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Tv & Pubblicita’. Raccolta Viacom positiva. Romano: “Non puntiamo ad allargare il nostro portafoglio perche’ 14 canali sono gia’ tanti”

Viacom e Paolo Romano

La raccolta pubblicitaria della concessionaria captive del gruppo tv Viacom, Vimn (Viacom International Media Networks) è in crescita del 36% rispetto allo  scorso anno.
Buon risultato nel mercato kids sia su piattaforma DTT che satellitare: i canali Nickelodeon, Nick Junior, TeenNick, Pop e Super! arrivano a raccogliere il 13% in più rispetto all’esercizio 2017. Meglio ancora gli altri canali targati o solo commercializzati da Viacom: Mtv, Comedy Central, Paramount Channel, Spike, Vh1, Cine Sony, Radio Italia tv e Deejay Tv nel 2018 raccolgono infatti il 48% in più rispetto all’anno precedente.
Con questi dati la società guidata da Paolo Romano, con un bouquet composto da 14 reti televisive e 500 clienti investitori attivi, si colloca appena al di sotto del network di Urbano Cairo, proprio tra le concessionarie pubblicitarie più ricche d’italia.

Il direttore ha così commentato sulle pagine di Italia Oggi la positiva situazione della concessionaria: “Nell’esercizio 2019 non puntiamo ad allargare il nostro portafoglio di mezzi, poiché 14 canali sono già tanti e siamo soddisfatti della copertura dei vari target. Vogliamo concentrarci sulla valorizzazione dei nostri ascolti, perché, guardando alla quantità ed alla qualità dell’audience, riteniamo di essere ancora in credito rispetto alle logiche del mercato.”
Dalle dichiarazioni rilasciate si evince, quindi, che non ci saranno – almeno nel breve periodo – nuovi canali Viacom.

Romano si è poi soffermato sull’avvento delle applicazioni per Smart tv, app che potrebbero via via sostituire i canali: “La verità assoluta non ce l’ha nessuno. Di sicuro ci sono due capisaldi: la qualità del prodotto e la forza del brand e su questi fronti, noi di Viacom siamo tranquilli. Credo che comunque la tv lineare durerà ancora per tantissimi anni, e che le piattaforme di contenuti in streaming accetteranno sempre di più la pubblicità, così come accaduto in passato con la pay tv”, ha concluso il manager, confermando ciò che sta già accadendo su alcune piattaforme SVOD, nelle quali l’adv si sta gradualmente ritagliando uno spazio sempre maggiore. (P.G. per NL)