Prosegue l’interminabile partita tra Netflix e Paramount, in corsa per l’acquisizione di Warner Bros Discovery (WBD).
Nei circa trenta giorni trascorsi dal precedente articolo, molti sono stati gli sviluppi, l’ultimo dei quali, piuttosto clamoroso, il 10 gennaio 2026.
Facciamo il punto, consci che non sarà certo quello definitivo – analogamente all’altra telenovela dell’annata, quella della cessione degli asset GEDI)
Sintesi
La battaglia per l’acquisizione di Warner Bros Discovery (WBD) vede Netflix e Paramount Skydance contendersi l’azienda con offerte sempre più competitive.
Netflix ha inizialmente proposto 82,7 miliardi di dollari (27,75 dollari per azione) in una combinazione di contanti e azioni, escludendo però asset lineari tradizionali come CNN, Discovery, TNT e Cartoon Network.
Paramount Skydance, guidata da David Ellison, ha risposto con un’offerta ostile interamente in contanti da 30 dollari per azione che include tutti gli asset (quindi anche quelli lineari snobbati da Netflix, CNN compresa).
Tuttavia, l’offerta di Paramount è stata criticata per la mancanza iniziale di garanzie solide e per basarsi su un trust revocabile, con la garanzia personale di Larry Ellison arrivata solo poco prima di Natale.
In realtà, l’analisi economica rivela che l’offerta Netflix potrebbe essere superiore: escludendo il valore di CNN e degli altri canali lineari (stimati tra 1,33 e 6,86 dollari per azione), l’offerta effettiva di Paramount si ridurrebbe a circa 23-28 dollari per azione, con una media di 25,9 dollari.
Il 20 gennaio Netflix ha rivisto la propria proposta in un all-cash da 27,75 dollari per azione, ottenendo il supporto unanime del board di WBD.
Il mercato teme che l’acquisizione da parte di Paramount, basata su un debito pari a sette volte il profitto combinato delle due compagnie, possa crollare un film già in Italia ai tempi dell’acquisizione di Telecom Italia da parte dei “Capitani Coraggiosi”, dove i debiti dei soci finirono per essere ripagati con gli utili della società acquistata.
Un po’ di storia
Cominciamo con un breve riassunto dei fatti: la vicenda tra Netflix e WBD ha preso il via a dicembre 2025, quando Netflix ha annunciato un’offerta da 82,7 miliardi di dollari per acquisire gli asset di studio e streaming di WBD, valutati a 27,75 dollari per azione, in una combinazione di contanti (23,25 dollari) e azioni Netflix (4,50 dollari).
Niente CNN
L’offerta, punto essenziale, non includeva asset quali la CNN, Discovery, TNT e Cartoon Network, tradizionali canali lineari forse troppo lontani dal core di Netflix. Ritenuti forse destinati, come tutti i canali ex analogici, a perdere rapidamente gran parte del proprio valore.
Le stime degli analisti
Quanto valgono dunque questi asset?
A seconda degli analisti interrogati ed in funzione del periodo di riferimento, questi canali sono valutati tra i 6,2 e i 17,8 miliardi di dollari, equivalenti rispettivamente a 2,41 e 6,5 dollari per azione. Teniamo presente questo numero che ci tornerà utile tra poco.
Paramount Skydance
Abbiamo scritto che la vicenda ha avuto inizio a dicembre 2025; tuttavia, già dal settembre 2025 un’altra società stava cercando di acquisire WBD: si trattava, come sappiamo, di Paramount Skydance che aveva messo sul piatto un’offerta a premio iniziale di 12,54 dollari ad azione, successivamente rivista reiteratamente al rialzo fino agli attuali 30 dollari per azione.
Tutto compreso
Trenta dollari per il tutto, CNN inclusa.
Chi garantisce?
Non è dato sapere esattamente se questa offerta iniziale fosse stata formalizzata – probabilmente si trattava di incontri riservati tra David Ellison (figlio del fondatore di Oracle) e il CEO di WBD David Zaslav.
In ogni caso, l’offerta era stata fortemente criticata da Matt Levine di Bloomberg, che aveva fatto notare come non esistesse nella proposta alcuna garanzia altra che quella dei (non) asset della società shell che avrebbe veicolato l’operazione (un “trust revocabile”).
Sorry, who?
Con il risultato che – in caso gli Ellison avessero cambiato idea e ritirato i fondi dal trust – questa avrebbe potuto rivelarsi insolvente e i due proprietari avrebbero potuto cavarsela con un “sorry, noi non c’entriamo nulla“.
Database Vampire
La cosa non ci aveva meravigliato: il mercato conosce da decenni le pratiche finanziarie di Oracle,, tanto ardite da farla definire “vampiro dei database”. Vampiro, per essere chiari, molto spesso contro i propri stessi clienti.
