DTT. Persidera a Giorgetti: no a revisione della roadmap senza obbligo Mpeg4. Sarebbero danneggiati solo fornitori di contenuti indipendenti

revisione della roadmap

Persidera: “Qualsiasi eventuale revisione della Roadmap da parte del MISE, non dovrebbe modificare l’obbligo dell’adozione degli standard, previsti dall’attuale decreto, proprio a tutela del fondamentale principio del pluralismo dell’offerta radiotelevisiva”. Senza obbligo Mpeg4 Persidera “registrerebbe un deficit di capacità trasmissiva disponibile di notevole entità, pari a circa 28 Mbps (- 28%)”.

Help Giorgetti

Il network provider Persidera non ci sta alla revisione della roadmap con lo spostamento delle date per l’inizio del processo di switch-off nell’ambito del refarming della banda 700 MHz. E chiede, oltre all’intervento del ministro allo Sviluppo Economico Giorgetti, l’interessamento di Agcom e Agcm. Anche eventualmente adottando provvedimenti cautelari.

Agosto, revisione della roadmap non ti conosco

L’agosto del ministro allo Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti e della sottosegretaria al discastero Anna Ascani è caldissimo. Sul loro tavolo, oltre ai problemi eredati dalla cattiva gestione del processo di migrazione dal digitale televisivo terrestre di prima generazione a quello di seconda, c’è l’incandescente tema della revisione del TUSMAR con le istanze contrapposte delle grandi e piccole emittenti radiofoniche.
Cui si aggiunge, ora, la lettera del network provider puro Persidera, che, insieme ai fornitori di servizi di media audiovisivi trasportati sui suoi mux, si oppone alla revisione annunciata della roadmap. O quantomeno ad una parte di essa.

Agcm e Agcom per quanto di competenza

Una nota, come anticipato, inviata in copia anche all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato “affinché valutino l’adozione di misure, anche in sede cautelare, per tutelare il pluralismo e la concorrenza nel mercato delle reti e dei servizi audiovisivi che verrebbero messi in grave rischio dall’adozione del provvedimento in esame”.

Repetita iuvant

Non si tratta di una novità, invero: Persidera aveva già esplicitato la propria posizione fortemente critica sulla paventata revisione della Roadmap con lettera datata 08/06/2021,  “auspicando che il Ministero dello Sviluppo Economico provveda alla tempestiva attuazione della Roadmap di cui al decreto del 19/06/2019. Secondo Persidera, “Il rispetto del calendario approvato nel giugno 2019 è cruciale al fine di garantire la certezza del quadro normativo e regolatorio afferente la delicata fase di conversione delle risorse frequenziali e di passaggio tecnologico riguardante il mercato della televisione digitale
terrestre”.

I rischi della revisione della roadmap. Anzi, le certezze della mancata adozione dell’obbligo di passaggio di formato

Secondo il network provider indipendente Persidera, “la mancata certezza del passaggio al DVB-T2 (contestualmente allo spegnimento della banda 700 MHz legato all’attivazione delle nuove reti in digitale terrestre) così come l’assenza dell’adozione obbligatoria e generalizzata dell’MPEG-4 nel periodo transitorio della Roadmap:
1) metterebbe a repentaglio lo stesso upgrade al nuovo standard trasmissivo,
2) produrrebbe di fatto una riduzione significativa della capacità disponibile per i servizi media audiovisivi con l’aumento dei prezzi dei servizi di banda a scapito delle radio e delle televisioni non verticalmente integrate;
3) comporterebbe il rischio di spegnimento di programmi e servizi propri della televisione gratuita e il mancato sviluppo dei programmi in alta definizione e dei nuovi servizi interattivi quanto sopra a tutto danno del sistema radio televisivo gratuito e in ultima istanza degli utenti.

I conti della serva

Sul piano pratico, facendo riferimento alla situazione di Persidera, “alla luce della recente assegnazione del diritto d’uso generico per il Lotto P2 da ½ multiplex di capacità trasmissiva (Determina MISE del 2 luglio 2021) Persidera al 1 luglio 2022 potrà disporre di tre multiplex. Nel caso in cui non vi sia alcun obbligo di adozione del DVB-T2, la capacità disponibile sui 3 multiplex in DVB-T sarà pari a 74 Mbps circa. Persidera attualmente ha banda impegnata (in esercizio o opzionata) per 121 Mbps circa”.

