Tv. Il nodo della riassegnazione degli LCN che rischia di strozzare le tv locali

Piano LCN, riassegnazione

Il nuovo Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni si trova a dover gestire una delle problematiche più complesse del refarming della banda 700 MHz.
Parliamo della riassegnazione degli LCN ai fornitori dei servizi di media audiovisivi locali (FSMA) a seguito dei bandi areali per la determinazione di quelli che avranno diritto ad essere trasportati sui nuovi mux.

La norma impulsiva delle riassegnazioni

La fonte giuridica che passa ad Agcom la patata bollente è l’art. 1 c. 1035 della legge di Bilancio 2018 (L. 205/2017), modificato dall’art. 1 c. 1109 della legge di Bilancio 2019 (L. 145/2018).

Tale norma prevede che l’Autorità aggiorni il piano di numerazione automatica dei canali del servizio televisivo digitale terrestre e le modalità di attribuzione degli stessi numeri. Ciò in considerazione del nuovo assetto frequenziale T2 e delle modalità di definizione delle aree tecniche (nel Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze adottato dall’Autorità).

Trasparenza, equità, non discriminazione e razionale allocazione della numerazione

Agcom, nello svolgere il suo compito, dovrà camminare sulle uova, in quanto l’articolo 1, comma 1035 L 205/2017 (così come emendato dall’articolo 1, comma 1109 L. 145/2018) ha posto paletti prevedendo che “L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni aggiorna il piano, nel rispetto del pluralismo dei mezzi di comunicazione, dei principi di trasparenza, equità e non discriminazione e di una razionale allocazione della numerazione, riservando adeguati spazi all’interno dei primi archi di numerazione ai consorzi e alle intese di cui all’articolo 29, comma 2, del testo unico di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177.”

Il procedimento per l’aggiornamento del Piano LCN

Per ottemperare a tale obbligo di legge, il vecchio Consiglio Agcom, il 03/12/2019, aveva approvato la delibera n. 456/19/CONS, con la quale aveva avviato il procedimento per l’aggiornamento del Piano di numerazione automatica dei canali del servizio televisivo digitale terrestre e relative modalità di attribuzione dei numeri. Iter tuttora in corso, con audizioni ancora da effettuarsi con gli operatori del settore.
Per contro, il piano LCN per il nuovo sistema radiotelevisivo nazionale e locale è destinato ad operare con l’entrata in esercizio delle nuove reti in tecnologia DVB-T2, previsto a regime dal 01/07/2022, ma con effetti decorrenti già dal secondo semestre 2021. Ergo tra meno di un anno (quantomeno per le regioni del Nord Italia).

Minor destabilizzazione possibile

Tutti (o quasi) sono d’accordo nell’evitare, nell’interesse degli editori, ma anche dell’utenza, associazioni LCN foriere di discontinuità.
Tuttavia, ci sono alcuni nodi gordiani da sciogliere per scongiurare un processo di riassegnazione a cascata che azzererebbe l’avviamento degli editori locali.

Anzitutto preservare i blocchi LCN per gli FSMA locali nel primo arco

Per esempio, premesso che l’architettura di sopravvivenza del sistema tv locale presuppone che gli attuali blocchi principali del primo arco (10/19 e 71/99) destinati agli FSMA locali non subiscano variazioni (che avvanteggerebbero le nazionali – per le quali già non è prevista riassegnazione LCN – azzerando il comparto tv locali), come è possibile gestire il caso, molto frequente, di coutilizzo all’interno della stessa regione del medesimo LCN?

I mali d’intesa

Pensiamo ai casi di FSMA che, a seguito di intese concluse in occasione del primo switch-off, condividono su dimensioni provinciali il medesimo LCN nel blocco 10/19 della stessa regione. In tali casi, i parametri ex DPR 146/2017 (punteggio in base ai dipendenti ed ai dati di ascolto) per stabilire a chi dei due soggetti debba essere assegnato l’LCN ora coutilizzato potrebbero non essere sufficienti.

E ciò in quanto l’attribuzione dei punteggi ex DPR 146/2017 potrebbe non garantire il rispetto di quei requisiti di equità, non discriminazione e razionale allocazione della numerazione, anche nell’interesse dell’utenza, fissati dalla norma che deve guidare Agcom nell’adeguamento del piano LCN (articolo 1, comma 1035 L 205/2017, così come emendato dall’articolo 1, comma 1109 L. 145/2018). (E.L. per NL)

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