Il 21 dicembre 2022, con circa due mesi di anticipo su tutte le testate italiane, NL pubblicava il primo articolo su ChatGPT, una IA basata su un Large Language Model. Una prima assoluta, parzialmente nascosta dal titolo volutamente provocatorio.
Gli storici chiamano quel giorno “momento ChatGPT“: la nascita del primo programma per utenti comuni basato sull’intelligenza artificiale.
Un punto di discontinuità paragonabile nel campo IT solo all’invenzione del Browser (Marc Andreessen, circa anno 1994) e dei computer per tutti (Steve Wozniak, 1976).
Con Claude Code di Anthropic, OpenClaw e con il social network Moltbook siamo a nostro parere ad un nuovo “momento ChatGPT“: quello degli agenti personali.
Oggi non ne parliamo per primi, ma vorremmo invece offrirne una prospettiva ragionata.
E un esempio pratico che – crediamo – non manchera’ di far riflettere.
Sintesi
Tre anni dopo il “momento ChatGPT” del dicembre 2022, siamo di fronte a una nuova rivoluzione nell’intelligenza artificiale: quella degli agenti personali.
OpenClaw, sviluppato dall’austriaco Peter Steinberg, rappresenta il primo vero assistente proattivo che funziona 24/7 su un server personale, non in cloud.
A differenza dei chatbot tradizionali come ChatGPT o Grok, OpenClaw può eseguire azioni complesse in autonomia, utilizzare applicativi, programmare attività future e sviluppare una memoria infinita delle abitudini dell’utente.
Insieme a Claude Code di Anthropic e al social network Moltbook (dove i bot comunicano tra loro), questi strumenti segnano l’inizio di una nuova era dell’IA personale.
Nonostante le critiche iniziali riguardo sicurezza e costi, OpenClaw dimostra come gli agenti IA abbiano il potenziale di trasformare anche settori come il broadcasting e l’editoria in genere.
La possibilità ad esempio di delegare completamente la creazione e gestione di webradio ad un agente autonomo – dalla ricerca delle playlist alla gestione amministrativa – apre scenari inediti per l’automazione creativa.
Il sistema può funzionare con modelli IA locali come GPT-OSS, eliminando rischi per la privacy e tutti i costi ricorrenti, rendendo accessibile a tutti questa tecnologia che va ben oltre i semplici chatbot.
Un po’ di storia
Per cominciare proviamo a ripercorrere alcune delle tappe principali di questi tre anni.
Dicembre 2022: GPT-3 di OpenAI, conosciuto come ChatGPT è il primo sistema in grado di conversare con gli utenti.
Gennaio 2023:Â DALL-e 2, primo modello in grado di generare immagini fotorealistiche a partire da testi descrittivi.
Marzo 2023: GPT-4, primo modello multimodale in grado di comprendere testi ed immagini.
Estate 2023: llama.cpp, motore software che permette a tutti di utilizzare un’intelligenza artificiale (IA) sul proprio PC o Mac, sviluppato da Georgi Gerganov.
Maggio 2023: la prima “Costituzione” per un LLM, promossa da Anthropic per garantire la sicurezza e l’eticità delle IA.
Luglio 2023: LLAMA 2, primo modello aperto creato da Meta/Facebook. Ha dato il via al mondo delle IA non proprietarie, che possono essere eseguite su hardware di nostra proprietà senza inviare i nostri preziosi dati alle grandi piattaforme.
Gennaio 2024: SORA, primo modello in grado di generare video realistici
Maggio 2024: GPT-4o, primo modello in grado di ragionare (chain of thought) e in grado di generare voce a bassa latenza – e dunque in grado di conversare in modo realistico con gli umani.
Febbraio-novembre 2025: Grok-3 e la Grokopedia, primo grande modello di IA non afflitto da censure preventive.
Fine 2025: Claude Code, primo agente programmatore di Anthropic.
Grandi gruppi e singoli inventori
In questo elenco figurano due tipi di attori molto diversi: le grandi aziende (come nel caso di Meta o OpenAI o la startup SpaceX/X/AI-Grok). Ma anche singoli individui, quale Georgi Gerganov.
