DTT. Pellegrinato (Mediaset) Tv live IP in luogo di sat? Non se, ma quando. DVB-I soluzione per chi non troverà spazio su DVB-T o DVB-S. Con gli stessi LCN

PELLEGRINATO

Marco Pellegrinato (Mediaset): grazie a standard DVB-I TV lineare live garantirà medesima user experience del broadcasting DTT o SAT. A partire da utilizzo della numerazione LCN.
Distribuzione dei canali televisivi live attraverso internet in luogo del satellite? Questione non è il “se farlo”, ma “quando attuarlo”. E Sky sembra avere già attuato una strategia.
Canali e palinsesti che non troveranno posto sui mux DTT o SAT potranno essere fruiti attraverso una tecnologia molto promettente che fa capo al recente standard DVB-I. Pensato proprio per tale scopo.
Trasmissioni TV in 5G Broadcasting dal 2025 se carrier broadcast convertiranno parte delle infrastrutture DVB-T/T2 nella tecnologia 5G.
Visual Radio? Idea geniale. Video enhancement del suono

HDFI Innovation Day 2020

Nei giorni scorsi, si è svolto l’HDFI Innovation Day 2020, l’importante evento digitale organizzato dall’associazione HD Forum Italia (HDFI) sul tema “La Tv corre in un vortice di innovazione”.
Newslinet è stato media partner ufficiale dell’evento e nell’occasione ha intervistato il vicepresidente di HDFI, ing. Marco Pellegrinato (Mediaset).

Marco Pellegrinato Vice Presidente HDFI foto - DTT. Pellegrinato (Mediaset) Tv live IP in luogo di sat? Non se, ma quando. DVB-I soluzione per chi non troverà spazio su DVB-T o DVB-S. Con gli stessi LCNPellegrinato: HBBTV integrazione di servizi per mainstream ma anche canali mosaico per chi non troverà spazio sul DTT

(Newslinet) – In Italia è un fiorire di sperimentazioni HBBTV. Vi aspettate maggior sfruttamento di tale tecnologia per i servizi accessori ai programmi mainstream o per la creazione di canali mosaico che usano il DTT per realizzare dei gate su IP per i marchi/palinsesti che non troveranno spazio sui nuovi mux?
(Marco Pellegrinato) – Sono valide entrambe le cose. Premetto che l’interattività da remoto sui ricevitori TV (allora MHP, oggi HbbTV) nasce di fatto con la TV 3.0 della prima decade degli anni 2000: la cosiddetta TV Digitale.

Dalla Catchup Tv ai canali live tematici FTA o Pay

L’interattività da remoto, se da una parte ha concesso i primi servizi di accesso a cataloghi di contenuti televisivi a richiesta (la catchup TV). In seguito ha inoltre reso possibile la comparsa di un’offerta di canali live tematici FTA o Pay. L’interattività della cosiddetta TV 4.0, a partire dal prossimo switchoff, estenderà questi servizi verso due orizzonti molto ambiti. Parliamo del Target Advertisement (T.A.), ovvero la possibilità di offrire pubblicità specifica a utenti profilati in alternativa agli spot attuali, elementi caratteristici di una nuova e più moderna raccolta pubblicitaria, e l’Internet of Things (IoT). Ovvero la capacità dei ricevitori TV di poter dialogare con tutti gli altri dispositivi IP della casa e come tale profilare ancor meglio l‘utente finale fornendogli servizi commerciali individuali ad hoc.

Grandi aspettative da DVB-I

I canali e i palinsesti che non troveranno posto sui mux DTT o SAT, potranno invece essere fruiti attraverso una tecnologia molto promettente che fa capo al recente standard DVB-I, che è pensato proprio per tale scopo.

Grazie allo standard DVB-I la TV lineare live garantirà medesima user experience del broadcasting DTT o SAT

(NL) – Negli ultimi tempi si parla molto di FTTH broadcast. Più che altro in quanto tale tecnologia sfrutterebbe la numerazione LCN del digitale televisivo terrestre per vedere gli stessi canali via IP. In altri paesi europei, l’armonizzazione degli LCN dei router dei fornitori di connettività e broadband tv con quelli del DTT ha favorito il passaggio non traumatico dalla tv terrestre a quella sulle smart tv…
(M.P) – Grazie alle tecnologie FTTH, i broadcaster potranno distribuire i propri canali televisivi anche attraverso le reti IP. Ma è grazie allo standard DVB-I, pubblicato nel novembre del 2019, che tale distribuzione su ricevitori TV dotati di front-end DVB-I, potrà effettivamente fornire servizi di TV lineare live con la medesima user experience del broadcasting DTT o SAT.

