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Storia della radiotelevisione italiana. 1975: quando a Milano si ascoltavano Radio Asti, Radio Torino, Radio Omegna, Radio Lecco, Radio Brescia e Radio Piacenza

Bastavano 20 W per sentirsi in tutta la regione ed anche oltre”, è, generalmente, il refrain dei pionieri dell’effemme italiana.
Non si sottraeva alla magica regola la grande Milano, dove il 27 dicembre 1975, come ricorda Radio Jurassico, erano già ascoltabili in FM molte stazioni private, non necessariamente cittadine o, addirittura, lombarde.
All’insegna dei nostri ormai classici (e graditi, a quanto ci segnalano i lettori) amarcord, vediamo come era presidiato l’etere nel Natale precedente alla sentenza n. 202/1976 della Corte Costituzionale, che avrebbe liberato il sistema radiotelevisivo italiano dal fardello del monopolio RAI.TV Radio Lecco - Storia della radiotelevisione italiana. 1975: quando a Milano si ascoltavano Radio Asti, Radio Torino, Radio Omegna, Radio Lecco, Radio Brescia e Radio Piacenza
In un momento in cui chi trasmetteva era veramente considerato illegale, apriva l’FM cittadina Radio City Milano, su 87,700 MHz (di lì a poco sarebbe migrata a 87,600 MHz; frequenza oggi di Virgin Radio), seguita a MHz di distanza (sic!) dai test di Radio Popolare sui 91,800 MHz (che poi avrebbe sgombrato la frequenza a favore di Radio Ambrosiana 91,700 MHz, trasferendosi su 101,500 MHz, oggi appannaggio di Radio Fantastica).RADIO CITY MILANO ADESIVO - Storia della radiotelevisione italiana. 1975: quando a Milano si ascoltavano Radio Asti, Radio Torino, Radio Omegna, Radio Lecco, Radio Brescia e Radio Piacenza
Settecento KHz dopo, giungeva Radio Lombardia, sui 92,500 MHz; poi il deserto (RAI a parte) per 3 MHz, sino a Canale 96 (radio politica di sinistra già consolidata nell’ascolto), i cui 95,500 MHz ospitano ora RDS. Tanto era libero l’etere del tempo, che sui 100,100 MHz si ascoltava Radio Novi Ligure dalla provincia di Alessandria, vicina di frequenza della storica Radio Montevecchia 100,300 MHz nella brianza comasca.
Immediatamente dopo, sui 100,500 MHz (poi rilevati da Radio Wonderful Music di Legnano), seguiva un’altra famosa (al tempo) stazione milanese: Free Radio La Topaia (per via della sede?), adiacente alla Radio Vigevano del cantante Remo Germani, sui 100,700 MHz (che ora è una delle tante frequenze che veicolano Radio 101, ma che è ricordata per aver a lungo ospitato la purtroppo scomparsa Rock FM) e alradio novara international 300x113 - Storia della radiotelevisione italiana. 1975: quando a Milano si ascoltavano Radio Asti, Radio Torino, Radio Omegna, Radio Lecco, Radio Brescia e Radio Piacenzala Radio Brescia che irradiavano sui 101,800 MHz.
Sui 101, anzi sui 100,880 MHz, le radioline del tempo erano spesso sintonizzate su Radio Milano International (oggi R 101), che nei momenti di black-out lasciava spazio a Radio Lario di Como, impiegante la stessa frequenza occupata con il medesimo residuato bellico livornese tarato, appunto, sui 100,880 MHz.
A distanza di 400 KHz, seguiva Radio Novara International, ascoltabile a tratti, stante la presenza di Radio City Pavia su 101,500 MHz.Free Radio La Topaia Primo trasmettitore - Storia della radiotelevisione italiana. 1975: quando a Milano si ascoltavano Radio Asti, Radio Torino, Radio Omegna, Radio Lecco, Radio Brescia e Radio PiacenzaA 101,700 MHz modulava un’altra stazione che sarebbe poi confluita in Radio Popolare: Radio Milano Centrale di Mario Luzzatto Fegiz (oggi c’è Cuore 2), che dopo la chiusura delle trasmissioni alle 20,00 lasciava sentire Radio Como International 101,800 MHz, che iniziava i programmi alle 21.00, in una curiosa turnazione della frequenza.
Sul “canale” oggi identificativo di RTL coabitavano invece Radio Piemonte (per la precisione a 102,400 MHz), Radio Melzo e Radio Omegna (Novara) e, appunto, la bergamasca Radio Trasmissioni Lombarde (RTL), tutte sui 102,500 MHz.Free Radio Quelli della casa di fronte - Storia della radiotelevisione italiana. 1975: quando a Milano si ascoltavano Radio Asti, Radio Torino, Radio Omegna, Radio Lecco, Radio Brescia e Radio PiacenzaA 102,650 MHz c’erano invece le trasmissioni sperimentali di Radio Pavia International, che in quanto tali permettevano, in diversi momenti della giornata, di ascoltare il potente segnale dalle colline torinesi della mitica Radio Gemini One.
Dalla brianza milanese giungevano viceversa i 102,800 MHz di Radio Norditalia (che qualche anno dopo si sarebbe fusa con Radio Trasmissioni Arcore) ed i 103,000 MHz di Radio Baby di Desio (poi trasferitasi a Seregno), ma solo con il trasmettitore della milanese Radio Montestella 103 fermo.Dalle montagne di Como si captava il segnale di Radio Como 103,200 MHz; da quelle piemontesi quello di Radio Torino International 103,750 MHz (sarebbe poi migrata a 103,300 MHz), mentre dal lecchese pervenivano le trasmissioni di Radio Lecco 103 (103,850 MHz) in coabitazione con Radio City Vercelli (tuttora in attività). I 104,000 MHz, al tempo limite di banda per molte ricevitori, erano occupati da Radio Cologno Monzese, quando erano pirati oltremisura, avventurandosi addirittura nella banda “pericolosa” per la navigazione aerea: Radio Milano 4 FM 104,500 MHz e Radio Voghera sui 105,000 MHz.Free Radio dj - Storia della radiotelevisione italiana. 1975: quando a Milano si ascoltavano Radio Asti, Radio Torino, Radio Omegna, Radio Lecco, Radio Brescia e Radio PiacenzaLa rilevazione effettuata dava poi conto della “momentanea inattività” di Radio Milano 14 (100,600 MHz), Radio Lecco 102 dai Piani d’Erna di Lecco (oggi frequenza su cui si ascolta Virgin Radio), Radio Asti (sui soliti 102,500 MHz), Radio Biella e Radio Piacenza sui 103,000 MHz e infine Radio Trasmissioni Borgomaneresi (Borgomanero, in provincia di Novara) che modulava a 103,850 MHz. Oggi, con 5000 W, spesso si hanno serie difficoltà ad essere ascoltati dal centro di Milano alle tangenziali. (M.L. per NL)

