Radio. PNAF DAB+, audizioni Agcom. DRG: piano sbilanciato verso nazionali. Per locali servono altre risorse, che pure sarebbero disponibili

DRG

DRG: PNAF-DAB troppo sbilanciato verso le emittenti nazionali che hanno spazi anche per contenuti nativi digitali, mentre le frequenze riservate alle locali non sono nemmeno sufficienti a garantire l’esistente. Decomponibilità sub-regionale essenziale per sopravvivenza comparto.
Si riservino alle locali i ritagli di frequenze VHF pianificate ma non utilizzabili per la rete 12. Esenzione decennale dai canoni per i diritti d’uso.

L’audizione di DRG

Proseguiamo nell’esposizione dei contenuti salienti delle audizioni sul Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze per il DAB+ (PNAF-DAB) in corso da oltre una settimana avanti all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
Dopo aver dato conto delle posizioni di Confindustria Radio Tv e dell’associazione Mave (Media Audiovisivi Europei), riassumiamo i contenuti del consorzio DRG (Digital Radio Group, circa 90 emittenti concessionarie socie).

PNAF sbilanciato a favore delle nazionali

Secondo DRG, “il PNAF-DAB appare fortemente sbilanciato quanto a risorse frequenziali riservate all’emittenza radiofonica nazionale e a quella locale. Infatti, mentre il numero di reti nazionali (tre) consente di trasportare tutte le emittenti nazionali private e pubbliche esistenti, con riserva di capacità trasmissiva da destinare a fornitori nativi digitali, altrettanto non può dirsi per le reti locali, le risorse per le quali spesso non sono nemmeno sufficienti ad ospitare le attuali stazioni e tantomeno contenuti nativi digitali”.

Pianificazione sub-regionale essenziale

Stante la carenza delle risorse radioelettriche pianificate per le emittenti locali, secondo DRG, l’unica soluzione concretamente attuabile, “assumendo che il PNAF-DAB sia strutturalmente organizzato come il PNAF-DTT”, è l’attuazione “della decomponibilità delle reti locali ad estensione regionale su base sub-regionale”.

L’esperienza DTT

Tale previsione, pure presente in ambito DTT – ha illustrato DRG nella propria audizione – come noto, non è stata poi attuata, determinando gravi problemi di sopravvivenza di FSMA storicamente radicati in specifiche aree territoriali sia per eccessività dei costi di veicolazione su reti di sproporzionata portata rispetto alle reali necessità, sia per assenza di capacità trasmissiva sufficiente.

Eredità analogica vincolante

D’altra parte, il radicamento dell’emittenza radiofonica locale in tecnica analogica su frequenze non assegnate ha condotto ad un sistema eterogeneo di distribuzione del segnale su impianti spesso attivi su postazioni non ricorrenti con dimensionamento spesso diverso anche a parità di prestazioni impiantistiche.

k-SFN o MFN

Perciò appare determinante prevedere una pianificazione quanto più possibile decomposta in ambito sub-regionale. Per tale necessità è indispensabile, ab origine, una pianificazione di reti decomponibili esclusivamente con struttura k-SFN (o MFN).

Criticità specifiche

La necessità di una decomponibilità delle reti locali ad estensione regionale su base sub-regionale, secondo DRG, “trova ragione anche nelle particolari criticità di territori come la Lombardia e le regioni della costa adriatica, dove i vincoli di coordinamento con le nazioni confinanti limiteranno fortemente la pianificazione. In tal senso, attraverso la frammentazione su scala provinciale delle risorse frequenziali, si potrà, previa adozione di specifici accorgimenti tecnici, massimizzare lo sfruttamento della risorsa scarsa”.

Esonero decennale dal pagamento dei diritti amministrativi

Nella sua audizione DRG ha poi chiesto “che la previsione di cui all’art. 12 c. 9 all’Allegato A alla Del. 664/09/CONS e ss. mm. e ii. relativa all’esenzione decennale del pagamento dei diritti amministrativi afferenti ai diritti d’uso decorra dal rilascio degli stessi” e che “la previsione di cui all’art. 12 c. 9 l’All. A alla Del. 664/09/CONS e ss. mm. e ii., sia estesa ai contributi di cui agli artt. 16 e 42 D. Lgs 207/2021”.

Ritagli della rete 12

Sempre a riguardo della indisponibilità di risorse sufficienti per il comparto radiofonico locale, DRG ha chiesto di verificare la possibilità di un “reimpiego a favore degli operatori di rete locali dei blocchi corrispondenti ai canali VHF 5, 6, 7, 9 e 10 previsti per la rete 12 DTT in stato di compatibilità con la stessa”.

Del 664/09/CONS da aggiornare

Per DRG, infine, l’allegato All. A alla Del. 664/09/CONS coordinato con le modifiche introdotte dalle delibere n. 567/13/CONS, n. 35/16/CONS e 455/19/CONS, dovrebbe “essere oggetto di aggiornamento alla luce di sopravvenute necessità di ordine fattuale e giuridico”. (E.G. per NL)

foto antenne di Floriano Fornasiero

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