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Media. Tragedia Genova: informazione tempestiva da testate online e mezzi tradizionali, ma tam tam dai social

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L’immane tragedia odierna del ponte crollato a Genova ha aggiornato le caratteristiche della somministrazione dell’informazione in tempo reale nell’era mediatica 4.0.
Ad aver battuto per primi la notizia del disastro ligure sono state ancora una volta le testate Online e la Tv, confermando così quanto esposto nel Rapporto Agcom sul consumo d’informazione nel 2017.
La Radio ha giocato un ruolo fondamentale per quanto riguarda il suo target preferenziale, cioè gli automobilisti, ma più che a fruirne in proprio ha piuttosto fatto da volano alla ricerca di approfondimenti attraverso il web: in sostanza, sentita la notizia nelle breaking news o nel giornale radio più prossimo, i passeggeri non alla guida dotati di smartphone (praticamente tutti) si sono rivolti a Google News per maggiori dettagli.

In pratica, la Radio e la Tv hanno svolto il ruolo di informatori primari rispettivamente nella mobilità e nell’indoor, mentre il web ha dominato in assoluto in tutte le altre condizioni di fruizione e in ogni caso per l’approfondimento, salvo il caso dei canali tv all news, come (Tgcom 24, Sky Tg 24, Rai News 24, peraltro tutti attivi in regime di multipiattaforma).
Alla stampa quotidiana cartacea, naturalmente, non rimarrà che il ruolo di sintesi e di approfondimento secondario nella giornata di domani, spesso attraverso la collazione delle informazioni già pubblicate nelle versioni online delle testate.

Invece il tragico evento di Genova ha confermato la potenza dei social media in termini non già di informatori primari, quanto di diffusori della notizia e dei suoi aggiornamenti: Facebook, in particolare (anche se pure Twitter ha avuto un ruolo importantissimo), dai primi dati raccolti, sembra essere stata per moltissimi utenti la principale fonte attraverso la quale sono venuti a conoscenza del disastro.
Inoltre, come accade ormai sempre più spesso, i video di apertura dei principali TG sono stati praticamente tutti costituiti da video amatoriali ripresi da Facebook e YouTube. Altra conferma del ruolo partecipativo di rilevanza giornalistica dell’utenza social. (E.G. per NL)