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Tv, produzioni. Palomar assume una dimensione europea e il controllo va alla francese Mediawan. Niel (Iliad) investe cosi’ di nuovo sull’Italia

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Palomar

Con un comunicato stampa diffuso qualche giorno fa, Mediawan, giovane società creata a fine 2015 da Xavier Niel (iliad), Pierre-Antoine Capton e Matthieu Pigasse proprio con lo scopo di riunire sotto un unico ‘ombrello’ varie imprese impegnate nel settore dei media tradizionali, digitali e dell’entertainment sul territorio europeo, ha annunciato l’acquisizione della maggioranza della società italiana di produzione per Tv e cinema Palomar, che ha una posizione di rilievo sul nostro mercato ed è sicuramente la ‘prima’ fra le ‘indipendenti’, al di fuori dei grandi gruppi continentali come Endemol o Banijay (altra grande società francese, cui fa capo in Italia Magnolia).
Mediawan, in dettaglio, ha acquisito il 72% di Palomar dal fondatore, CEO e presidente della società Carlo Degli Esposti (a cui resta ora il 28%, mentre Palomar sarebbe stata valutata complessivamente circa 50 milioni di euro) e punta in questo modo a rafforzare le sinergie europee in termini di coproduzione e co-distribuzione. Questo tipo di sviluppo sembra peraltro ormai ‘obbligato’ per le maggiori società di produzione della Tv e dell’audiovisivo italiane (ma anche di altri Paesi), come già evidenziato da questo periodico, che segue con attenzione anche questo settore.

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Che la strada sia questa è stato infatti indicato, fra i molti segnali, da quanto accaduto già alla fine del 2017, quando la società inglese ITV Studios è diventata azionista di maggioranza (51%) dell’italiana Cattleya, casa di produzione indipendente fondata da Riccardo Tozzi e artefice di serie come ‘Gomorra’ e ‘Romanzo Criminale’. L’operazione aveva fra l’altro segnato l’uscita da Cattleya di DeA Communications (che prima deteneva l’11,1% delle quote).
A colpire è ora naturalmente la diretta presenza in Mediawan di Niel, che già ha portato lo scompiglio nelle tlc italiane con iliad e adesso entra anche nella Tv. Quella di Palomar è, del resto, la prima acquisizione strategica effettuata da Mediawan al di fuori dei confini francesi dalla fondazione (dicembre 2015) ad oggi. L’operazione verrà finanziata in parte a debito e per il resto attraverso l’emissione di azioni Mediawan riservate ai manager di Palomar (fra cui naturalmente Degli Esposti).

Per il resto Mediawan, che è anche una piattaforma digitale, ha ‘ereditato’ le molte attività dell’importante Groupe AB transalpino (fondato nel ’77) ed è editore di ben 19 reti Tv d’Oltralpe (Action, Rtl9, Science&Vie Tv, AB3, AB Moteurs, AB1, Animaux, Trek, Mon Science&Vie Junior, Mangas, Golf Channel, Ultranature, Toute l’Histoire, Crime District, Chasse&Pêche, Polar, Ciné FX, ABXplore, Lucky Jack.tv).
Palomar, invece, non dovrebbe avere bisogno di molte presentazioni, visto che, fondata nel 1986, è a tutti nota per ‘Il Commissario Montalbano’, una delle poche serie televisive italiane che ha realmente un mercato internazionale, ma è anche la società produttrice di ‘Braccialetti rossi’ e ‘I delitti del BarLume’ di Sky, senza contare le sue attività nel campo del cinema (si pensi a ‘Il giovane favoloso’), che avranno a breve uno sviluppo importante con il film ‘La Paranza dei Bambini’ (dal bestseller di Roberto Saviano).
Degli Esposti – va detto – è sempre stato consapevole della necessità di rendere meno ‘provinciale’ il mercato della fiction in Italia, che si basa spesso essenzialmente sulla sola distribuzione nel nostro Paese e sulla committente Rai (l’importante è stato finora entrare nel famoso ‘giardinetto’ delle società che producono per la Tv pubblica, magari anche sulla base di legami ottenuti per via politica), mentre Mediaset ha invece perseguito fino a poco tempo fa una via che prevedeva una presenza diretta a livello di proprietà nelle stesse società di produzione (soprattutto con Taodue).

L’idea di Degli Esposti era invece, appunto, diversa ed era stata perseguita già da tempo, non solo con l’accurata distribuzione di ‘Montalbano’ nel mondo, ma anche con precedenti ‘tentativi’ a livello societario, come accadde circa una decina di anni fa, quando la maggioranza della Palomar venne ceduta a Endemol; la cosa poi divenne ‘problematica’ quando Endemol entrò nell’orbita di Mediaset (si ricorderà, per esempio, la totale contrarietà espressa all’epoca da Lucia Annunziata, il cui ‘In mezz’ora’ era in quegli anni realizzato come format legato a Palomar e quindi a Endemol) e Degli Esposti riuscì allora, con caparbietà e decisione, a ricomprarsi la società e a tornare indipendente.
Adesso, in tutt’altro contesto, la situazione cambia nuovamente in ‘chiave europea’ e sono già allo studio diverse operazioni che coinvolgono Palomar e Mediawan insieme: si va dalla versione italiana della serie Tv francese ‘Call My Agent!’ ad una co-produzione per i nuovi episodi proprio di ‘Montalbano’, fino alla serie Tv western ‘The Dirty Black Bag’ (ambientata in Puglia ma rivolta anche al mercato internazionale). Complessivamente, con questa acquisizione, Mediawan da una parte intende contribuire a sostenere e valorizzare le produzioni italiane all’estero, dall’altra a consolidare i rapporti con le emittenti televisive italiane e ad aumentare le opportunità di adattamento di format che possono avere potenzialità sul mercato di casa nostra.
Come di consueto in questi casi, è stata naturalmente garantita la ‘continuità’ dell’attività di Palomar, anche nelle persone, visto che restano i suoi manager, non solo Degli Esposti ma anche Nicola Serra, direttore generale della società, e il CFO Marco Grifoni. Palomar sarà fra l’altro su Rai1 da marzo con l’ambiziosa e prestigiosa serie Tv ‘Il nome della rosa’, tratta ovviamente dal bestseller di Umberto Eco. (M.R. per NL)