Le Radio USA alla vigilia di uno switch-off analogico/digitale delle onde medie?

onde medie

Il 27 ottobre 2020 la FCC deciderà sullo switch-off delle trasmissioni radiofoniche in onde medie, disponendo il passaggio alla AM all-digital con lo standard HD Radio/IBOC (in-band on-channel). Decisione supportata dalla National Association of Broadcasters. Il punto è: tale obbligo favorirà un ammodernamento tecnologico ineludibile o decreterà la fine delle radio in onde medie?

Lo stato delle onde medie USA

Gli Stati Uniti sono probabilmente il più grande mercato AM al mondo, con circa 4.570 stazioni autorizzate. Di queste, più della metà, 2.800, utilizza traslatori FM autorizzati dalla FCC (Federal Communications Commission), agenzia governativa – con carattere di autorità amministrativa indipendente – degli Stati Uniti d’America.

250 stazioni ibride?

Dovrebbero invece essere 250 le stazioni che hanno dichiarato a FCC di utilizzare il formato ibrido HD Radio.
Tuttavia molte di esse hanno nel tempo cessato l’impiego dello standard ibrido, di norma per questioni interferenziali. Il regolatore USA non ha quindi contezza del numero esatto delle stazioni che lo impiegano tuttora.

I dubbi sul parco ricevitori

Segnali di una decisione favorevole alla migrazione obbligatoria sono giunti dalla FCC. Tuttavia, diversi operatori ritengono che lo switch-off analogico digitale delle onde medie rottamerebbe milioni di autoradio analogiche mentre solo la metà delle auto (circa 60 milioni) ha un ricevitore digitale, anche dopo 10 anni di promozione. Lo switch-off, in definitiva, determinerebbe l’annichilimento delle onde medie.

Chi l’ha fatto

D’altro canto passare al digitale in AM non è indolore. Anche se ci sono paesi che l’hanno fatto con successo come India, Cina e Russia e altri, come il Pakistan, stanno progettando di farlo.
Va tuttavia osservato che ciò è avvenuto attraverso lo standard DRM, aperto a tutte le bande e testato con successo.

Il mezzo pollo

Lo stesso non si può dire del formato HD Radio AM all-digital, testato solo su una stazione e mezza americana (una lo ha ritenuto efficiente; l’altra ha rinunciato ed è tornata all’analogico).

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Specchietto per le allodole?

Lo standard HD Radio, quale sistema proprietario di Xperi, introduce la questione delle licenze per l’utilizzo e molti gruppi radiofonici potrebbero essere riluttanti ad assumere un tale onere finanziario nel mezzo di una crisi pandemica, anche se Xperi ha offerto alle stazioni AM una licenza per la HD Radio completamente digitale in perpetuo senza costi (ma alcuni lo vedono più come un incentivo che un concreto impegno sine die).

E poi c’è la questione dei ricevitori, assimilabile al dubbio sulla preesistenza dell’uovo o della gallina. Cosa viene prima: la decisione della FCC o la diffusione dei ricevitori digitali?

Pensarci bene. Ma non troppo

Una risposta arriva dal Consigliere generale associato di NAB Larry Walke: “Prima di premere il grilletto su un cambiamento fondamentale per la propria esistenza, le emittenti AM hanno bisogno della massima fiducia che la tecnologia HD Radio rimarrà la soluzione tecnica esclusiva per la trasmissione completamente digitale”.
Secondo Walke, le iniziative per testare o altrimenti considerare il DRM come una tecnologia alternativa minerebbero tale fiducia, scoraggerebbero una maggiore adozione della radio HD e metterebbero a repentaglio la fattibilità dell’AM completamente digitale.

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