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Radio Tv. San Marino Rtv, quali frequenze e quale copertura nel nuovo scenario DTT?

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san marino rtv

Si torna a parlare di San Marino Rtv, l’emittente radiotelevisiva dello Stato del Titano frutto di un accordo internazionale con l’Italia e gestita al 50% ciascuno da Rai e Eras, l’Ente Radiotelevisivo Sanmarinese.
Nell’aprile scorso erano stati celebrati i 25 anni di San Marino Rtv, con un incontro pubblico nella Sala del Consiglio Grande e Generale (il Parlamento del Titano) che ha visto tra gli ospiti il giornalista Alan Friedman.san marino rtv 2018 - Radio Tv. San Marino Rtv, quali frequenze e quale copertura nel nuovo scenario DTT?Nell’occasione il Segretario di Stato Marco Podeschi ha elencato le classiche ‘nuove sfide’: nuova sede dell’emittente; approfondimento di temi bilaterali con l’Italia come la questione delle frequenze; nuove tecnologie da esplorare e sviluppare; un contratto di lavoro specifico per il settore dell’editoria.
Fra queste problematiche, è poi emersa nello scorso mese di maggio proprio quella delle frequenze Tv, perché incombono, anche in questo caso, le scadenze legate al passaggio entro breve della famosa banda 700 MHz dalla Tv alle tlc per il 5G e si riparte, come sanno meglio di tutti i lettori di questo periodico, con il carosello di reti e canali da dismettere, da trasferire, da convertire al T2, di piani delle frequenze da elaborare, di periodi di passaggio alla nuova fase della Tv digitale da prevedere.

Com’è noto, la prima delle scadenze da affrontare in questo ambito era quella degli accordi con i Paesi confinanti per la gestione delle frequenze televisive, ai fini di non disturbarsi a vicenda, così evitando quei problemi che hanno molto complicato la vita anche in tempi recenti alle nostre Tv locali.
Nei mesi scorsi, è stato pertanto firmato, fra gli altri, un accordo multilaterale tra le amministrazioni di Albania, Croazia, Grecia, Italia, Montenegro, San Marino e Slovenia “sui principi di ripianificazione per il piano delle frequenze che concerne il futuro dei network della Televisione digitale terrestre nella banda delle frequenze 470-694 MHz (nell’area costiera del Mare Adriatico ed Ionio)”.
È stato concordato che nell’area adriatica presa in considerazione (definita da apposito Poligono) la banda delle frequenze 470-694 MHz presa in considerazione per ripianificare i canali televisivi viene distribuita come segue: 14 canali sono assegnati ad Italia e San Marino (parte Ovest del Poligono); 14 canali vengono attribuiti alle amministrazioni di Slovenia, Croazia, Montenegro, Albania e Grecia (parte Est del Poligono). In dettaglio, a Slovenia, Croazia, Montenegro, Albania e Grecia sono assegnati i canali 21, 22, 23, 27, 28, 29, 31, 33, 34, 35, 39, 41, 43 e 45; a Italia e San Marino i canali 24, 25, 26, 30, 32, 36, 37, 38, 40, 42, 44, 46, 47 e 48.

Nell’intesa si è inoltre previsto che “la ripianificazione e il coordinamento dei requisiti del DTT tra Slovenia, Croazia, Montenegro, Albania e Grecia da una parte e tra Italia e San Marino dall’altra non è parte di questo accordo, ma dovrebbe rispettare i principi base di ripianificazione come presentato in questo accordo”. Insomma, Italia e San Marino devono a questo punto accordarsi tra loro su come procedere nella loro area tecnica di competenza.
Ed ecco che qui si riparte con un possibile contenzioso fra due Stati i cui rapporti reciproci non sono poi stati storicamente del tutto tranquilli, anche se alla fine si è sempre arrivati, per evidente convenienza reciproca, agli opportuni accordi. In questo quadro la materia radiotelevisiva ha sempre avuto un’importanza primaria (si veda la disamina completa apparsa anni fa su questo periodico). L’ultimo accordo Italia-San Marino sulla Tv è stato stipulato nel 2008 (rinnovando il precedente accordo del 1987) e poi ratificato ed attuato solo nel 2015, attraverso un provvedimento legislativo provvisto di apposito finanziamento (non si tratta di un particolare insignificante, come vedremo fra poco).

