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Radio digitale. Carplay: il futuro IP è già in strada (anche in Italia). Ecco lo stato dell’arte

La rivoluzione della radio IP passerà dall’auto, questo è fuori di ogni dubbio per almeno due fattori: il medium è per l’80% fruito in mobilità e dal 2018 i protocolli di sicurezza UE imporranno la vendita di auto interconnesse.
Chiaro che una volta che le automobili saranno connesse al web (per le citate esigenze di sicurezza), lo sfruttamento per altre finalità della connessione IP sarà scontato.FM World aggregatore 183x300 - Radio digitale. Carplay: il futuro IP è già in strada (anche in Italia). Ecco lo stato dell'arte
Certo, il passaggio dovrà accompagnarsi al verificarsi di alcune condizioni, come le tariffe sostanzialmente flat (cioè con tetti di consumo così elevati – ca. 30/40 GB/mese – da renderli equiparabili, appunto, alle soluzioni veramente flat), annunciate anche in questo caso per l’anno prossimo, e una maggior sostenibilità di carico dati della infrastruttura di rete (che certamente avverrà con il 5G e con l’implementantazione del wi-fi gratuito, ma che potrebbe essere conseguita a brevissimo anche con il 4G+, salva l’accelerazione determinata dall’introduzione di nuovi algoritmi di compressione che peraltro risulterebbero già in avanzata fase di studio, come dichiarato da Netflix) e la garanzia di sicurezza dall’hackeraggio della centralina del veicolo. Ma è solo questione di tempo, secondo gli esperti stimabile al massimo entro il 2022.
L’azienda italiana più impegnata sulla IP Incar Radio è certamente la ferrarese 22HBG, titolare dell’aggregatore FM-World (spin-off dell’omonimo noto portale di informazione tecnica radiofonica), che recentemente ha avviato una stretta collaborazione con Consultmedia (struttura di competenze a più livelli collegata a questo periodico), che a sua volta sta monirando con attenzione l’evoluzione del settore della radio ibrida. Nel video che qui riportiamo, vengono illustrate le potenzialità dell’applicazione di una stazione del bouquet FM-World attraverso lo standard MirrorLink che, coerentemente con il proprio nome, proietta sul display in auto quanto visualizzato dallo schermo dello smartphone.

Quest’ultima è una tecnologia ampiamente diffusa e che, qualora non adottata da un costruttore, può essere implementata mediante alcuni modelli di “autoradio” aftermarket, ad esempio a marchio Pioneer. Sebbene le funzioni supportate varino da device a device e spesso non siano adattate per l’utilizzo durante la guida, tanto da risultare bloccate qualora potenzialmente lesive della sicurezza, il protocollo MirrorLink è comunque molto diffuso in quanto assai semplice, essendo sufficiente collegare via USB il device portatile per replicarne parte dell’operatività in abitacolo.
Il futuro della radio è fuori dalla porta; anzi, parcheggiato sotto casa. (M.L. per NL)