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Radio. Bancarotta: un virus che colpisce l’industria radiofonica americana. L’11% delle stazioni radio AM/FM coinvolto

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La bancarotta di iHeartMedia rappresenta un duro colpo per l’industria radiofonica americana che, tuttavia, non è nuova a queste vicende.
Delle oltre 11.000 stazioni radio che trasmettono in AM e FM negli Usa, l’11% si trova, attualmente, sotto l’ala della bankruptcy. L’altro colosso che, in questi anni, è stato nell’occhio del ciclone per via di un forte dissesto finanziario è Cumulus, con le sue 445 stazioni. Nonostante la difficile situazione, gli operatori del settore hanno accolto positivamente il ricorso al Chapter 11, ben lungi dal voler assistere alla definitiva disfatta dei suddetti gruppi. Al contrario, tale istituto costituisce una speranza che apre la strada ad una possibile ripresa finanziaria.Mary Berner  - Radio. Bancarotta: un virus che colpisce l'industria radiofonica americana. L'11% delle stazioni radio AM/FM coinvoltoLe suddette criticità erano note da tempo agli addetti ai lavori: sin dalla sua nomina, il CEO di Cumulus Mary Berner era consapevole delle cattive acque in cui navigavano le finanze societarie e della necessità di dover far fronte a più di 2 miliardi di dollari di debiti. Allo stesso modo, anche Bob Pittman, CEO di iHeartMedia, al momento della sua nomina si ritrovava in eredità un debito imponente e, nonostante l’evidente impossibilità di sanarlo agevolmente, la sua audace strategia di impresa ha fatto sì che la compagnia si trasformasse in un gigante della radiofonia.

Considerando le recenti manovre – in ultimo l’appello al Chapter 11 – sembra proprio che il 2018 metterà un punto definitivo al corso precedente, anche se ad oggi si prospetta un futuro dai contorni incerti: gli accordi di risanamento con i creditori potrebbero sgretolarsi, il che risulterebbe catastrofico se si pensa che, in quel caso, la situazione risulterebbe davvero ingovernabile. Non solo. Alla luce di questo periodo nero della radiofonia americana,  lo spettro della bancarotta potrebbe stagliarsi su altre compagnie e, si sa, non sempre accade che in tali circostanze i soggetti coinvolti siano disposti a restituire le somme dovute.

Secondo quanto riportato dal portale Radioink, gli osservatori hanno rilevato come il dissesto di iHeart e Cumulus coinvolga, sebbene in misure diverse, l’intera industria della radio. Questi dati hanno, inevitabilmente, gettato delle ombre sui rapporti con gli investitori e, per questo, risulta di massima urgenza pervenire ad una rapida ed efficace risoluzione di tali vicende.

Attraversare l’inferno per giungere ad una rinascita: questo è quello che auspicano le parti coinvolte, senza dimenticare che quando si parla di “colossi” – come i suddetti gruppi – si fa riferimento anche alle migliaia e migliaia di dipendenti che ogni giorno mettono in campo i loro talenti e le loro conoscenze al fine di confezionare dei contenuti sempre nuovi e competitivi in un mercato già di per sé molto impervio. (A.C. per NL)