6 COMMENTS

  1. Ricordi un po’ sbiaditi e incompleti, non vedo, ad esempio, un 103.400 di Radio Sacro Monte (poi Radio Soud Music) che dal 1973 irradiava da Sacro Monte Varese  sino a Parma con soli 20 watt.
  2. Ricordo molto bene a Milano nel 1980 la fm 102.2 RAI, all’epoca l’unico segnale stereo irradiato (debolmente da corso Sempione) del servizio pubblico. La qualità della modulazione era piuttosto scarsa forse per via delle fonti non di altissima qualità. Era presente la programmazione del canale filodiffuso “Auditorium” ma limitatamente ad alcune ore della giornata. Per lo più era possibile ascoltare una portante, in “perfetta stereofonia”…utilizzando il gergo RAI “prove tecniche di trasmissione in stereofonia”…il periodo “Stereo RAI” era ancora lontano! Peccato che in quegli anni la quasi totalità delle emittenti libere disponevano di ottimi encoder. Un caro saluto

    GC

     

  3. In questo Vs. interessante articolo manca a mio avviso la segnalazione della presenza a Milano della ricezione di RAI Filodiffusione io ricordo che da RHO ricevevo, con una radio Hitachi, sui 101,7 Mhz la Filodiffusione RAI da Torino Eremo e su 102,2 Mhz il programma Filodiffusione da Milano. Fu la prima trasmissione in Stereo e mi pare iniziò nel 1974. Poi, dopo un certo tempo, sentii un’emissione molto metallica (mancavano i bassi) di RMI sui 100,88 Mhz. Se potete fare uno speciale sulla ricezione del segnale Rai Filodiffusione Stereo, lo segnalo come evento importante.
     
    Cordiali saluti, Massimo (MI)

     

  4. "Emissione stereo FM in filodiffusione è una contraddizione tecnica, se è filodiffusione non è FM. Al contrario ricordo perfettamente che ancora nel 1976, mentre Radio Sound Music (e molte altre) trasmettevano costantemente in (perfetta! :)) ) stereofonia,  Rai faceva, sporadiche, "prove tecniche" di stereofonia!!
  5. No, la Filodiffusione RAI veniva (ed è ancora oggi) trasmessa anche in FM attraverso il programma Auditorium, diffuso a Milano (102,200 MHz), Torino (101,8 Mhz, non 101,7 come erroneamente indicato nel primo commento) e Roma (100,3 Mhz). E’ giusto quindi sostenere che RAI fu la prima emittente stereofonica italiana in FM.
     
    Claudio
  6. Negli USA prime trasmissioni stereo vengano prodotte nel 1961. In Italia tre anni dopo. Scrive Alberto Perotti sul sito radio.rai.it: “Dal 1964 la RAI inizia le trasmissioni stereofoniche in Modulazione di Frequenza; si verifica che nelle zone con ricezione troppo debole o soggetta a troppe riflessioni il segnale stereofonico è distorto. Per portare la stereofonia anche a questi ascoltatori allora viene usato il VI canale come vettore del segnale “differenza” . Con il tempo tale canale viene usato esclusivamente per la stereofonia del V canale di musica classica, e quindi in molti ricevitori i canali V-VI sono accoppiati anche meccanicamente. Ancora oggi il V canale trasporta il segnale L+R, e il VI il segnale L-R. Con gli anni 70 la Filodiffusione copre tutte i capoluoghi di provincia italiani, diventando una presenza importante della cultura italiana anche grazie alla sua organizzazione capillare. Il 1974 vede il servizio ulteriormente sviluppato: le trasmissioni dei canali V-VI (conglobati da allora in un canale stereofonico "Auditorium") avvengono da allora anche via etere in Modulazione di Frequenza nelle città di Milano, Torino, Roma e Napoli”. Anche Radio Vaticana dal 1974 trasmette in stereofonia il programma Studio A.  (R.R. per NL) 

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