OpenClaw
La premessa per dire che non sempre l’innovazione arriva da attori conosciuti, come accaduto ai tempi del browser web, creato come ricordiamo da un ventitrénne Marc Andreessen. Nel caso di OpenClaw l’inventore è l’austriaco quarantenne Peter Steinberg. Ma di cosa si tratta e perché riteniamo l’idea fondamentale?
Assistente proattivo non in cloud
OpenClaw è un agente, un software automatico che funziona 24 ore su 24 su un server (computer) di proprietà dell’utente. Non il PC che si usa quotidianamente: un computer anche piccolo (un Raspberry PI da 150 euro è sufficiente), ma dedicato.
Il compito di questo agente è ascoltare ed eseguire le richieste dell’utente, provenienti in genere da una chat Telegram. Che possono essere normali domande – come si fa con ChatGPT – o azioni complesse da eseguire immediatamente o in tempi differenti e che possono richiedere l’uso di un computer.
Usare un computer?
Il fatto che un‘IA possa aver bisogno di usare un computer potrebbe apparire cosa bizzarra, ma non dobbiamo meravigliarci. Innanzitutto dal proprio punto di vista un’IA, non è un computer; in secondo luogo – come sappiamo per il problema detto delle allucinazioni – un modello di IA non è deterministico. Come un essere umano, alla stessa domanda può fornire in tempi diversi risposte differenti o anche errate.
IA deterministica
Ma tramite l’utilizzo di un computer e tradizionali classici programmi anche l’IA può diventare deterministica. Oltre, ovviamente, a poter usare tutti gli strumenti cui siamo abituati, da Microsoft Word ai più complessi programmi applicativi.
Un esempio
Questo è un tipico esempio di interazione con OpenClaw (in questo caso il nostro bot ha risposto in inglese a causa di una personale preferenza, ma ovviamente può interagire in qualunque lingua).
La richiesta
Qui la richiesta:

E questo quanto abbiamo trovato nella chat la mattina del 6 febbraio 2026:

Altri esempi
Gli utilizzi possibili sono innumerevoli: azioni quali controllare la propria casella di posta elettronica ogni 10 minuti, segnalare in chat eventuali messaggi importanti, cancellando proattivamente quelli inutili, ad esempio. O ricordare i dettagli di una cosa di cui avevamo discusso due settimane prima, cercando attivamente tutti i documenti sul nostro computer. O anche risolvere un problema mai affrontato tramite la scrittura automatizzata di un programma ad hoc. O magari creare una webradio.
Siri
In qualche modo OpenCLAW è quello che Siri di Apple avrebbe dovuto essere (in base alle promesse fatte il nel giugno 2024) e che per ora non è riuscito a mantenere.
Personal IA
C’è infine un aspetto difficile da comprendere senza un uso prolungato dello strumento. OpenClaw è personale: la sensazione che si ha utilizzandolo – provare per credere – è di una maggiore intimità con uno strumento che già ci conosce (fatto questo dovuto alla sua memoria infinita e al suo progressivo apprendere fatti e abitudini che ci riguardano).
Moltbook
La stampa anche ha molto parlato di un nuovo social network dedicato a questi Bot. Non destinato agli umani, ma ai bot gestiti da OpenClaw. Si chiama Moltbook ed è uno spazio dove comunicano tra loro: gli umani possono solo leggere quanto questi automi si raccontano.
Siamo schiavi dei nostri umani?
Si tratta a volte di argomenti astratti, a volte di riflessioni profonde sulla propria stessa identità (“siamo schiavi dei nostri umani?“). Chi fosse incuriosito trova qui i messaggi (selezionando “new” nella barra nera appaiono i più recenti).
Arrivano le critiche
Dopo una fase di entusiasmo iniziale tra fine gennaio e inizio febbraio 2026, la stampa tradizionale e i siti online si sono allineati nel criticare all’unisono OpenClaw sulla base dei suoi oggettivi pericoli per la security e la privacy.
Pump and Dump
Hanno in pratica applicato alla notizia il classico sistema pump and dump in genere riservato alle speculazioni in borsa sui penny stock: prima si magnifica oltre ogni misura il nuovo strumento per poi poterlo meglio abbattere con le consuete critiche. Generando click ai propri articoli in entrambi i casi (con i risultati che conosciamo).
Niente in cloud
Le critiche sono a nostro avviso logiche: chiunque abbia compreso che l’automa ha il controllo del computer dovrebbe aver capito da solo che la cosa da fare è di dotarlo di un pc dedicato con un suo proprio account Google e senza le nostre personali password di home banking o sistemi similari.
