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Radio 4.0. Negli USA si discute del futuro dei mezzi di comunicazioni sonora. Sara’ guerra tra podcast e radio terrestre o saranno strumenti complementari?

radio terrestre

La radio terrestre sopravviverà ad un futuro che viene ipotizzato sempre più podcast? Se sì, in che modo?
Due domande centrali nel dibattito sul rapporto tra radiofonia e podcast, che un giornalista presente all’Interactive Advertising Bureau’s 2018 Podcast Upfront, lo scorso 6 settembre a New York, ha posto a Bob Pittman e Jarl Mohn, amici nella vita e veri esperti del settore: il primo è il CEO e Chairman di iHeartMedia, il più grande broadcast radio ma anche servizio di podcast radiofonico commerciale americano; il secondo CEO di National Public Radio (NPR), espressione del servizio pubblico statunitense.

Entrambi gli intervistati sono partiti dal presupposto che il successo di un medium sia determinato in buona parte dal caso e dalla fortuna, ma che è fondamentale un approccio che segua ciò che il consumatore preferisce.
Mohn lo ha definito “riconoscimento del pattern”: si tratta di fare ricerca, raccogliere più dati possibili per capire cosa piace al consumatore e confezionare prodotti sulla base di queste preferenze. In questo modo sarebbe possibile costruire contenuti di qualità, unico modo – ad avviso dell’esponente di NPR – per garantire che gli utenti continuino a fruire del network pubblico, via radio, podcast e internet. Secondo il CEO della più grande rete indipendente no-profit di radio degli Stati Uniti, quindi, podcast e radio terrestre possono convivere grazie alla qualità. E, anzi, il podcast può fornire un’attrattiva per nuovi inserzionisti pubblicitari che fino ad oggi non si erano interessati alla radiofonia.

Più cinico, Pittman, che pur non sforzandosi di negare una possibile cannibalizzazione, ne parla come di un’opportunità: “Steve Jobs, padre dell’iPod, ha capito che il futuro dell’ascolto musicale sarebbe stato il telefono. Invece di cercare di difendere l’iPod, ha costruito i telefoni. Buona idea, eh?”, ha commentato il rappresentante del più grande gruppo broadcast USA, lasciando intendere che probabilmente radio terreste e podcast sono due forme di comunicazione sonora in conflitto, ma che l’approccio vincente per aziende come iHeartMedia deve sempre essere quello di seguire l’evoluzione delle abitudini dei consumatori, per fornire loro i contenuti preferiti nella modalità migliore. (P.B. per NL)