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Ehi tv sala: sintonizza Rai Uno

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La Tv 4.0 ha registrato due importanti certificazioni nell’ultima settimana: quella dell’ampliamento della rilevazione degli ascolti su smartphone, pc, tablet, smart TV e vari dispositivi OTT e le prospettive di sviluppo della pay tv IP indicate da Mediobanca. Partendo dalla prima, la settima scorsa Auditel ha presentato alla Camera dei Deputati la Relazione Annuale 2019 “La grande sfida della rilevazione dei device digitali”, in cui ha illustrato il percorso di innovazione intrapreso nel 2018, con il ‘SuperPanel’ composto da 16.100 famiglie, pari a 41.000 individui, e in particolare con la produzione quotidiana dei dati relativi agli ascolti su smartphone, pc, tablet, smart TV e vari dispositivi OTT.

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Per il Presidente Andrea Imperiali “si tratta di un passaggio fondamentale che Auditel intende offrire all’industria televisiva, incalzando sul terreno della trasparenza e della certificazione dei dati quei soggetti che fino ad oggi sono sfuggiti a ogni controllo o certificazione”. La rilevazione dei device, secondo Imperiali, “rappresenta un primato a livello continentale, realizzato in tempi record (appena un anno e mezzo tra progettazione e realizzazione) che consentirà di intercettare i nuovi modelli di consumo e i nuovi comportamenti di fruizione dei contenuti, divenendo uno standard digitale certificato e condiviso da tutti i soggetti del mercato”.
Quella presentata è la seconda Relazione Annuale al Parlamento con cui Auditel si propone come un presidio autorevole, imparziale, efficiente, al servizio del mercato e di una realtà multimediale, in costante evoluzione sia dal punto di vista tecnologico, che normativo.

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L’evento – e qui arriviamo alla seconda certificazione sul tema della Tv 4.0 – coincide con un altro fatto rilevante: l’indagine sul settore Tv dell’Area Studi Mediobanca presentata questa settimana, che ha ipotizzato che entro la fine del 2020 l’IP Tv diventerà il mezzo prevalente per il 34% delle famiglie italiane, raddoppiando la quota attuale del 16%, subito dietro il digitale terrestre (37%).
Logica conseguenza sarà che dal 2022, progressivamente, anche la fruizione della tv lineare passerà sempre di più in modalità IP. Quantomeno una volta individuato un meccanismo congeniale per la gestione degli LCN fuori dal digitale terrestre, anche se tutti gli indicatori sembrano propendere per il superamento attraverso la scelta di comandi vocali di tipo nominativo (Tv sala: sintonizza Rai Uno).

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