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Con revisione della roadmap obbligo formato perdita secca di 28 Mbps

“Tenendo conto degli impegni contrattuali con i broadcaster (vigenti e potenzialmente rinnovabile oltre giugno 2022 ove vi fosse banda disponibile), a giugno 2022 la previsione di banda si ridurrebbe a circa 103 Mbps. Di conseguenza Persidera registrerebbe un deficit di capacità trasmissiva disponibile di notevole entità, pari a circa 28 Mbps (- 28%) che si tradurrebbe nello spegnimento di canali televisivi e/o di minore qualità nella trasmissione di alcuni canali televisivi in onda.

Sperequazione

La scarsità di banda digitale terrestre avvantaggerebbe ancora una volta gli operatori verticalmente integrati (RAI, Mediaset e Cairo) a discapito di chi come Persidera ha veicolato fino ad oggi, con una copertura capillare a livello nazionale, servizi di alta qualità alle radio e alle televisioni italiane contribuendo così all’apertura del mercato televisivo in digitale terrestre e all’introduzione del pluralismo dell’offerta radio-televisiva a vantaggio dei consumatori italiani.

Eliminazione obbligo Mpeg-4 avvantaggerebbe solo RAI, Mediaset e Cairo

L’eliminazione dell’obbligo dell’Mpeg-4 all’avvio del processo di refarming (attualmente stabilito al 1 settembre 2021), avvantaggerebbe ancora una volta i broadcaster verticalmente integrati con gli operatori di rete del proprio Gruppo di riferimento, che potrebbero scegliere di utilizzare la banda disponibile per “riproteggere” i propri canali trasmettendoli in simulcast sia in Mpeg-2 che in Mpeg-4 ed evitare così di perdere audience.

Data certa

Vi sarebbe quindi un gap tra la capacità di cui possono disporre i broadcaster integrati e quella a disposizione dei broadcaster non verticalmente integrati con un evidente squilibrio competitivo a
danno di questi ultimi.
Invece, il mantenimento del passaggio obbligatorio prima all’Mpeg-4 con data certa per tutti gli operatori a partire dall’inizio del refarming e poi al DVB-T2 al 30 giugno 2022, permetterebbe di mettere tutti i player del mercato sullo stesso piano, senza favorire gli operatori maggiori e verticalmente integrati e garantire una transizione efficiente al nuovo PNAF senza mettere a rischio il pluralismo radiotelevisivo con particolare riferimento ai canali free-to-air.

Valutiamo revisione Roadmap, ma non prescidendo dall’obbligo di adozione degli standard

Pertanto qualsiasi eventuale revisione della Roadmap da parte del MISE, non dovrebbe modificare l’obbligo dell’adozione degli standard, previsti dall’attuale decreto Roadmap proprio a tutela del fondamentale principio del pluralismo dell’offerta radiotelevisiva”.

Pluralismo e dinamiche concorrenziali

Persidera ha inviato la propria opposizione alla revisione della roadmap ad Agcom e Agcom, “in quanto il contributo delle suddette Autorità è, ad avviso della scrivente, di fondamentale importanza, al fine di scongiurare gli effetti negativi sul pluralismo radio televisivo e sulla dinamica concorrenziale che la prospettata revisione delle norme esistenti, con lo spostamento temporale non definito in modo certo dell’obbligo dell’adozione degli standard Mpeg-4 e DVB-T2 assieme alla confermata riduzione delle risorse frequenziali della Banda 700 MHz, prevista per il 30 giugno 2022, potrebbe comportare e tutelare il diritto dell’utenza di continuare a fruire di un’ampia scelta di servizi radiotelevisivi, in particolare di servizi free-to-air in digitale terrestre che sono predominanti nel mercato dei media nazionali”, conclude la nota del network provider. (M.L. per NL)

foto antenne di Floriano Fornasiero

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