore di TeletruriaLe idee ci sono, noi siamo disponibili ad aprirci agli imprenditori, mancano solo i fondi, nemmeno così tanti come le persone pensano. Basta solo la volontà per tuffarsi in questa nuova avventuraha spiegato Miriam Falai, alla ricerca di nuovi soci – . Antenna 5 è la memoria dell’Empolese Valdelsa, ha raccontato l’evoluzione e l’involuzione industriale, con le pubblicità ha mostrato la storia del marketing nel corso degli anni”.
Tra le tante idee emerse, anche la possibilità di creare un museo multimediale con lo storico materiale video dell’emittente. Però al momento non sembrano esserci sviluppi decisivi. (M.R. per NL)

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