Radio. Falconio (Radio Radicale): noi servizio pubblico, RaiPlay concorrenza diretta a settore commerciale. Guardiamo al digitale ma senza pensare di abbandonare FM

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Falconio (Radio Radicale): La radio via etere non sottopone a una cessione dei dati personali, come invece accade per la radio IP. FM è una risorsa conquistata per rendere più libero il nostro paese. Potrà essere abbandonata solo quando tutti avranno la possibilità di ascoltare in modo stabile ed efficace su nuovi sistemi. A partire dal DAB.
La scelta di non avere pubblicità è coerente con lo schema normativo indicato dall’AGCOM che considera il nostro un “servizio di interesse generale”.
Confrontiamo il sito di Radio Radicale e Raiplay: noi proponiamo contenuti da servizio pubblico e loro propongono l’intrattenimento in concorrenza diretta con gli altri soggetti del settore commerciale.

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Il direttore di Radio Radicale, Alessio Falconio, nella sede della radio a Roma, 2 maggio 2019. ANSA / ETTORE FERRARI

Alessio Falconio: Intervista esclusiva con NL 

Prosegue il ciclo di interviste di NL agli attori dei principali network multimediali italiani. Dopo RTLRDS e Radio RAI abbiamo raccolto un’intervista con Alessio Falconio, direttore di Radio Radicale.

Nuove piattaforme e dati personali

(Newslinet) – Negli USA il termine Radio viene sostituito dal più generale Audio, adatto alla fruizione multipiattaforma, via podcast e on demand in generale….
(Alessio Falconio) – Come potrete immaginare non possiamo che essere d’accordo e utilizziamo con entusiasmo tutte le nuove possibilità messe a disposizione dall’evoluzione digitale. Nonostante questo riteniamo che la radio, trasmessa via etere, continui ad avere motivo di esistere in quanto ricevibile con un semplice apparecchio, senza doversi sottoporre ad una cessione di dati personali e senza dover pagare nulla a nessuno. 

 

Prima di Clubhouse il filo diretto

(NL) – Clubhouse e le piattaforme analoghe hanno creato alcune versioni di “rassegna stampa” molto interessanti, dove chi ascolta ha la possibilità di interagire in un modo non possibile con la radio tradizionale….
(A.F.) – Radio Radicale è stata la prima in Italia a sperimentare la formula del “Filo diretto con gli ascoltatori” anticipando di decenni le moderne piattaforme social. Riteniamo però che “Stampa e Regime” nell’attuale forma rappresenti una ottima possibilità per gli ascoltatori per avere un quadro del contenuto dei quotidiani. La partecipazione degli ascoltatori avviene con continuità da molti anni sia nella modalità del “Filo diretto” che nella “Conduzione”. In quest’ultimo caso c’è la completa libertà di intervenire senza filtri  ma con il solo limite di parlare per un massimo di 40 secondi. 

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Tutte le rubriche in Podcasting

(NL) – Podcasting: si dice che il mercato esploderà da noi nel 2023, sia in termini di fruizione che di business (abbonamenti e pubblicità)…
(A.F.) – Tutte le nostre rubriche sono disponibili anche nella forma del podcast. Restiamo però dell’idea che il livello di approfondimento che proponiamo non abbia sufficienti possibilità di finanziarsi con i classici strumenti commerciali e che rappresenti una forma di servizio pubblico che lo Stato deve rendere disponibile come strumento di formazione e democrazia. 

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Massimo Bordin: la rassegna stampa

Spegnere l’FM? Non ancora

(NL) – La modulazione di frequenza ha ancora un futuro?
(A.F.) – La modulazione di frequenza è una risorsa conquistata non moltissimi anni fa per rendere più libero il nostro paese e potrà essere abbandonata solo quando tutti gli ascoltatori avranno ottenuto la possibilità di fruire dei contenuti in modo stabile ed efficace, a partire dal DAB. Un eventuale passaggio definitivo non dovrà in alcun modo penalizzare gli ascoltatori. 

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Radioradicale TV, una visual radio che esiste da anni

(NL) – Sono sempre di più le emittenti che si dotano di visual radio. E voi?
(A.F.) – Radio Radicale ha ormai da molti anni un canale streaming, RadioradicaleTV, che nasce come visual radio. Ma ancora più di RadioradicaleTV il nostro sito radioradicale.it propone quotidianamente il video di centinaia di eventi istituzionali, politici, sindacali, del mondo associativo e del mondo del lavoro, della vita culturale del Paese. Questa scelta ha consentito di costruire, nel corso degli ultimi decenni, il più grande archivio della storia recente del nostro Paese disponibile a tutti in forma indicizzata e facilmente navigabile. 

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Radiovisione su Teleroma 56

Servizio pubblico e pubblicità

(NL) – In tanti anni non avete mai sperimentato la via della pubblicità  come fonte di sostentamento per la radio. Avete fatto indagini che dimostrano che non sarebbe in ogni caso praticabile. O e’ una scelta dogmatica ?
(A.F.) – Radio Radicale ha inventato nel 1976 un modello ed un settore di servizio pubblico (che non necessariamente è sinonimo di statale, se non in riferimento alla committenza): quello delle trasmissioni delle sedute parlamentari. Servizio fornito per diversi anni  gratuitamente grazie alla scelta del Partito Radicale di devolvere alla radio la quota di finanziamento pubblico ai partiti. Nel 1994 Radio Radicale ha vinto una gara per l’assegnazione del medesimo servizio.

