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Radio. Bene raccolta nazionale a maggio: +10,7%. Ma su progressivo gennaio-maggio pesano performance negative precedenti. Su locale dominano eventi. Radio deve calarsi nel mondo reale

novembre 2018, eventi, nazionale

L’Osservatorio FCP-Assoradio ha rilasciato in questi giorni i dati relativi al fatturato pubblicitario nazionale del mese di maggio 2019.
Il mezzo Radio registra nei trenta giorni un dato in crescita del 10,7% rispetto al corrispettivo 2018 e un fatturato totale sulla pubblicità nazionale di quasi 40 milioni di euro.
A maggio, tra i mesi più importanti per volume di fatturato, i dati dell’Osservatorio FCP-Assoradio mostrano per il mezzo Radio una crescita a due cifre”, spiega il presidente Fausto Amorese.

Esattamente il +10,7% sul 2018, risultato importante che però viene fortemente ridimensionato nel progressivo gennaio-maggio nazionale, che scende al +2,2% date le precedenti performance negative. “Altro fattore da sottolineare è l’aumento del prezzo medio della tabellare, segno del valore riconosciuto al mezzo dagli investitori pubblicitari”, ricorda ancora Amorese.
“A maggio incrementi importanti per diversi settori, tra i quali Automobili, Turismo/Viaggi, Telecomunicazioni, Gestione casa, Cura persona. Infine da segnalare nel mese la crescita record della componente extra tabellare (eventi e sponsorizzazioni)”, conclude il presidente di FCP Assoradio.

Sul fronte locale, invece, secondo i dati dell’Area Economica di Consultmedia (struttura di competenze a più livelli collegata a questo periodico che assiste 250 imprese radiotelevisive), il comparto rimane estremamente più fragile rispetto al nazionale, con difficoltà più o meno dovunque, anche se più marcate, come prevedibile, al Centro e soprattutto e al Sud.
“Lato tabellare la situazione è fortemente critica – spiega Giovanni Madaro, economista di Consultmediacon la Radio locale che soffre la forte concorrenza della pubblicità web, social in particolare, anche se comincia ad intravedersi anche qui una certa propensione al ritorno di alcuni storici clienti.

Tuttavia in quasi tutti i casi di bilanci positivi, a far la differenza è sempre l’attenta politica allo sviluppo dell”area eventi esterni. Anche perché si tratta di un comparto che risente meno, se non per nulla, della concorrenza appunto di Internet. In questo senso, secondo noi, la Radio in generale ha ancora molte potenzialità a esprimere. A condizione di ricordare che il suo punto di forza è appunto quello dell’engagement. Insomma, occorre non confidare eccessivamente nel mondo virtuale ma di calarsi in quello reale, conclude Madaro. (E.G. per NL)