L’Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) ha definito la procedura di attribuzione delle (nuove) concessioni radio FM per la diffusione di programmi radiofonici in Svizzera nel periodo 2027-2034.
La SSR (la radio pubblica svizzera) e le emittenti radio private con mandato di prestazioni potranno, su richiesta, continuare a utilizzare le frequenze attuali, mentre le restanti saranno riattribuite.
Resta fermo un principio chiave: la diffusione FM continua a essere volontaria (ma deve avvenire in simulcasting DAB).
In caso di domande concorrenti sulle stesse frequenze, sarà effettuata un’asta.
Sintesi
L’Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) ha definito la procedura per il rilascio delle nuove concessioni radio FM per il periodo 2027-2034, confermando un approccio flessibile alla transizione digitale (DAB-IP).
La SSR e le emittenti con mandato di prestazioni potranno continuare a utilizzare le frequenze attuali su richiesta.
Le altre frequenze saranno riattribuite o messe a concorso, anche attraverso cluster aperti a tutti gli operatori.
Resta centrale il principio della volontarietà della diffusione FM, con eventuali aste in caso di domande concorrenti.
La riforma nasce dalla decisione del Parlamento di consentire la prosecuzione della diffusione analogica oltre il 2026.
È garantita una riserva di spettro per il servizio pubblico, a tutela della continuità informativa.
Il sistema prevede costi di accesso e tasse differenziate, con esenzioni per le emittenti con mandato pubblico.
Sono stabilite anche condizioni tecniche precise, tra cui l’obbligo di diffusione parallela in DAB+.
Le concessioni risultano flessibili e revocabili, adattandosi alle esigenze del mercato.
Nel complesso, emerge un modello che combina continuità analogica e sviluppo digitale, bilanciando innovazione e sostenibilità.
La base politica: apertura alla FM oltre il 2026
Nel dicembre 2025, il Parlamento svizzero ha deciso di rendere possibile la prosecuzione della diffusione radiofonica in FM anche dopo la scadenza delle concessioni nel 2026.
Su incarico del Dipartimento federale competente, l’UFCOM (il regolatore delle comunicazioni elvetico) ha quindi elaborato il nuovo assetto concessorio 2027-2034, basandosi sulla durata delle concessioni attuali e garantendo una transizione ordinata.
Continuità per servizio pubblico e radio concessionarie
La SSR e le 25 emittenti concessionarie con mandato di prestazioni potranno mantenere l’uso delle frequenze nella rispettiva area di copertura, previa presentazione di apposita domanda.
Le frequenze non assegnate entro la fine del 2026 saranno invece messe a concorso nel 2027, assicurando così una gestione dinamica dello spettro.
Cluster di frequenze e apertura al mercato
Le frequenze FM finora utilizzate da operatori senza mandato di prestazioni saranno offerte sotto forma di pacchetti (“cluster”), accessibili a tutte le emittenti interessate.
L’UFCOM prevede la pubblicazione dei cluster disponibili nella primavera 2026, con possibilità di candidatura fino a fine giugno. In caso di pluralità di richieste per uno stesso cluster, si procederà a un’asta nell’autunno 2026.
Riserva di spettro per il servizio pubblico
La procedura garantisce che una parte significativa dello spettro resti riservata ai programmi di servizio pubblico, consentendo alle relative emittenti di continuare a trasmettere anche in tecnologia analogica.
Si tratta di una scelta che evidenzia il ruolo della radio analogica come strumento complementare nella fase di transizione digitale (da intendersi come DAB+ e IP).
Attuazione della mozione parlamentare
Con questa impostazione, l’UFCOM dà attuazione alla mozione 25.3950, che prevede una nuova gara pubblica per le concessioni FM a partire dal 1° gennaio 2027.
Il quadro normativo risultante si caratterizza per una combinazione di continuità e apertura competitiva.
Costi di accesso: tassa amministrativa e criteri di calcolo
Per la partecipazione alla procedura è prevista una tassa amministrativa unica, calcolata su base oraria (210 franchi/ora), con un importo indicativo di circa 1.500 franchi per emittente. Tale costo è dovuto indipendentemente dall’esito della procedura, rafforzando il principio di copertura dei costi amministrativi.
Tasse di concessione: differenze tra operatori
La tassa di concessione di radiocomunicazione è applicata annualmente alle emittenti non concessionarie e parte da almeno 10.000 franchi annui. Le emittenti con mandato di prestazioni sono esentate da tale onere, ma versano una tassa commisurata agli introiti pubblicitari e di sponsorizzazione.
In caso di restituzione anticipata della concessione, la tassa viene calcolata sul periodo effettivo di utilizzo.
Tassa amministrativa ricorrente e riduzioni
È prevista inoltre una tassa amministrativa annuale, pari a 40 franchi ogni 1.000 abitanti nella zona di diffusione.
Le radio locali concessionarie beneficiano di una riduzione del 60%, mentre per le emittenti non commerciali la tariffa è ulteriormente ridotta. Anche in questo caso, in caso di cessazione anticipata, il calcolo avviene su base proporzionale.
Aste e condizioni economiche di aggiudicazione
Qualora si proceda ad asta, l’autorità stabilisce un prezzo minimo, calcolato anche sulla base della tassa di concessione complessiva per l’intera durata. L’importo di aggiudicazione deve essere versato in un’unica soluzione subito dopo il rilascio della concessione. Non è previsto alcun rimborso in caso di revoca, sospensione o restituzione anticipata.
Condizioni tecniche e obblighi operativi
Per ciascun cluster assegnato, deve essere attivato almeno il sito principale entro 90 giorni dal rilascio della concessione. Pur restando volontaria la diffusione FM, è richiesto che il programma sia trasmesso anche in DAB+ nella medesima area e con contenuti identici. Le concessioni possono essere restituite in qualsiasi momento, confermando l’impostazione flessibile del sistema.
Un modello flessibile tra analogico e digitale
Il nuovo quadro delineato dall’UFCOM evidenzia un approccio pragmatico e adattivo, in cui la modulazione di frequenza non viene abbandonata, ma integrata in una logica di coesistenza con il digitale.
La combinazione di continuità, concorrenza e flessibilità normativa conferma la volontà svizzera di governare la transizione senza imporre rotture nette, mantenendo al centro equilibrio tra mercato, tecnologia e interesse pubblico. (E.L. per NL)

































