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Tv pay. Sky: Murdoch lascia completamente e vende tutto a Comcast. Disney deve accontentarsi di Twenty Century Fox, per Sky inizia una nuova epoca

Sky, Murdoch

Con l’abbandono totale di Rupert Murdoch, a favore di Comcast (di cui ci siamo già occupati in questi giorni), per Sky finisce davvero un’epoca. Tutto si è consumato in pochi giorni, quando si è finalmente definita in Gran Bretagna una questione che era aperta da anni: Sky poteva e doveva essere tutta di Murdoch, che già ne deteneva il 39%?
Fra crisi dovute allo scandalo degli spregiudicati periodici inglesi (scoppiato qualche anno fa e chiusosi con non pochi danni per ‘lo Squalo’) e bastoni fra le ruote in chiave antitrust, il nostro Rupert quell’obiettivo non è riuscito a conseguirlo e incredibilmente, alla fine, ha perso la partita, a favore di Comcast, gruppo americano ormai molto potente, che gli ha soffiato Sky, costringendolo alla resa.

Si dirà che per un uomo di 87 anni, che è pur sempre proprietario (fra le altre cose) del ‘Times’, del ‘Sun’, del ‘Wall Street Journal’ e di Fox News e che aveva appena venduto la ‘polpa’ del suo impero (la Twenty Century Fox) alla Disney, la sconfitta è pur sempre comprensibile e accettabile, ma si sa che uomini così non amano perdere mai.
Stavolta però proprio non ce l’ha fatta. Le cronache, come abbiamo già accennato nei giorni scorsi, riportano con toni epici la ‘notte dei rilanci’ sul 61% di Sky (Murdoch appunto aveva da molti anni solo il 39%), una partita che alla fine, nell’ultimo rilancio, si è giocata al buio. E nel buio ha prevalso Comcast, che ha presentato l’offerta decisiva di qualcosa come 30 miliardi di sterline circa, contro le 27 messe in campo da Murdoch (e Disney), aggiudicandosi il match.

Per la Comcast del miliardario americano 59enne Brian Roberts la questione era in realtà decisiva: il gruppo (che, nato dai telefoni e dalle tlc, è poi cresciuto nella Tv via cavo e successivamente ha acquisito l’importante rete ‘tradizionale’ Nbc e gli studios Universal) sta crescendo rapidamente e far entrare al suo interno Sky gli poteva far fare un salto di qualità decisivo, come ora, in effetti, accadrà. In più Comcast si era appena rassegnata a perdere la partita con la Disney per l’altra grande fetta dell’impero di Murdoch, appunto la Twenty Century Fox, con gli studios, le reti e la produzione di cinema e Tv.

Per non perdersi in questo dedalo di sigle e operazioni finanziarie, bisogna spiegare a questo punto che Murdoch intendeva acquisire tutta Sky per poi rivenderla alla stessa Disney, completando l’uscita di scena, fatta però ‘a modo suo’ e scegliendo ‘gli eredi’.
È andata diversamente ed è stato Roberts ad aggiudicarsi la partita, diventando il re della pay-tv nel mondo, visto che (Netflix e Amazon permettendo) Sky è pur sempre al centro della scena televisiva e, oltre all’importante presenza in Oriente, in Europa vanta la posizione di primato in Gran Bretagna, Irlanda e Italia e sta crescendo bene anche in Germania e Austria (complessivamente, Sky ha 22,5 milioni di clienti nel nostro continente).

A questo punto Murdoch ha preso atto e ha deciso di cedere (a ottimo prezzo, viste le quotazioni raggiunte dalle azioni Sky grazie alla lotta a coltello per conquistarle) anche il suo residuo 39% di Sky a Comcast, non essendo solito rimanere in minoranza in nessuna società.
Che succederà ora? Murdoch avrà più tempo per tutto quel che gli resta e per una serena vecchiaia, in compagnia della terza moglie Jerry Hall (già moglie anche di Mick Jagger), Roberts si godrà le nuove dimensioni dell’impero e cercherà di non far perdere posizioni a una Sky insidiata dai nuovi potenti concorrenti ma pur sempre assai brillante.

Quanto alla Disney di Bob Iger, dovrà rinunciare a Sky ma avrà di che consolarsi, eccome. Infatti gli 11,9 miliardi di sterline che Murdoch ricaverà dalla vendita del 39% di Sky dovrebbero finire, almeno in gran parte, proprio alla Disney, diciamo a mo’ di risarcimento, visto che il gruppo si ritrova in mano una Fox senza una sua parte determinante (nell’ambito delle varie ristrutturazioni dell’impero di Murdoch era stato deciso a suo tempo che sarebbe stata la 21st Century Fox a gestire tutta la parte televisiva).

Per la Disney, peraltro, si apre ora davvero una fase nuova, che farà dimenticare presto l’epoca di Topolino, dei parchi a tema e delle produzioni e reti Tv per giovani e famiglie. Non perché tutto questo non ci sarà più ma perché c’è e ci sarà tanto altro: Marvel, Lucasfilm e Pixar saranno sempre più protagoniste, per esempio, e determinante sarà anche l’esito dei nuovi investimenti nel decisivo campo dello sport, dove è stato appena lanciato, dopo Espn, anche il nuovo canale Espn Plus. (M.R. per NL)

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