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Good news, no news

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Le buone notizie non fanno notizia: i titoli spingono l’utente ad un irrefrenabile istinto, all you can eat, di condivisione a quanti più post possibili”. E’ questo l’allarme lanciato dal commissario Agcom Morcellini intervenuto nei giorni scorsi presso l’aula dei gruppi parlamentari della Camera dei Deputati, al convegno “Dove non arriva la privacy. Come creare una cultura della riservatezza” cui ha preso parte tra gli altri anche la Vice-Presidente dell’Autorità per la protezione dei dati personali.
“L’utente oggi naviga non più nell’infinito oceano della rete ma in uno, due, tre mari appena che sono i social. Non sente più l’esigenza di uscire alla scoperta di mondi nuovi. Qualcosa, però, a partire dallo scandalo Cambridge Analytica sta cambiando. È giunto il momento di investire nuovamente sull’informazione di qualità”.
“Occorre stressare questo risveglio che si sta diffondendo (o almeno affacciando) tra gli utenti della rete nei confronti dell’informazione, investendo in un nuovo rapporto di fiducia, ossia nella qualità e nella professionalità dell’informazione prodotta”, è il monito di Morcellini. Parole sante.