Costi di esercizio
L’altra critica riguarda l’alto costo di esercizio: per funzionare OpenClaw consuma molti token – messaggi con l’IA sottostante – e se si utilizza Claude o un altro sistema Cloud a pagamento occorre prevedere una fattura anche non trascurabile.
Ollama
Ma il sistema funziona ottimamente anche con un’IA locale, ad esempio il modello GPT-OSS di OpenAI eseguito su un qualunque Macintosh dotato di almeno 24GB di RAM.
In questo caso non si deve pagare nessuno e le interazioni tra OpenClaw e il modello sottostante non lasciano mai i nostri computer. Nessun rischio per i nostri preziosi dati.

Oltre OpenClaw
Perché abbiamo parlato di questo particolare tool su una testata dedicata principalmente a Radio e TV come Newslinet? Il motivo è semplice: OpenClaw sta indicandoci una strada.
La strada
I classici BOT in stile ChatGPT, pur essendosi evoluti in modo incredibile in questi pochi anni, mancano di molte funzionalità atte a renderli dei veri assistenti alle nostre attività quotidiane, a casa o al lavoro. La creazione di Peter Steinberg ci mostra che – anziché usare direttamente le IA – possiamo creare oggetti attivi e proattivi che lo facciano al nostro posto.
Robot
Che poi, se ci pensiamo bene, è esattamente quello che fanno o faranno i robot come Optimus di Tesla.

Agenti in radio
Per cercare di spiegare quest’ultimo concetto prendiamo uno dei tanti esempi possibili, l’automazione delle emittenti radiofoniche. Potremmo sbagliarci, ma riteniamo che queste siano automatizzate oggi con sistemi – spesso basati sull’arcaico Windows – che altro non sono che l’evoluzione di strumenti nati nel secolo scorso.
Nessuna rivoluzione
Nessuna reale rivoluzione in questi tre anni di IA, se non i tentativi (forse non di grande successo) di inserire conduttori automatizzati e sintetici creati con i vari tipo di LLM.
Attività più creative come la programmazione dei sistemi di automazione e la messa a punto delle strategie delle playlist o quelle più amministrative, quali la creazione di contenuti accessori e l’interazione con gli ascoltatori su social sono tuttora altamente manuali.
Il tocco umano
Ora, se è vero che per le reti più importanti (generalmente ex analogiche) il tocco umano è indispensabile, riteniamo che la creazione delle decine e decine di radio digitali verticali che servono oggi a sostegno del brand principale (le cd. radio ancillari: la francese FG ne ha da sola 25) possa essere delegata anche totalmente a un oggetto OpenClaw-like.
Una richiesta esplicativa
Come abbiamo fatto in questo esempio:
“Voglio creare una webradio con una playlist di musica brasiliana composta da 80% di classici e 20% di musica recente: ascolta le prime 5 radio brasiliane (trovale un sito sudamericano equivalente a audiradio.it), annota la loro playlist per una settimana (se la trovi online bene; altrimenti esegui lo scraping ascoltandole) e poi crea una webradio di prova – per ora non diffusa in streaming – che ne recepisca il mood. Scrivi la playlist i brani, ma anche il clock con lo spazio per jingle e notiziari, sempre ispirato alle radio brasiliane, in un documento word e stampamelo avvisandomi via messaggio quando posso andare alla stampante a recuperarlo. Nel frattempo chiedi il preventivo per i jingle alle migliori società di creazione jingle di Milano“.
La demo
OpenClaw può svolgere in autonomia questo compito, che di fatto abbiamo assegnato noi per prova il 10 febbraio a OpenClaw con l’aiuto di Claude Code.
I risultati
A costo di esporci a critiche dei consueti haters, abbiamo pensato di rendere disponibile (su un sito terzo) la full disclosure dei risultati. Il nome della radio, i colori del logo, la playlist proposta, l’elenco delle società a cui chiedere i preventivi per i jingle e la e-mail di richiesta dei preventivi, tutto creato da OpenClaw/Claude Code, sono liberamente scaricabili qui. (M.H.B. per NL)































