Radio-Tv, pubblicità. Si tirano le somme degli effetti del lockdown Covid-19. Tv: – 30,9% a marzo e -45,5 ad aprile. Radio: -41,6 a marzo e -77,8 ad aprile

antenne radio tv lockdown covid-19

L’impatto del lockdown Covid-19 sui media radiotelevisivi: ascolti in crescita per la tv; resilienza radio dell’81%. Ma pubblicità nazionale cade in picchiata per entrambi. Anche se per la televisione la situazione è decisamente meno grave.

Ascolto Tv aumentato del 37,1% a marzo ed aprile 2020

Nel periodo che va dal 9 marzo – 3 maggio 2020 (lockdown Covid-19), la televisione ha guadagnato in media 3,8 milioni di ascoltatori nell’intera giornata, l’ascolto medio della televisione è cresciuto del 37,1% rispetto al medesimo periodo del 2019 (Fonte Auditel).

Contrazione degli investimenti tra 30,9% (marzo) e 45,5% (aprile)

Nonostante questo, il mercato tv ha registrato una contrazione degli investimenti pubblicitari quasi speculare, – 30,9% nel mese di marzo (-110,6 milioni di euro) tuttavia a livello di investimenti pubblicitari, rispetto a marzo 2019 e del 45,5% (-142,2 mln di euro) in aprile 2020 (Fonte Nielsen). La Televisione nei primi due mesi dell’anno aveva registrato un risultato positivo +2,0% rispetto al primo bimestre 2019.

Radio: lockdown Covid-19 ha ridotto ascolto ad aprile e maggio del 17%

L’emergenza sanitaria ha fortemente condizionato le abitudini dei radioascoltatori, a partire dagli effetti immediati sugli ascolti in mobilità (il 67% della popolazione ha utilizzato meno l’auto, il 30% della popolazione non si è recato più al lavoro fuori casa (fonte GFK/TER). Gli ascolti in mobilità pesano per oltre il 60% del totale, l’impatto sugli ascolti delle radio nel lockdown è stato pertanto forte -17% l’ascolto medio.

Calo compensato da crescita tempo medio ascolto. Ora più variegata modalità fruizione per device

Tuttavia tale calo è stato compensato dalla crescita graduale del tempo medio di ascolto (+11% negli ultimi 7 giorni di monitoraggio), in nuove fasce giornaliere e su tutti i terminali di accesso alla radio, aumentati in varietà e modalità di fruizione. La radio è stata resiliente, l’81% degli ascoltatori della radio prima del lockdown hanno continuato ad ascoltarla anche dopo.
A questo si è aggiunto un 2,4% di nuovi contatti, anche in nuovi target, spesso giovani.

Drammatica diminuzione degli investimenti: -41,6% a marzo e -77,8% ad aprile

A livello di investimenti pubblicitari (Fonte Nielsen), il mercato radio ha registrato una contrazione del 41,6% nel mese di marzo (-16,2 milioni di euro) e una debacle, -77,8% (-29,2 mln di euro) in aprile 2020. I primi due mesi del 2020 avevano visto un aumento di 2 cifre degli investimenti pubblicitari sulla radio, mezzo cresciuto per 5 anni consecutivi.

Siddi: con lockdown Covid-19 radio e tv hanno dimostrato l’importanza del loro ruolo

I dati di cui sopra sono stati esposti da Franco Siddi, Presidente di Confindustria Radio Tv all’audizione sull’impatto dell’emergenza epidemiologica Covid-19 nei settori beni e attività culturali, che si è svolta presso la Commissione VII, Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport del Senato, che si è svolta in remoto (vedeoconferenza).

“Confindustria Radio TV ha portato all’attenzione del Presidente del Consiglio le problematiche del settore, sottolineando in particolare il servizio essenziale per la comunità svolto dal sistema radiotelevisivo con responsabilità professionale. Il Presidente del Consiglio in più occasioni, anche di recente, ha riconosciuto il sacrificio e il valore dell’attività di tutti i media soprattutto in questa fase. E’ necessario che dai riconoscimenti si passi alle azioni: radio e tv tale attività possono svolgerla in quanto imprese economiche organizzate secondo principi industriali e commerciali, al pari di tutte le altre aziende operanti nei settori produttivi, purché sia dato loro spazio per crescere, innovare, competere”, ha spiegato Siddi. (E.L. per NL)

foto antenne di Floriano Fornasiero

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