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Radio, tv, stampa e pubblicità. USA, Nielsen CMO: 51% considera tv estremamente importante (solo 9% valuta allo stesso modo la radio). Perché?

CMO

L’atteso report Nielsen CMO reso pubblico ieri conferma che per oltre il 51% dei chief marketing officer dei big spender pubblicitari statunitensi, la televisione è “altamente importante per i piani di marketing” (il 30% di loro ha addirittura classificato il medium come “estremamente importante“).
Secondo l’analisi dell’istituto di rilevazione, nessun altro mezzo tradizionale ha raggiunto nella classifica il 10%. La radio, per esempio, è considerata “estremamente importante” solo dal 9% dei CMO.
Quanto all’efficacia dei singoli mezzi, i risultati tendono a livellarsi maggiormente: il 62% dei CMO valutati da Nielsen considera infatti rilevante in termini di ROI (Return on investment) la stampa (21% “estremamente efficace“), il 61% la tv (43% “estremamente efficace“) e il 45% degli intervistati la radio (19% “estremamente efficace“).radio v tv - Radio, tv, stampa e pubblicità. USA, Nielsen CMO: 51% considera tv estremamente importante (solo 9% valuta allo stesso modo la radio). Perché?La motivazione di tali valutazioni (come detto ovviamente correlate al ROI degli inserzionisti sui singoli mezzi) sarebbe da ricondurre alla tendenza consolidata ad ascoltare i contenuti del mezzo radiofonico in forma più leggera o distratta rispetto all’impegno sensoriale e psicologico profuso per fruire delle informazioni veicolate attraverso la stampa e dei programmi tv, che per intrinseca natura impegnano maggiormente l’utente (questo spiega anche la forte differenza esistente sul tema tra radio musicali ed emittenti news & talk).
Relativamente al rapporto tra radio e tv, si tratta tuttavia di percentuali destinate a livellarsi a seguito del processo di ibridizzazione in corso”, osserva Giovanni Madaro, analista economico di Consultmedia (struttura di competenze a più livelli collegata a questo periodico).
“Infatti, attraverso la visual radio, la radiofonia si sta progressivamente stemperando nella televisione acquisendone alcune caratteristiche essenziali, tra cui, appunto, quella dell’assorbimento dell’attenzione dell’utente“, continua Madaro.
“Nella prospettiva evolutiva, non si attendono invece alterazioni del trend per la stampa, ovviamente intesa anche come editoria online, che ha una capacità di assorbimento analoga a quella della televisione”, conclude l’advisor. (E.G. per NL)