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Tv & Pubblicita’. 2,3 mld di investimenti totali che non danno gli stessi frutti: bene La7, Discovery e Mediaset, male Rai e Sky

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Rai e Sky

La raccolta pubblicitaria televisiva, nei primi otto mesi del 2018, risulta in calo per Rai e Sky.
Secondo stime di mercato riportate dal quotidiano Italia Oggi, che confronta l’arco temporale gennaio-agosto 2018 con il medesimo periodo dello scorso anno, il valore complessivo delle entrate di advertising ammonta a 2,318 mld di euro, contro i 2,283 mld dell’anno passato, registrando quindi un +1,5%.
Ma, nonostante il miglioramento complessivo, gli investimenti non hanno portato risultati positivi per tutte le reti. La tv di stato, occupando una quota del 19,5%, si trova in ribasso per quanto riguarda la pubblicità, avendo fatto segnare un -4% rispetto al periodo gennaio-agosto del 2017. La Rai già lo scorso anno si trovava in discesa rispetto al 2016, ma ora il calo si rivela più brusco. Sky, invece, che detiene il 12,2% scende di un punto percentuale.

Tra le reti televisive in positivo – a differenza di Rai e Sky – il primato è sicuramente di Mediaset. Il Biscione sale del 4% rispetto allo scorso anno, per un valore totale di 1,334 mld: risultato ottenuto, soprattutto, grazie agli spot in onda durante la trasmissione in esclusiva in chiaro dei Mondiali di calcio in Russia.
L’azienda di Cologno Monzese controlla così il 57,5% del mercato della pubblicità televisiva a fronte di uno share che, in media, resta sempre vicino o superiore al 30%: guardando i dati ufficiali Auditel, si può notare un 30,4% a gennaio 2018, un 32,5% nel mese di giugno e un 26,5% a luglio.

Tra le emittenti sui gradini più alti del podio si trovano anche La7 e Discovery.
La prima, vede in aumento la raccolta pubblicitaria del 2,6% rispetto al periodo in analisi del 2017, salendo da 95,589 a 98,122 mln di euro e vale il 4,2% del mercato, mentre la raccolta pubblicitaria di Discovery cresce dell’1,8% e si trova nella condizione, ormai stabile, di possedere il 6,4% della quota di mercato: risultato sicuramente importante a fronte degli ingenti investimenti fatti dalla media company sui propri canali. (D.D. per NL)