Tv. Passaggio a formato h264 (9/2021) e h265 (6/2022): famiglie italiane impreparate. A rischio la ricezione televisiva per via di apparecchi obsoleti

Incentivare tutte le famiglie al riciclo degli apparecchi TV obsoleti. Oltre 30 milioni di pezzi da sostituire nei prossimi due anni.
Il cambio di passo implica una campagna di comunicazione continua e diffusa, per tutta la durata del processo, un adeguamento del monitoraggio sugli apparecchi tv delle famiglie, una garanzia di approvvigionamento dei terminali TV sugli scaffali per i picchi di domanda, l’estensione e la semplificazione dell’accesso al bonus tv.

Le richieste di CRTV esposte al Corecom Lombardia

Questi in sintesi i contenuti dell’intervento di Bianca Papini, Coordinatore della Commissione Tecnica di CRTV al convegno “Il passaggio al 5G e gli effetti sul sistema radio-televisivo locale”, promosso dal Corecom Lombardia, che si è svoltosi a Milano ieri.

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Come noto la roadmap – che porterà al rilascio della banda a 700 MHz al 30 giugno 2022 – è partita il 1° gennaio 2020: gli operatori televisivi hanno avviato la costruzione delle nuove reti DVB-T2 e hanno rispettato e stanno rispettando tutte le scadenze previste – anche durante il lockdown e l’emergenza sanitaria – con i rilasci e i cambi frequenze programmati. E tuttavia il processo, che coinvolgerà la quasi totalità delle famiglie e comporta la sostituzione degli apparecchi televisivi obsoleti, ha invece subìto, a causa dell’emergenza sanitaria, un rallentamento che deve essere al più presto recuperato.

Trasformazione Tv 4.0

Si tratta di un processo delicato per l’industria televisiva e per il suo pubblico: la trasformazione della TV 4.0 potrà rappresentare uno dei volani principali per la digitalizzazione del Paese solo se si saprà preservare l’accessibilità, la prevalente gratuità e la presenza generalizzata nelle case degli italiani della piattaforma digitale terrestre. La trasformazione richiesta alla televisione per il rilascio della banda a 700 MHz non può comportare la perdita né di utenti e né di ascolti. L’esperienza dell’emergenza sanitaria e del lock down hanno confermato il ruolo centrale di questa piattaforma.

Dotazioni delle famiglie e approvvigionamento dei terminali TV

Nelle abitazioni di residenza si contavano a fine febbraio 2020, prima del lock down, più di 30 milioni di apparecchi TV da sostituire (o abbinare con un decoder conforme) entro il 30 giugno 2022 (passaggio al DVBT-2), di cui circa 9 milioni entro il 1° settembre 2021, data di spegnimento dell’MPEG-2 (elaborazione CRTV su dati report FUB marzo 2020 e RDB Ipsos per Auditel).

A questi vanno aggiunti gli apparecchi TV nelle seconde case, negli alberghi, nelle comunità e gli esercizi commerciali, stimati complessivamente in ulteriori 12 milioni di pezzi, quasi integralmente ancora DVB-T, di cui la metà ancora MPEG-2.

Tema della sostituzione degli apparecchi TV centrale

Deve essere garantito un approvvigionamento adeguato dei ricevitori ai punti vendita, con una programmazione degli ordinativi nell’intera filiera, dalla produzione alla distribuzione fino alla commercializzazione: la principale criticità nella gestione della distribuzione è infatti determinata dai picchi di domanda, per i quali è fondamentale una corretta gestione del processo e della sua programmazione. Un aspetto importante a quest’ultimo riguardo è la necessità di aggiornare il monitoraggio FUB (Ricerca di Base IPSOS per Auditel) sullo stato di diffusione delle nuove tecnologie nelle abitazioni di residenza, affinché includa il dato sugli apparecchi e non solo sulle famiglie. Un altro è quello di prevedere un “Green Deal TV”, per incentivare tutte le famiglie al riciclo in un’ottica di tutela ambientale ed economia circolare.

Sulla campagna di comunicazione

Un piano di comunicazione istituzionale come “campagna continua” diffusa e insistente su tutti i mezzi, con risorse economiche adeguate rispetto all’obiettivo è quanto richiesto da CRTV nell’ incontro recente con il MISE sul tema della campagna di comunicazione. I broadcaster sono pronti a collaborare, come del resto hanno già fatto in passato con redazionali e spot autopromozionali. All’interno della campagna uno spazio speciale deve essere riservato al bonus TV, che, si ricorda, permette alle famiglie con reddito Isee fino a 20.000 euro annui di avere uno sconto fino a 50 euro sul prezzo di acquisto di un ricevitore conforme. Si ricorda che il contributo è concesso fino al 31 dicembre 2022 ovvero fino all’esaurimento dei fondi pari complessivamente a 151 milioni di euro. .

Il Bonus TV va migliorato

È necessario individuare delle nuove procedure semplificate, tipo voucher direttamente inviato a casa delle famiglie interessate, da stampare, firmare e portare al punto vendita. (E.L. per NL – fonte Confindustria Radio Tv)

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