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DVB-T. Inizia periodo di fuoco per FSMA e operatori rete, tra bandi, liberazione anticipata canali, modifica codifiche e contestazioni su sfruttamento LCN

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Finita la tregua, si entra nel periodo di fuoco del digitale televisivo terrestre (DVB-T).
Nelle prossime settimane e mesi prenderà il via la fase concreta del refarming della banda 700 MHz, del passaggio ai nuovi formati trasmissivi DTT, della selezione dei fornitori di servizi di media audiovisivi (FSMA), degli operatori di rete locali T2.

Contestazioni sull’utilizzo conforme al titolo delle attribuzioni LCN

Non solo: con ogni probabilità si intensificheranno le contestazioni del Ministero dello Sviluppo Economico (spesso su impulso dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) sul corretto impiego della numerazione automatica dei canali DVB-T (logical channel number) di cui abbiamo parlato nelle scorse settimane.

Il nodo LCN che forse non sarà sciolto

Il tutto in attesa che Agcom decida se lasciare inalterata la disciplina regolamentare degli LCN o modificarla (introducendo però ulteriore incertezza in un comparto già reso fortemente instabile).
Insomma, saranno mesi di passione per gli operatori radio-tv (perché ormai oltre un centinaio di emittenti radiofoniche hanno un piede nel DVB-T come visual radio) che dovranno confrontarsi col serrato “Calendario con aree geografiche per il rilascio della banda 700 MHz”, cioè la road-map per il passaggio dal DVB-T al DVB-T2 fissata dal Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 19/06/2019 (per una approfondita disamina della questione gli abbonati a NL possono consultare un documento Consultmedia cliccando qui). (M.L. per NL)

foto antenna di Floriano Fornasiero

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