Editoria. Giornalisti: web ecosistema senza regole. Appropriazione indebita dagli aggregatori, verso i quali editori mostrano sudditanza

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Generale passività degli editori di fronte al (non più) nuovo scenario del web.
L’Ordine dei giornalisti della Lombardia lancia un allarme.
L’editoria sta vivendo un decennio infernale, ben lungi dall’essere alle spalle, coinciso con l’esplosione di quella grande fucina di idee e di energie che è il mondo virtuale.
La sparizione delle voce “ricavi” dai bilanci delle società editoriali, e la conseguente devastante crisi, è dovuta in larga parte alla incessante “appropriazione indebita” di contenuti editoriali da parte dei grandi aggregatori, che mietono clic, fidelizzano miliardi di utenti, profilano altrettanti miliardi di target pubblicitari ma non riconoscono né restituiscono 1-dollaro/1-euro a chi produce contenuti.
L’Ordine giornalisti studia nuove opportunità di lavoro e di riposizionamento della professionalità degli iscritti.

L’autogoverno dei giornalisti della Lombardia ha inviato agli iscritti una newsletter consuntiva sul 2019, che contiene alcune riflessioni interessanti sull’andamento del mercato editoriale nazionale e sulle iniziative della categoria a riguardo del momento difficile di transizione dal modello informativo tradizionale ad uno completamente diverso, verso il quale gli editori appaiono passivi.

Non siamo con la crisi alle spalle, ma ancora nel mezzo

Inutile nasconderci che l’editoria sta vivendo un decennio infernale, ben lungi dall’essere alle spalle, coinciso con l’esplosione di quella grande fucina di idee e di energie che è il mondo virtuale“, esordisce la nota.

Internet ecosistema ancora senza regole

“Peccato che il web sia però anche un ecosistema senza regole, dove chi è primo (i “big tech”) vince e tutti gli altri perdono, editoria compresa.
La sparizione delle voce “ricavi” dai bilanci delle società editoriali, e la conseguente devastante crisi, è dovuta in larga parte alla incessante “appropriazione indebita” di contenuti editoriali da parte dei grandi aggregatori, che mietono clic, fidelizzano miliardi di utenti, profilano altrettanti miliardi di target pubblicitari ma non riconoscono né restituiscono 1-dollaro/1-euro a chi produce contenuti.

Editori passivi verso non più nuovo scenario

Se a ciò aggiungiamo l’inspiegabile e generale passività degli editori di fronte a questo (non più) nuovo scenario, capiamo l’origine e insieme le cause del disastro che stiamo vivendo sulla nostra pelle di professionisti dell’informazione.
Qualcosa cambierà?

L’importanza della legge sul Copyright europeo

Qualcosa per fortuna è cambiato dal marzo scorso, quando il Parlamento europeo ha approvato la proposta di legge sul copyright – che ripristina il principio secondo cui l’autore/editore va remunerato da chi utilizza il suo prodotto intellettuale – ma il percorso è tutt’altro che compiuto, visto che ora spetta agli Stati recepire la norma e renderla effettiva.

Francia vs Google

La Francia, come aveva promesso, lo ha già fatto, provocando la vibrata reazione di Google (guarda caso) che non indicizza più i giornali e le news editi della federazione editori.
Come andrà a finire nessuno può ragionevolmente prevederlo, ma è chiaro che senza strappi e cambi di rotta il futuro del giornalismo (cioè della libertà) rischia di essere segnato.
Oltralpe lo hanno capito, ma da noi?

Recepimento italiano test per governo “giallorosso”

Il recepimento della legge sul diritto d’autore è un bel test per il 2020 per il governo “giallorosso” , una componente del quale non è notoriamente simpatizzante né per la professione dei giornalisti, tanto meno per gli enti di categoria,
L’urgenza delle urgenze del giornalismo resta comunque il lavoro e la relativa retribuzione.

Le iniziative dell’Ordine lombardo

Nelle more di assestamento (speriamo) del drammatico scenario internazionale, qualcosa all’Ordine dei giornalisti lombardi stiamo cercando di farlo, creando le condizioni per nuove opportunità di lavoro e di riposizionamento della nostra professionalità.
Vanno in questo senso l’accordo stipulato a novembre con l’Unione artigiani di Milano, Monza e Brianza e provincia (vedi più sotto) e altri accordi e percorsi che stiamo definendo con enti pubblici e organizzazioni private di una regione che, in ogni caso, resta leader nella ricerca e nella trasformazione imprenditoriale, anche nel nostro settore. Insieme al Consiglio e a tutti i consiglieri, contiamo di annunciare prestissimo l’esito di questa esplorazione di nuove possibilità“, conclude la nota. (E.G. per NL)

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