Taglio di 20 milioni l’anno ai contributi per radio e tv locali nel triennio 2026-2028 previsto da un emendamento presentato nella notte alla Legge di Bilancio 2026: le associazioni denunciano un nuovo colpo al pluralismo, in contrasto con le promesse del Governo e con il ruolo del MIMIT.
Sintesi
Le associazioni delle emittenti locali esprimono forte contrarietà all’emendamento alla Legge di Bilancio 2026 che riduce di 20 milioni annui, per il triennio 2026-2028, le risorse destinate al comparto, dirottandole sulla stampa.
Preoccupa anche la possibilità concessa alla Presidenza del Consiglio di rimodulare autonomamente il Fondo, escludendo il MIMIT, con effetti di instabilità e marginalizzazione istituzionale.
Il taglio mette a rischio centinaia di imprese e migliaia di posti di lavoro, oltre a contraddire le rassicurazioni fornite dal ministro Urso lo scorso luglio.
Le associazioni chiedono la modifica immediata dell’emendamento, avvertendo che senza un intervento entro oggi gli effetti saranno irreversibili.
Il provvedimento ripropone la criticità già emersa nell’estate 2025, quando il Fondo aveva toccato il minimo quinquennale, costringendo il MIMIT a un intervento correttivo.
Ora, però, l’impatto è ancora più grave: la sforbiciata, per ciascuno degli anni 2026-2028, è superiore a quella già contestata e neutralizzata l’anno precedente.
L’emendamento che tagli i contributi 2026-2028 di 20 milioni di euro
Le Associazioni Confindustria Radio Televisioni – TV Locali, Aeranti-Corallo e ALPI esprimono fortissima preoccupazione e netta contrarietà per l’emendamento governativo alla Legge di Bilancio depositato nella notte, che taglia di 20 milioni di euro all’anno per il triennio 2026-2028 le risorse destinate all’emittenza radiofonica e televisiva locale.
Togliere a radio e tv locali per dare alla stampa
La relazione tecnica chiarisce che l’incremento complessivo del Fondo per il pluralismo è ottenuto a vantaggio esclusivo del comparto della carta stampata, mentre le emittenti locali subiscono un taglio strutturale, in un momento già segnato da forti difficoltà economiche e da una concorrenza impari con grandi operatori nazionali e piattaforme globali.
Avocazione della facoltà di rimodulazione del riparto del Fondo
Ancora più grave è la previsione che consente al Presidente del Consiglio dei ministri di rimodulare il riparto del Fondo con decreto, escludendo il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, titolare delle competenze sul settore radiotelevisivo locale. Una scelta che introduce instabilità, incertezza e marginalizzazione istituzionale del comparto.
A rischio centinaia di imprese e migliaia di posti
«Siamo di fronte a una decisione che mette seriamente a rischio la sopravvivenza di centinaia di imprese, migliaia di posti di lavoro e il pluralismo dell’informazione nei territori», dichiarano congiuntamente le associazioni di categoria.
Contraddizione
“Il provvedimento di riduzione di 20 milioni all’anno per le annualità 2026-2028 appare inoltre in totale contraddizione con le dichiarazioni rese dal Ministro Adolfo Urso il 29 luglio 2025, quando aveva assicurato la continuità delle risorse per le emittenti locali anche nella prossima Legge di Bilancio”, stigmatizzato i sindacati.
Ripristinare le risorse tagliate e rispettare il ruolo del MIMIT
Le Associazioni chiedono “l’immediata modifica dell’emendamento, il ripristino delle risorse tagliate e il rispetto del ruolo del MIMIT, evidenziando che, in assenza di correttivi urgenti entro la scadenza fissata per oggi alle ore 18, le conseguenze per il sistema dell’informazione locale saranno irreversibili”.
La riproposizione del blitz estivo
La gravità della questione sta anche nel fatto che l’attuale riduzione ripropone il blitz estivo che aveva avuto luogo con la pubblicazione, da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dei primi elenchi provvisori degli aventi diritto ai contributi per le emittenti locali, previsti dal DPR 146/2017, per l’anno 2025, che aveva portato alla luce una significativa riduzione dello stanziamento per il 2025, fissato a soli 111,6 milioni di euro, quindi quasi il 15% in meno rispetto all’anno precedente.
