Tv locali, FRT: crisi economica e DTT responsabili del dissesto finanziario del comparto

Dall’ultimo "Studio economico del settore televisivo privato italiano" redatto dall’ufficio studi della Federazione Radio Televisioni (FRT) riclassificando i bilanci del 2009 delle società televisive è emerso un quadro preoccupante per il settore delle tv locali.

Secondo la FRT "La crisi economica – che ormai perdura da oltre tre anni – e il passaggio al digitale terrestre sono i due principali fattori che stanno pesando negativamente sui bilanci delle tv locali. Il primo ha significativamente ridotto i flussi degli investimenti pubblicitari verso i mezzi di comunicazione in generale e non ha certo risparmiato il comparto delle tv locali che, a differenza delle emittenti nazionali, storicamente raccoglie pubblicità proprio tra la piccola e media impresa locale che, com’è noto, nelle fasi congiunturali non dispone di grosse risorse da destinare alla promozione dei propri prodotti".  Secondo il sindacato radiotelevisivo "Il secondo fattore – senza voler considerare l’impatto negativo che ha avuto sugli ascolti delle tv locali nelle aree digitalizzate per effetto della moltiplicazione dei canali – incide economicamente in termini di maggiori ammortamenti conseguenti agli investimenti effettuati per l’adeguamento degli impianti. Dall’analisi della gestione caratteristica (ricavi al netto di contributi pubblici, partite finanziarie e straordinarie) dei bilanci relativi all’esercizio 2009 delle tv locali emerge un quadro decisamente preoccupante". Le 358 società analizzate nello studio sui bilanci 2009 condotto annualmente dalla FRT hanno realizzato circa 448 milioni di euro di ricavi a fronte dei quali hanno sostenuto 655 milioni di costi di produzione con un saldo negativo di gestione pari a – 217 milioni di euro, equivalente a circa il 50% dei ricavi pubblicitari. Tale disavanzo è stato ridotto a – 71 milioni di euro per effetto dei ricavi non-caratteristici (contributi pubblici e proventi finanziari). "Negli anni passati tali partite servivano al settore per chiudere in pareggio e garantire la sopravvivenza delle aziende televisive, salvaguardando la libertà di informazione e l’occupazione – conclude l’ente esponenziale – Oggi per essere competitivi nel nuovo scenario del digitale terrestre è necessario ripensare ai modelli organizzativi aziendali e all’offerta dei contenuti locali, anche perchè in futuro ci saranno sempre minori risorse pubbliche da destinare al sostegno del settore".
 
 
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