In tema di frequenze si prevedeva quanto segue: “Considerando le potenzialità derivanti dal sistema digitale, le due Parti (Italia e San Marino; N.d.R) dovranno, di comune accordo, prevedere la condivisione delle risorse per ampliare i rispettivi bacini d’utenza. La Parte sammarinese, secondo quanto previsto dal Piano di Ginevra 2006, potrà utilizzare il canale 42 all’interno del proprio territorio. Essa potrà utilizzare il canale 51, assegnato alla Repubblica di San Marino dal Piano, con possibilità di estendere il proprio bacino d’utenza oltre ai limiti attuali ed a quelli stabiliti dal suddetto Piano, con illuminazione diretta e/o indiretta, previa verifica di compatibilità con gli impianti nazionali italiani in esercizio e sulla base di accordi tra operatori sui quali vi sia il consenso delle Amministrazioni competenti”.
Inoltre, “la Repubblica di San Marino non porrà in esercizio parte delle attribuzioni sammarinesi registrate come ‘assignment’ nel Piano di Ginevra 2006 (canali 7, 26, 30), durante il periodo di vigenza del presente accordo; pertanto, l’Amministrazione Italiana le potrà utilizzare nel territorio limitrofo a quello di San Marino”.

E ancora, prevedendo anche una ulteriore stretta collaborazione con la Rai, la Repubblica di San Marino e la società San Marino RTV “accederanno a qualsiasi consorzio satellitare per sviluppare ogni attività in tale ambito, in particolare quella relativa alla realizzazione di una programmazione mirata all’area adriatica ed ai Balcani, con l’obiettivo di diffondere anche la lingua italiana, la cultura, l’immagine ed i valori di entrambi gli Stati”.
Ed eccoci al versante finanziario: “Agli oneri derivanti dall’attuazione del presente accordo, il Governo della Repubblica Italiana concorrerà con una somma forfettaria annuale stabilita per l’anno 2008 in un ammontare di 3.098.000 Euro… All’inizio di ogni anno, il Dipartimento per l’Editoria comunicherà la disponibilità finanziaria per proseguire nelle prestazioni previste dalla Convenzione”.
Si è arrivati così (lasciando un attimo da parte, per ragioni di spazio, il versante radiofonico) all’attuale situazione, che vede San Marino Rtv presente sul 42 nella Repubblica e, in un’area più ampia che comprende soprattutto Emilia-Romagna e Marche, anche sul 51, oltre che sul satellite, con anche alcuni canali ‘a supporto’ (a fianco di San Marino Rtv) nel bouquet digitale.

Fin qui il passato. Ma ora?
Andrea Lattanzi su ‘La Serenissima – il giornale dei sammarinesi’ scrive quanto segue: Si è aperta… la partita dei canali televisivi e c’è, almeno in questa fase, una brutta sorpresa per San Marino: l’Europa ha chiesto all’Italia e al Titano di concordare tra loro le 14 frequenze disponibili, ma l’Italia sta provando a fare la parte del leone per tenersele tutte. San Marino non ci sta…
Ciò significa che il Titano rischia di perdere il canale 51, per intenderci quello che trasmette i programmi di Rtv in Emilia-Romagna e nelle Marche… Per ora non ci sono sviluppi sulla situazione sammarinese, il governo e Rtv attendono le prossime mosse da parte dell’Italia soprattutto a livello economico”.
Considerando che il 51 di sicuro non potrà più essere usato né dall’Italia né da San Marino (fa parte dei canali ceduti al 5G), c’è insomma da stabilire cosa riservare a San Marino fra i 14 canali residui (sembra improbabile che l’Italia davvero ‘li voglia tenere tutti’, dando scacco matto, anche diplomatico, a San Marino) e soprattutto quale area di diffusione prevedere.

In attesa di novità che arrivino anche dal nuovo Governo italiano, a San Marino c’è un certo allarme e si sono fatte sentire anche le rappresentanze sindacali di San Marino Rtv: “Tra le ipotesi circolate in questi mesi, vi era quella di una eventuale trattativa in ambito balcanico, che, a nostro parere, non può assolutamente essere presa in considerazione. Sarebbe invece preferibile, anche in considerazione di un incremento della raccolta pubblicitaria, continuare a puntare all’ottenimento di un canale in grado di trasmettere sull’intero territorio della Penisola italiana”.
La questione sembra abbastanza urgente, anche per poter procedere successivamente con un piano delle frequenze complessivo e ben definito, ma non è detto che sia così semplice risolverla. Infatti Italia e San Marino sono riusciti a litigare nelle scorse settimane anche su una materia in apparenza abbastanza futile, ovvero su un commento un po’ ‘sbarazzino’ su Rai 4 relativamente al voto delle giurie di San Marino nei confronti dell’Italia in occasione delle semifinali della competizione canora internazionale Eurovision Song Contest. (M.R. per NL)