“Repubblica”: sette giorni di sciopero e due milioni di perdite

Il cdr del giornale durissimo contro l’editore: questo è il risultato dell’ennesimo muro contro muro


Dopo il record di 12 giorni di sciopero nell’arco del 2006, altra iniziativa-shock del comitato di redazione dei giornalisti di “Repubblica”, in continuo contrasto con l’editore Carlo De Benedetti e ancora in attesa (come tutti i giornalisti) del rinnovo del contratto con la Fieg, vicenda oramai ai limiti del tragicomico. Dopo un primo trimestre chiuso positivamente sul piano degli utili, il secondo si preannuncia decisamente più penalizzante a causa delle perdite calcolate in base a questi sette giorni di sciopero programmati: due milioni di euro. A tanto ammonterebbero gli utli persi dal quotidiano a causa dello sciopero. La motivazione riportata dal comunicato del cdr (che annuncia la ripresa delle attività editoriali per il 23 aprile, per quel che concerne il sito, per il 24 per le vendite in edicola) trae origine dal protrarsi del muro contro muro con l’editore, con ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso la mancata sostituzione temporanea di una decina di redattori, fuori per lunga malattia. Ecco il testo: “La situazione è già difficile, perché siamo senza contratto nazionale da due anni, senza rinnovo del contratto integrativo aziendale, con una multimedialità sempre più preponderante e che non viene concertata. Le posizioni unilaterali non ci piacciono, non sono un metodo di lavoro. Quindi la decisione di sette giorni di sciopero”.

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