Le raccomandazioni di Agcom

Da allora abbiamo continuato a chiedere il rinnovo del bando di gara, cosa che ha fatto con raccomandazione urgente al governo anche l’Agcom, nell’aprile 2019, chiedendo di prorogare la stessa convenzione con Radio Radicale in attesa del bando. La successiva legge di bilancio ha accolto esattamente le raccomandazioni dell’Agcom e così ha previsto la gara che dovrà assegnare il servizio.  La stessa Autorità specificava in quella raccomandazione che quello che svolge Radio Radicale, definito di “interesse generale”, va considerato come un servizio tipicamente svolto in riserva di mercato. Non avere pubblicità non rappresenta quindi una scelta dogmatica, ma coerente con questo schema normativo.

Una scelta obbligata

Ed è anche una scelta obbligata per il tipo di servizio che svolgiamo, perché chiunque abbia una minima conoscenza dei lavori del Parlamento sa come I tempi delle dirette rendano impossibile qualsiasi programmazione di spot, avendo la stessa convenzione giustamente previsto il divieto di pubblicità nella mezz’ora precedente e successiva alla fine delle dirette dal Parlamento. 
la lega salva radio radicale e vota insieme al pd regalando 3 milioni di euro - Radio. Falconio (Radio Radicale): noi servizio pubblico, RaiPlay concorrenza diretta a settore commerciale. Guardiamo al digitale ma senza pensare di abbandonare FM

Servizio pubblico inadempiente

(NL) – Domanda scomoda: Radio Radicale e GR Parlamento….
(A.F.) – Per rispondere a questa domanda è sufficiente proseguire nella precedente risposta. Quello che abbiamo fatto in questi ultimi decenni era senza dubbio parte della missione del servizio pubblico radiotelevisivo (la RAI  N.d.R), che era abbondantemente finanziato per farlo, ma che ha sempre rifiutato.

RaiPlay: intrattenimento in concorrenza con il settore commerciale

Per capire di cosa parliamo basta fare un piccolo esperimento. Aprite il sito di Radio Radicale e poi Raiplay. Noi proponiamo contenuti da servizio pubblico (che non esisterebbero in assenza di un intervento pubblico) e loro propongono l’intrattenimento in concorrenza diretta con gli altri soggetti del settore commerciale.

Un anno al costo di un giorno

Eliminare quello che oggi viene riconosciuto a Radio Radicale come corrispettivo per la trasmissione delle sedute parlamentari e come contributo per l’editoria (pari in un anno al costo di un giorno di RAI), non significa passare il compito di proseguire in quest’opera a RAI, significa semplicemente cancellarla. 
 

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Una stella e il gerarca minore

Non solo parlamento

Radio Radicale trasmette le dirette di Camera e Senato dal 1976, e lo ha fatto in esclusiva per oltre 20 anni, non limitandosi alla mera diretta dell’Aula ma dando anche integralmente conto, spesso pure in ore serali e notturne, del lavoro delle commissioni parlamentari. A questo aggiungiamo che dal 1984 diamo conto in esclusiva di tutte le sedute del Csm, del plenum come delle commissioni che ci consentono di registrare o trasmettere in diretta. Abbiamo inoltre dall’inizio deciso di registrare e trasmettere, sempre nel solco della stessa mission di servizio pubblico, i principali processi della storia del Paese e i congressi e convegni di tutti i partiti.

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Un archivio in costante aggiornamento

Tutto archiviato e indicizzato, dal 1976 a pochi minuti fa, in costante aggiornamento con in media oltre 20 eventi al giorno, tutto completamente a disposizione di chiunque voglia consultare le registrazioni, dal proprio computer o smartphone. Parliamo di oltre 410mila schede audio/video, quasi 15mila sedute parlamentari, oltre 25mila udienze di processi. Nel nostro archivio sono presenti più di 241mila singoli oratori. Basta andare sul sito www.RadioRadicale.it e si accede liberamente senza alcun limite o vincolo. È il modo in cui abbiamo interpretato la nostra mission di servizio pubblico. Questo vale anche per la completezza della rete.

287 impianti FM per una copertura superiore all’80% del territorio

Trasmettiamo su 287 impianti FM con copertura di oltre l’80% del territorio nazionale. E siamo dall’inizio presenti nel consorzio Dab. E forse non è un caso che a difesa di questo patrimonio dell’informazione politico-istituzionale, storico e culturale, si siano mobilitati in tanti, basta vedere la rassegna stampa nazionale ed estera. Questi contenuti non vengono registrati, trasmessi e conservati con l’obiettivo di fare grandi ascolti perché non sarebbe realistico (ad esclusione di rarissimi casi). Ma l’assenza della nostra attività avrebbe impedito a tutti questi eventi di lasciare una traccia e avrebbe costretto tutti a rinunciare alle fonti storiche. 

Radioplayer

(NL) – Aggregatori di flussi streaming: indipendenti (TuneIn) o proprietari (Radioplayer): l’importante è esserci o fa differenza?
(A.F.) – Partecipiamo a Radioplayer e siamo convinti che l’integrazione tra i diversi sistemi di diffusione sia ormai una necessità. Qualsiasi mezzo rende disponibili i contenuti che proponiamo nel modo più efficace è assolutamente il benvenuto. 

RR News

(NL) – Radio verticali. Il digitale non è un’opportunità per proporre versioni tematiche di RR?
(A.F.) – Abbiamo recentemente attivato in DAB RRNews con l’obiettivo di canalizzare parte dei contenuti che produciamo quotidianamente in una forma più simile alla radio “all-news” rispetto al canale principale. Non riusciamo a procedere ai ritmi che vorremmo per mancanza di risorse ma siamo fiduciosi di riuscire a completare il progetto a breve. (M.H.B per NL)
 

 

 

 

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