DVB I pellegrinato - DTT. Pellegrinato (Mediaset) Tv live IP in luogo di sat? Non se, ma quando. DVB-I soluzione per chi non troverà spazio su DVB-T o DVB-S. Con gli stessi LCN

Utilizzo numerazione LCN armonizzata

Infatti, la piattaforma DVB-I, già contenuta nella recente versione di UHD Book 2.0, pubblicato qualche giorno fa da HDFI, consente proprio l’utilizzo non solo della numerazione LCN diversificata per piattaforma, ma anche la medesima interazione con gli altri servizi broadcasting tradizionali come il Parental Control, il Program & Next e molte altre facilities già presenti sui telecomandi dei TV sul mercato. DVB-I integra inoltre la medesima interattività HbbTV alla stessa stregua delle applicazioni oggi trasmesse oggi in broadcast, migliorando ulteriormente l’esperienza utente e l’integrazione seamless tra broadcast e broadband.

Sky, ma non solo, sta considerando un’offerta ampia e multipiattaforma, massimizzando per ognuna di queste le caratteristiche e le diversità fondamentali di cui esse dispongono

(NL) – E il satellite? Sky sembra decisa a puntare su IP
(M.P.) – La distribuzione dei canali televisivi live attraverso internet o le reti IP è sicuramente un fatto emergente che si sta ampiamente delineando all’orizzonte.

Sky, ma non solo, sta considerando un’offerta ampia e multipiattaforma, massimizzando per ognuna di queste le caratteristiche e le diversità fondamentali di cui esse dispongono. È certo che offerte televisive a geometria variabile e multipiattaforma (terrestre, satellite e broadband) sono presenti nelle strategie future di molti broadcaster.

La questione non è il “se farlo”, ma il “quando attuarlo”, e Sky sembra avere già attuato una strategia

La distribuzione su Internet o sulle reti IP dovrà necessariamente affrontare sin da ora il tema dell’aggiornamento tecnologico delle reti IP delle Telco, degli Internet providers e delle Content Delivery Network per diffondere correttamente i canali televisivi live. Cosa di cui anche HDFI si sta già occupando attraverso un gruppo di lavoro specifico: MDEX. (Media Distribution Experience).

Trasmissioni TV in 5G Broadcasting dal 2025 se carrier broadcast convertiranno parte delle infrastrutture DVB-T/T2 nella tecnologia 5G

(NL) – Ing. Pellegrinato, il 5G è indispensabile per lo sviluppo della tv su banda larga? O la rete esistente è in grado di sostenerne il carico?
(M.P.) – Il 5G è sicuramente una tecnologia di punta oltre che una grande opportunità di modernizzazione della rete mobile per introdurre nuovi e più accurati servizi di mobilità del futuro. Per il broadcasting esiste una ulteriore possibilità che sfrutta anche le medesime torri alte per una distribuzione cosiddetta 5G Broadcasting. Questa soluzione, definita “Tower Overlay”, consente ai dispositivi mobili 5G di ricevere programmi televisivi broadcast con la medesima user experience del broadcasting ma in tecnologia 5G. Le trasmissioni TV in 5G Broadcasting potrebbero cominciare ad operare dal 2025 qualora i carrier broadcast convertissero parte delle loro infrastrutture DVB-T/T2 nella tecnologia 5G. Il 5G Broadcasting è sicuramente più adatto ed efficiente per trasmissioni televisive broadcast a diffusione di massa di quanto lo fosse il 5G delle torri basse delle Telco.

Visual Radio idea geniale

(NL) – Negli ultimi 4 anni si è assistito in Italia ad una vera e propria esplosione del fenomeno visual radio DTT. Quale è il vostro pensiero a riguardo?
(M.P.) – Sì lo è stata, ma non dimentichiamo che la Radio ha visto inoltre comparire tecnologie più specifiche per la loro diffusione come il DAB Digital Radio o la WebRadio, questo soprattutto nel mondo automotive. È ovvio che un trasporto di tipo DTT, tipico della TV Terrestre, privilegia l’immagine piuttosto che solo il suono.

Video enhancement del suono

Ecco perché molte Radio hanno colto l’opportunità di associare l’elemento video per fare enhancement del loro contenuto primario che è il suono. Sono cosi nate le visual radio, che hanno egregiamente sfruttato l’integrazione audiovisiva, dando finalmente un’immagine ed un volto a tanti conduttori e studi radiofonici, ma anche dando un video a molti brani musicali che in passato avremmo solo semplicemente ascoltato. Un’idea geniale che porterà la radio ad essere definitivamente una “radiovisione”! (E.G. per NL)

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