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Tv. Primi effetti sostanziali della concorrenza degli OTT (Netflix) sulla tv tradizionale per film e fiction: RAI scende al 33,3%, Mediaset al 33,7%. Giu’ anche Sky. Premiato solo talk

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L’Osservatorio Agcom conferma: talk terreno fertile per Tv (e Radio) al cospetto del dominio su fiction e film (oltre a musica) degli OTT del web.
All’indomani del convegno sulla Radio 4.0 al Pirellone, in occasione del quale era stato rimarcato che il futuro radiotelevisivo sarebbe stato sempre più talk, mentre film e fiction sarebbero stati appannaggio di Netflix e SVOD affini e la musica di player come Spotify & C., giunge la conferma del trend negativo dei media tradizionali da Agcom.
Relativamente al settore televisivo, rispetto a giugno 2017, l’Osservatorio Agcom ha infatti riscontrato una contrazione degli ascolti per la Rai, che scende al 33,3%, mentre Mediaset ottiene una share del 33,7%.

Nello stesso periodo risultano in flessione anche le quote di Comcast (Sky Italia) e Discovery a fronte di una evoluzione positiva di La7 del Gruppo Cairo Communication. Analizzando l’evoluzione delle audience delle edizioni serali dei principali programmi di informazione, nel giorno medio il Tg1 e il Tg5 si confermano rispettivamente il primo ed il secondo telegiornale seppure entrambi mostrano una riduzione rispetto a giugno 2017.
Ad esclusione del Tg2, la cui audience è stabile rispetto a giugno 2017, le altre testate (Tg3, TgR, La7, Studio aperto e Tg4) mostrano tutti una crescita negli ascolti.
Per il settore dell’editoria quotidiana si continuano a registrare performance negative: a fine giugno 2018 la vendita di quotidiani (copie cartacee e copie digitali) è risultata di poco superiore ai 2,8 milioni di copie, in flessione del 7,5% rispetto allo stesso mese del 2017.

Per i quotidiani venduti sotto forma di copie digitali si registra una contrazione della quota sul totale del venduto (- 2 punti percentuali) rispetto a giugno 2017. Guardando all’intero periodo considerato (giugno 2014 – giugno 2018), le copie giornaliere (cartacee e digitali) vendute dalle testate editate dai primi sette editori di quotidiani sono passate da 2,9 a 1,9 milioni con una flessione del 34%.
Il gruppo GEDI si conferma, pur con una lieve flessione, leader nella vendita di quotidiani con il 20,3%, segue Cairo/RCS Mediagroup con il 20,1% (+0,6% su base annua). Si riduce il peso sul totale delle vendite di Amodei (-0,9%) mentre Il Sole 24 ore mostra una ripresa ed è in crescita di 0,5 punti percentuali. (E.G. per NL)

Foto antenna di Floriano Fornasiero