Tasto dolente

tasto, telecomando

Questione di tasto. Nella sua audizione alla Camera sulla riforma del TUSMAR, Stefano Selli, responsabile dei rapporti istituzionali di Mediaset, ha dedicato la quasi totalità dei 6 minuti a disposizione (cfr. video dal minuto 22, 30) ad un tasto dolente: quello del telecomando.

Il tema, da noi ampiamente trattato, è quello della sempre più ingombrante presenza, sui tasti del telecomando delle smart tv, delle icone di Netflix, Prime Video, Youtube, Disney, Rakuten. Un modello di fruizione che rischia di cambiare le abitudini degli utenti e mandare in pensione anzitempo la selezione attraverso numeri (LCN).

Chi non viene toccato muore

Non esserci, ha spiegato il portavoce di Mediaset, rischia di penalizzare fortemente i broadcaster e quindi necessita un intervento regolamentare per disciplinare la questione a monte, cioè sui produttori di televisori.

Tasti delle discordia

Argomento non facile, visto che si tratta di agire a livello mondiale, considerata la natura internazionale delle linee di produzione, dove RAI e Mediaset sono viste come tv locali, nel senso di contenuti di interesse solo per un paese (o poco più). D’altra parte, sarebbe difficile (anche se non impossibile) ipotizzare la realizzazione di linee di telecomandi nazionali con tasti diversi per ogni territorio.

armonizzazione - Tasto dolente

Nuovi marchi in coda

Eppoi c’è il problema degli altri marchi: nuovi prodotti che dovessero affacciarsi sul mercato come potrebbero essere inseriti su telecomandi già esistenti? Dovrebbero attendere la sostituzione del parco tv, cioè un periodo da 5 a 10 anni. Senza parlare delle “altre tv”, non necessariamente minori, comprese quelle locali, per le quali non vi sarebbe altra scelta che un tasto generale per accedere ad un menu dedicato.

La voce del padrone

E quand’anche si propendesse, come pare inevitabile, per la soluzione trasversale del telecomando vocale, andrà disciplinata la gestione dei nomi, considerate le difficoltà che abbiamo già misurato nell’interazione con gli smart speaker, che spesso faticano ad identificare marchi omonini o parzialmente sovrapponibili, dalla pronuncia non univoca (si pensi a marchi con pronuncia sia inglese che italiana).

Modelli superati

Insomma, ancora una volta il mercato ha superato il legislatore, tutto preso a disciplinare modelli televisivi (DTT, LCN, tv lineare) che a breve non esisteranno più

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