Radio. Rotazioni musicali stantie, repliche sovrabbondanti e decontestualizzate vs programmi in diretta. Scontro impari dall’esito scontato

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L’ingresso di Lorenzo Suraci nell’agone della radio ha determinato uno stravolgimento delle regole del gioco costringendo gli altri competitor all’inseguimento sul suo territorio.
Stupisce come una squadra giovane, entrata in competizione a grandi livelli solo negli anni ’90 quando altri colossi erano già ben consolidati da tempo, sia riuscita a modificare le regole del gioco dettandone di nuove e, in diversi casi, precorrendo i tempi anche rispetto a chi aveva molta più esperienza nel settore dei media.
Dei punti di forza che hanno portato il gruppo di Cologno Monzese ad un’ascesa rapidissima sino al vertice delle indagini di ascolto in cui occupano stabilmente il primo posto da diversi anni e con notevole distacco sugli inseguitori, ci siamo già occupati in passato, in questa fase analizziamo come in alcuni settori ci siano state contromosse adeguate ad accorciare il distacco cercando replicare i capi saldi del verbo dei very normal people: diffusione capillare sul territorio, continua nonostante l’approssimarsi del pensionamento della modulazione di frequenza la caccia ad occupare spazi e tasselli mancanti in alcune regioni, ibridizzazione con la televisione, quasi per tutti diventato un must, (fuori dai giochi almeno al momento solo RDS, che guarda caso paga la conseguenza dell’ormai difficilmente colmabile distacco maturato progressivamente con RTL), incetta di nomi importanti più o meno vip per dare maggiore visibilità a certe trasmissioni, conduzioni in coppia ormai diventate praticamente una regola fissa per tutti, interazione con il pubblico continua e costante in quasi tutti i frangenti.

Se quindi alcune delle caratteristiche imposte da Suraci sono state gioco forza subite e replicate dagli altri, solo in un campo sembra non esserci stata alcuna voglia o capacità di controbattere: la programmazione notturna in diretta, una delle peculiarità maggiormente distintive del gruppo che in tutte e tre le sue emittenti ne ha fatto un punto di forza non indifferente nella logica di aumentare ascolti e fidelizzazione.
Ma su questo versante gli altri gruppi editoriali sembrano non volere sentire, sia per scelte artistiche, o più verosimilmente per valutazioni economiche ed organizzative, il palinsesto notturno è lasciato per la maggior parte alle rotazioni musicali o alle repliche che, in un’idea di Radio 4.0, effettivamente stonano alquanto.
Sentire all’alba discorsi sul pranzo o altri riferimenti temporali completamente fuori contesto in un momento storico in cui la squadra più forte scende in campo con tre radio in diretta tutta la notte giova a ridurre il distacco o piuttosto lo accresce ulteriormente?
Che tipologia di ascoltatori può preferire seguire una trasmissione registrata, che magari ha già sentito di giorno o che, in ogni caso, denota tutti i limiti di una replica, quando la possibilità di scelta gli offre altri canali estremamente competitivi in diretta?
Nell’universo attuale della radiofonia quella delle repliche è una modalità che suona davvero come obsoleta, eppure l’unica a battere questo campo oltre i ”very normal people” è RDS che ha strutturato un palinsesto parlato anche la notte pur mantenendo i suoi caratteristici spazi dei 4 successi senza interruzioni che, in ogni caso, rendono meno presente la figura della speaker e marginale l’interazione.NBC Milano 693 Dance 40 - Radio. Rotazioni musicali stantie, repliche sovrabbondanti e decontestualizzate vs programmi in diretta. Scontro impari dall'esito scontato
Nel caso di Radio Capital l’idea di ”Capital Gold”, raffinata selezione di brani ricercati con cura, può essere funzionale esclusivamente al suo tipo di pubblico che, in ogni caso, difficilmente troverebbe analoghe sonorità da qualsiasi altra parte in FM.
E’ un’operazione valida ma che in ogni caso difficilmente cattura nuovi adepti o estimatori del contato diretto.
Rimane discutibile la valutazione di chi, in un’epoca di continui stravolgimenti e innovazione con ascoltatori sempre più tentati da piattaforme streaming che offrono servizi sempre più performanti personalizzati, pensa di poter essere competitivo proponendo per buona parte della sua programmazione una fascia oraria che somiglia più ad una vecchia e stantia ”operazione tappa buchi” che non ad una qualche idea di strategia di rinnovamento realmente al passo con i tempi.
Nell’attesa, probabilmente vana, di capire quale logica artistica ci sia dietro certe valutazioni, continuiamo ad assistere al disastro annunciato dei consueti cloni di molte radio locali che dai primi della classe copiano gli errori invece della bella copia, ritrovandosi anch’esse con un bel ‘‘buongiorno il sole splende alle tre di notte…” (U.F. per NL)

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