Livello più basso degli ultimi 5 anni
Si trattava del livello più basso degli ultimi cinque anni, in un momento particolarmente delicato per il settore, alle prese con la pressione crescente delle piattaforme OTT e delle big tech.
L’intervento di Giunco
Maurizio Giunco, presidente dell’Associazione Tv Locali in seno a Confindustria Radio Tv, aveva denunciato su Newslinet l’interpretazione arbitraria della Legge di Bilancio alla base del taglio, annunciando azioni per il ripristino dei fondi originari.
Bilanci a rischio
Il provvedimento, giunto, inaspettatamente nella sua formulazione, a metà esercizio 2025, rischiava infatti di compromettere la tenuta occupazionale e la continuità del servizio pubblico di informazione locale garantito dalle emittenti più strutturate.
Il taglio di 15 milioni
Giunco, su queste pagine, aveva lamentato come la legge di bilancio 2025 avesse previsto un taglio al fondo di circa 4 milioni di euro e non certo di 15. “Contrariamente da quanto asserito da Agcom, esiste un’informazione di serie A ed una di serie B – aveva dichiarato al nostro periodico -. Ho l’impressione che l’attenzione dei vertici del Mimit nei confronti del ruolo delle radio televisioni locali non sia più quella di un tempo.
Mimit disallineato rispetto ad Agcom
Una decisione peraltro contraria a quanto affermato da Agcom, ma anche a quanto espresso dalla Corte Costituzionale.
Non è concepibile effettuare un taglio di tale entità a metà esercizio ed in modo del tutto inaspettato, su contributi che per la maggior quota sono inerenti all’occupazione, quando le norme e la legge di bilancio non ne hanno fatto alcun cenno”, aveva stigmatizzato Giunco.
A Cesare quel che è di Cesare
Immediatamente dopo, il Ministero delle imprese e del made in Italy ci aveva fatto sapere di aver ripristinato integralmente la provvista inizialmente prevista, neutralizzando quello che sarebbe stato un colpo micidiale per le finanze delle radio e tv locali nel corso della presente annualità.
Emendamento di ripristino delle risorse per scongiurare gli effetti del taglio del 15% della provvista 2025
Spiegava la nota del Ministero delle imprese e del made in Italy inviata a NL: “Su proposta del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in sede di esame in Commissione al Senato della conversione in legge del decreto-legge 30 giugno 2025, n. 95, il relatore ha presentato un emendamento volto a ripristinare il livello delle risorse assegnate al Mimit per il sostegno al settore radiotelevisivo, superando così l’interpretazione particolarmente penalizzante alla Legge di Bilancio 2024 in merito al riparto riservato al Dicastero per le emittenti locali, che di fatto risultavano decurtate.
MIMIT: radio e tv locali hanno un ruolo fondamentale
“Siamo intervenuti tempestivamente, pienamente consapevoli del ruolo fondamentale svolto dalle emittenti locali, che rappresentano una primaria fonte di informazione a livello territoriale”, aveva dichiarato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.
Continuità assicurata
“Assicureremo – aveva aggiunto il ministro – la continuità delle risorse stanziate anche in sede di formulazione della prossima Legge di Bilancio”.
16,5 milioni + 2,5 per compensare il taglio del 15%
L’emendamento in soccorso aveva quindi previsto l’erogazione di un contributo straordinario pari a 16,5 milioni di euro, a valere sulle risorse del Mimit, che – unitamente a ulteriori 2,5 milioni di euro recuperati mediante il disaccantonamento di fondi relativi a esercizi precedenti – consentiranno di compensare integralmente la riduzione della quota spettante al Dicastero del “Fondo per il pluralismo e l’innovazione digitale dell’informazione e dell’editoria”, riportando così, con risorse proprie, lo stanziamento ai livelli dell’anno precedente.
Peggio di prima
Ora però la situazione si è ripresentata ed anzi aggravata, considerato che i milioni tolti al comparto per le annualità 2026-2028 sono 20 per ogni anno e non 15. (E.G. per NL)