Garanzia personale
Levine aveva fatto notare come solo una garanzia personale di Larry Ellison (la cui fortuna è stimata in centinaia di miliardi) avrebbe eliminato dubbi sul finanziamento, ma l’uso di un trust revocabile aveva fatto sembrare l’offerta meno solida – un punto che il board di WBD aveva poi usato per accusare Paramount di “ingannare consistentemente” gli azionisti. In ogni caso, la garanzia personale di Larry (il padre: il figlio David, presidente di Paramount Discovery, gioca coi soldi del genitore) era infine arrivata poco prima di Natale.
Ostilità All cash
La nuova offerta era interamente in contanti: veri soldi dati agli azionisti, 30 dollari per azione.
Probabilmente più appetibili rispetto ai 27,5 di Netflix, che erano oltretutto per il 17% costituiti da azioni. Fatto che ha convinto gli Ellison (tramite Paramount) a lanciare un’offerta ostile, sfidando le indicazioni del CEO e del board di WBD: la proposta era indirizzata infatti direttamente ai singoli azionisti.
Quanto vale CNN?
Ma 30 è davvero più di 27,5?
Dipende da quanto si valorizza CNN, considerato che, come abbiamo visto, questa (insieme a Discovery) è esclusa dal deal.
Discovery Global, l’entità che ingloba CNN, Discovery Channel, HGTV, Food Network ecc.), ha oggi un valore complessivo stimato da WBD in una forbice (enorme) tra 3,3 e 17 miliardi di dollari.
Per ciascuna azione questo equivale a un qualunque numero tra 1,33 e 6,86 dollari (su 2,479 miliardi di azioni). Discovery Global ha anche un debito previsto di circa 17 miliardi di dollari che influenza il valore equity netto.
I conti della serva
Escludendo ragionamenti sul debito, proviamo a fare la sottrazione (i numeri sono espressi in USD, dollari USA):
30 – 1,33 = 28,67
30 – 6,86 = 23,14
Dunque, la media tra i due (“la verità sta nel mezzo”, visto che parliamo di conti della serva) è 25,9 dollari. In altre parole, considerato che 25,9 è meno di 27,5, l’offerta di Netflix sarebbe economicamente superiore, oltre a garantire l’indipendenza di CNN che dovrebbe essere quotata al NYSE.
CNN indipendente
Un fatto non secondario: una CNN di proprietà di Ellison non pare essere una prospettiva entusiasmante per i giornalisti, in gran parte anti-Trump, del broadcaster fondato da Ted Turner. E forse, chissà, anche per i telespettatori residui.
Netflix all cash
Arriviamo al 20 gennaio: Netflix annuncia di rivedere la propria offerta in un all-cash da 27,75 dollari per azione, esattamente come Paramount, ottenendo il supporto unanime del board di WBD.

OpenAI
La mossa è dovuta anche al calo del valore delle azioni Netflix (NFLX), ma va fatto notare come entrambe le società hanno in realtà visto il valore delle proprie azioni scendere, come si desume dal grafico a un anno sopra riportato.
Local maximum
Va sottolineato come la proposta di Oracle fosse partita proprio in un periodo di un picco (“local maximum“) corrispondente al mese di settembre 2025.
Partita parallela
E la successiva discesa potrebbe continuare, vista l’esposizione di Oracle stessa ai desiderata di OpenAI nell’altra partita parallela giocata da Ellison, per la quale Oracle si è impegnata in acquisti di un numero smisurato di GPU, anche qui a debito.
E se…?
Il mercato si chiede: cosa succede se WBD finisce nelle mani di Paramount, l’accordo viene siglato ma alla fine non si conclude?
Warner teme che il finanziamento possa crollare: il ragionamento è che un’acquisizione da parte di Paramount si basa su un pacchetto di debito così vasto che non ci vorrebbe molto per spaventare i prestatori Bank of America Corp., Citigroup Inc. e Apollo Global Management Inc. e farli ritirare.
Un debito pari a sette volte il profitto
Il debito lordo, secondo la valutazione degli advisor di Warner, sarebbe infatti post-operazione circa sette volte il profitto combinato delle due compagnie, misurato come utili previsti prima di interessi, tasse, deprezzamento e ammortamento.
Un film già visto
Un film che in Italia abbiamo già visto: basta ripensare all’acquisizione di Telecom Italia da parte dei “Capitani Coraggiosi” (Colaninno, con la benedizione di D’Alema).
Anche in quel caso i debiti con le banche – che avrebbero dovuto essere pagati dai Capitani e da Olivetti – avevano finito per essere rimborsati dagli utili della società acquistata dopo la sua fusione con Olivetti, indebitandola a smisura e distruggendone la capacità di investimento.
Che gli Ellison abbiano studiato questa vicenda tralasciando di leggerne l’epilogo? (M.H.B. per NL)































